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Viola la quarantena per dare da mangiare ai cani randagi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:21
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Per prendersi cura di alcuni randagi, un uomo viola la quarantena a Palermo

quarantena randagi
Cani randagi (Foto Pixabay)

 

Prima di tornare a Palermo, un uomo sulla cinquantina era stato in Lombardia, nello specifico proprio a Codogno, in provincia di Lodi, dove è stato registrato il primo focolaio del virus. Tornato in Sicilia poco dopo il Decreto del 9 marzo, l’uomo è stato giustamente messo in quarantena dalle autorità per contenere il rischio di contagio.

Il cinquantenne avrebbe però violato la quarantena per andare a sfamare alcuni randagi del suo quartiere.

Una pattuglia della polizia lo ha notato mentre era fuori casa per dare da mangiare ad alcuni cani. Gli agenti chiedendo spiegazioni, dopo aver effettuato un controllo, hanno verificato che l’uomo era in piena violazione. In base alle disposizione sarebbe dovuto restare in isolamento fino al 23 marzo. Nonostante le giustificazioni, le autorità lo hanno fermato e riaccompagnato a casa. Il cinquantenne è stato anche denunciato per la violazione delle disposizioni dell’autorità. Inoltre, secondo le indiscrezioni, gli agenti stanno ora valutando se l’uomo non abbia anche violato le disposizioni della zona rossa per tornare in Sicilia poco dopo l’entrata in vigore del decreto del Governo.

Una situazione difficile che stanno vivendo molti cittadini, privati della loro libertà. Disposizioni che tutti i paesi europei stanno introducendo per limitare il rischio contagio da coronavirus.

Covid e cani randagi

Cani randagi Facebook
Cani randagi Facebook

Per quanto riguarda il delicato problema dei randagi e delle colonie feline, le associazioni hanno diramato diversi vademecum ricordando che il benessere degli animali è uno stato di necessità. Per cui è consentito non solo portare fuori il cane, acquistare gli alimenti e portare gli animali dal veterinario in caso d’urgenza.

Lo stato di necessita riguarda anche le colonie feline. Al responsabile è infatti consentito recarsi anche in un altro comune, munito di autocertificazione per provvedere alle cure e all’alimentazione della colonia.

Più complesso il tema dei cani randagi. Per legge, i cani randagi sono di responsabilità del comune che spesso appalta la gestione alle associazioni e di conseguenza a volontari del luogo.

Tuttavia la questione non è stata del tutto chiarita. Molti privati cittadini infatti hanno provveduto alla cura e all’alimentazione di randagi. Ma non è chiaro in base al decreto se possono continuarlo a farlo. Ecco perché in Campania, alcune associazioni hanno chiesto alla Regione maggiori tutele e chiarezza: che sia introdotto da parte delle amministrazioni un elenco chiaro dei volontari, che sia fatto presente alle forze dell’ordine, che sia chiarito che i volontari si possono recare in altri comuni per prendersi delle colonie e dei randagi, che i proprietari possono recarsi in altri comuni per acquistare il cibo dei loro animali domestici, che siano anche incentivate le adozioni, che sia fatto un progetto per gli animali che potrebbero restare soli in modo da coordinare assieme alle associazioni un piano di recupero di questi animali.

Per limitare il movimento dei volontari, la sezione locale di Enpa Saronno ha installato dei distributori di croccantini nelle colonie per andare incontro alle gattare e gattari, evitando di farli uscire e di esporsi al rischio di contagio.

“E’ uno sforzo che Enpa Saronno si è sentita in dovere di fare per tutelare tutti, umani e felini. Vogliamo al contempo anche ringraziare di vero cuore tutti quei cittadini che ci stanno dando una mano aiutandoci a riempire questi distributori ed anche a monitorare le nostre colonie”, hanno commentato i volontari.

Speciale animali zona rossa–>

C.D.