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L’antica bestia pazza del Madagascar che aveva un corpo “inspiegabile”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:54
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In passato sono esistite creature dall’aspetto tanto strano che gli scienziati studiano ancora come potessero esistere, come la bestia pazza del Madagascar.

Bestia pazza del Madagascar
Bestia pazza del Madagascar: il fossile di una creatura inspiegabile (Foto Unsplash)

Hai presente il libro fantasy per ragazzi tanto famoso scritto da H. G. Wells, “L’isola del dottor Moresu”? Beh, sappi che il Madagascar non è un luogo tanto diverso da quello raccontato nelle pagine del racconto e, infatti, sono moltissime le creature davvero strane che si aggirano sul suo territorio. Eppure quegli animali africani dai colori e dal temperamento bizzarri sono la cosa più normali, anzi banale, di questo mondo se messi a confronto con i loro predecessori, ovvero i reali animali originari dell’isola. Il Madagascar esiste da talmente tanto tempo che ha persino visto gli stessi dinosauri camminare su questa Terra e nelle regioni che oggi ben conosciamo grazie al film omonimo, in cui appaiono i simpaticissimi pinguini che adoriamo, vivevano degli esseri che al giorno d’oggi non potremmo neppure immaginare. Di recente un ricercatore e la sua squadra di esperti, tra cui paleontologi di fama internazionale, hanno fatto una scoperta. Sono riusciti a trovare forse i resti del mammifero più antico del mondo. La particolarità maggiore, però, non è che sia mammifero, ma piuttosto che sia, a guardarlo, la cosa più strana, addirittura più strana ma vera dell’ornitorinco. Per questo motivo hanno chiamato il fossile della creatura “bestia pazza del Madagascar” e, dopo avergli attribuito questo soprannome, hanno continuato a studiare le sue proporzioni. L’unica cosa che al momento ci possono spiegare è che il corpo di questo animale è del tutto “inspiegabile”.

Bestia pazza del Madagascar: tutto quello che c’è da sapere sul più antico fossile di mammifero

Bestia pazza del Madagascar
Bestia pazza del Madagascar: i ricercatori cercano ancora di capirci qualcosa (Foto Unsplash)

Il più antico fossile di mammifero completo dell’emisfero australe sta sconcertando gli scienziati con il suo corpo non uniforme, degli strani fori che presenta sul cranio e i denti che sembrano “provenienti dallo spazio”.

Il nuovo fossile, riportato il 29 aprile scorso sulla rivista “Nature”, è il più antico (e unico) scheletro quasi completo di un gruppo di mammiferi estinto noto come “Gondwanatherians”. Questo misterioso gruppo viveva al fianco dei dinosauri nel supercontinente meridionale del Gondwana. Si possono distinguere maggiormente grazie a una particolare dentatura “aliena” e ai frammenti di ossa, un singolo teschio e il nuovo, straordinario scheletro di un animale che i ricercatori hanno soprannominato la “bestia pazza del Madagascar”.

Il fossile proviene dal nord-ovest della grande isola africana (il Madagascar è addirittura più grande di tutto il territorio italiano) e risale a sessantasei milioni di anni fa, fino alla fine del periodo Cretaceo. Il Madagascar era già un’isola all’epoca, essendosi allontanato dall’Africa di ottantotto milioni di anni fa, e gli animali che vivevano lì erano completamente bizzarri, ha affermato David Krause, il curatore senior del reparto di Paleontologia dei vertebrati presso il Denver Museum of Nature & Science. Krause è stato l’esperto che ha guidato la nuova ricerca.

Un’isola più strana di quella del dottor Moreau

Tra gli animali trovati in Madagascar in quel momento c’erano:

  • il dinosauro predatore, dal dente cervo Masiakasaurus knopfleri;
  • una rana più larga di una matita numero due è lunga e può aver mangiato piccoli dinosauri ed è stata chiamata Beelzebufo ampinga, o “rana diavolo”;
  • un coccodrillo con un muso corto e i denti irregolari che probabilmente mangiava le piante.

Pensiamo davvero di avere scoperto un antico coccodrillo vegetariano, e non è affatto la cosa più strana che abbiamo trovato, ha detto Krause durante un briefing con la stampa.

Sì, perché il guinness dei primati per il ritrovamento più strano di tutti va al nuovo mammifero, l’Adalatherium hui. Una spedizione sul campo guidata da Krause e dai suoi colleghi ha tratto il meraviglioso scheletro dalla terra nel 1999, completamente per caso. Stavano cercando di raccogliere uno scheletro di coccodrillo nelle vicinanze, ha affermato Raymond Rogers, professore e presidente della Facoltà di Geologia al Macalester College nel Minnesota. Il dottore ha partecipato alla ricerca insieme a molti altri suoi colleghi.

Abbiamo recuperato uno scheletro non sapendo di avere un mammifero di fronte, ha detto Rogers ai giornalisti.

