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Uccisi tre randagi a fucilate

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RANDAGI

Ancora randagi vittime della crudeltà umana: a Marinella, località balneare di Castelvetrano, in provincia di Trapani, sono state trovate le carcasse di tre cani uccisi a fucilate.

Secondo i primi accertamenti nei pressi del luogo del ritrovamento vi era anche un bossolo. Il veterinario Cristian Stabile ha sentito degli spari quando era nell’ambulatorio di una collega, Barbara Occhipinti. Poco dopo le esplosione, ha poi sentito dei guaiti.

A quel punto i due colleghi sono corsi all’esterno per verificare cosa stesse accadendo e ad una trentina di metri dalla clinica hanno visto fuggire dei cani, mentre a terra vi era il corpo  di un meticcio simil maremmano che stava morendo agonizzando a casa di un colpo inferto a distanza ravvicinata. La rosa dei pallini aveva provocato una ferita mortale con le viscere esposte: “Non c’è stato neanche il tempo di prestare i primi soccorsi. Il cane è morto davanti a noi. Eravamo purtroppo solo all’inizio”, ha raccontato veterinario che ha assistito impotente.

Una scena del farwest: a poca distanza dalla prima vittima vi era il corpo di un altro cane, morto con una ferita alla schiena e infine, un terzo cane in agonia, con una terribile ferita alla testa, che barcollava e perdeva tanto sangue.

L’aguzzino di queste povere bestiole, in base alla ricostruzione dei fatti, sarebbe scappato attraverso la campagna. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri che hanno effettuato dei rilevamenti, ritrovando il bossolo  di un fucile da caccia.

“Uno squarcio come quello lo fa solo il fucile da caccia. I colpi sono stati esplosi da distanza ravvicinata”, ha spiegato il veterinario.

Secondo le prime ipotesi, ad uccidere i cani sono state una o più persone che sono riuscite a sparare ad una distanza ravvicinata. In tutto sono stati sparati circa cinque colpi. Una vera e propria carneficina sulla quale stanno ora indagando le forze dell’ordine.

Quello del randagismo a Castelvetrano è una vera e propria piaga. Il veterinario ha ricordato che ci sono molti casi  di avvelenamento di cui sono vittime gli animali, sottolineando però che l’uccisione con arma da fuoco non avrebbe precedenti.

Un’esecuzione in piena regola con la quale qualcuno ha voluto eliminare il problema alla radice, probabilmente infastidito dalla presenza di quei cani che stava nella zona perché attratti da una femmina in calore.