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Vibo Marina: cane chiuso in un sacco e abbandonato, salvato in extremis

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Un episodio di violenza nei confronti di animali, stavolta a Vibo Marina, in Calabria: cane chiuso in un sacco e abbandonato, salvato in extremis.

vibo marina cane
(Facebook)

Ormai, gli episodi di crudeltà nei confronti di animali sono diffusi e quotidiani. Già nei mesi scorsi, dalla provincia di Vibo Valentia, era giunto un fatto di cronaca che aveva avuto un lieto fine: sulla Strada Statale 18, a poca distanza da un distributore di benzina in direzione Mileto, una cucciola di pochi giorni era stata trovata denutrita. A salvarla era stata una pattuglia dei militari dell’Arma dei Carabinieri di passaggio. Diversa la recente storia di Leon, un cane che è stato rinvenuto con il muso completamente bruciato. Si pensava a un’aggressione con l’acido, ma chi ha avuto in cura il cane ha smentito questa versione dei fatti.

Cane ritrovato a Vibo Marina: la denuncia di una volontaria

Questo però nulla toglie al fatto che in provincia di Vibo Valentia, così come in tutta la Calabria e su tutto il territorio nazionale, isole comprese, gli episodi di violenza nei confronti di poveri animali indifesi siano all’ordine del giorno. L’ultimo episodio, denunciato a Vibo Marina, viene ricostruito da Irene, una volontaria dell’Enpa di Pizzo: “Oggi a seguito della segnalazione di alcuni ragazzi, io e le altre volontarie della sezione Enpa di Pizzo, abbiamo soccorso questo cane, chiuso in un sacco di plastica con le zampe legate, sotto al sole, riverso sul ciglio della strada a Vibo Marina”, sono le parole della donna.

Irene denuncia: “Ma credetemi che non so se essere più amareggiata per i vigliacchi che l’hanno ridotto così, o per le istituzioni, (polizia municipale e veterinario ASP) con i quali abbiamo discusso per ore prima che autorizzassero l’ingresso del cucciolo in canile per le dovute cure”. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, ringraziati “per la tempestività e la collaborazione”. Sul luogo dove si trovava il cane abbandonato anche il responsabile provinciale del Wwf Giuseppe Paolillo. Da parte della volontaria che ha denunciato la vicenda c’è una certezza: “Sicuramente non troveremo mai i colpevoli di questo gesto, ma mi auguro che il destino li ripaghi con la stessa moneta”.

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