Ci sono voluti mesi per rimuovere lo scheletro delle dimensioni di un opossum dalla roccia, ma i risultati non hanno precedenti. La maggior parte dello scheletro è conservata, ad eccezione di parte della parte posteriore del cranio e di alcuni pezzi dei fianchi. Mai prima d’ora è stato trovato così tanto di un Gondwanatherian. Il precedente esemplare meglio conservato era un teschio di un erbivoro dagli occhi grandi riportato sulla rivista “Nature” nel 2014 da Krause e dal suo team. I ricercatori attribuiscono la conservazione quasi perfetta del ritrovato Adalatherium hui (facciamo che da questo momento in avanti, per facilità, lo chiameremo semplicemente “hui”) a un flusso di fango che improvvisamente seppellì la creatura. All’epoca sembra che si siano verificati abbastanza spesso tali flussi di fango in Madagascar.

Probabilmente è stato sepolto vivo da uno di questi flussi di fango, ha detto Rogers.

Il nome del mammifero deriva dalla parola malgascia per “pazzo” e il greco latinizzato per “bestia”. Il nome della specie hui è in onore di Yaoming Hu, un paleontologo dei vertebrati morto nel 2008. Per cui ecco a voi, gente, l’Adalatherium hui, per gli amici hui, che è conosciuto al mondo come la bestia pazza del Madagascar, il mammifero antico più strano della storia.

… con un mammifero troppo strano

L’hui probabilmente assomigliava un po’ a un tasso, ma non sembra avere davvero nulla di simile a nessun altro mammifero esistente oggi. La maggior parte dei primi mammiferi aveva le gambe distese, un po’ come quelle dei coccodrilli di adesso. Anche le zampe posteriori ddell’hui erano distese. Ma le zampe anteriori erano allineate sotto il suo corpo, come quelle di un gatto o di un cane.

Questo allineamento è così inaudito che i ricercatori che studiano l’hui non hanno idea di come si sarebbe potuta mai muovere questa bizzarra creatura: aveva l’aspetto di qualcosa di storpio. Aveva forti muscoli sulla parte posteriore del corpo che indicano che probabilmente la sua schiena si muoveva da una parte all’altra mentre camminava, ha detto il co-ricercatore dello studio Simone Hoffmann, un anatomista del New York Institute of Technology.

Probabilmente significa che il suo modo di camminare era di sicuro modo molto diverso da qualsiasi cosa vivesse in passato o che viva oggi, ha detto Hoffmann ai giornalisti.

I denti dell’hui erano altrettanto scioccanti, disse Krause: tanto che li ha paragonati a qualcosa di proveniente dallo spazio. I loro dossi e le loro creste non corrispondono a schemi di denti noti in nessun mammifero estinto o vivente. L’animale aveva incisivi prominenti, qualcosa di simile a un roditore, ma gli incisivi sono strani, con smalto solo sul lato della guancia. Tuttavia, ha detto Krause, i denti suggeriscono che l’animale era probabilmente un erbivoro che usava i suoi incisivi per rosicchiare.

Il teschio dell’hui era stranamente contrassegnato da buchi. Alcune di queste erano chiaramente aperture per consentire ai nervi e ai vasi sanguigni di passare e arrivare al muso. Il numero di questi buchi era indicativo di un muso molto sensibile, ha detto Krause, portando i ricercatori a sospettare che il naso dell’Adalatherium fosse ben fornito di simpatici ma enormi mustacchi. I forti artigli dell’animale suggeriscono che fosse uno scavatore, quindi forse questi nervi rilevavano ricche sensazioni nelle tane sotterranee buie, ipotizza Krause.

Un altro dei buchi, una grande apertura sulla parte superiore del muso, è un mistero completo, ha detto Krause. Niente di simile è stato visto prima su un cranio di mammifero. Probabilmente era coperto di cartilagine, ma i ricercatori non sanno a cosa potesse mai servire un foro del genere.

L’evoluzione dei mammiferi

Oggi non sopravvivono discendenti viventi dell’hui. In effetti, nessuno dei mammiferi odierni autoctoni del Madagascar è legato ai mammiferi cretacei trovati finora sull’isola, ha detto Krause. Ciò suggerisce che tutti i mammiferi del Madagascar sono morti nell’impatto con l’asteroide cretaceo che ha distrutto anche i dinosauri non aviari. Oggi i mammiferi del Madagascar probabilmente discendono da animali che in seguito galleggiarono su gigantesche zattere di vegetazione dall’Africa costiera, ha continuato col dire Krause.

Ma la scoperta dell’Adalatherium suggerisce che anche quando i dinosauri erano ancora su questo pianeta calpestandone pesantemente il suolo, prima del loro fatale sterminio, le isole portarono a una strana evoluzione. Gli scienziati sanno da tempo che le specie alienate sulle isole tendono a evolversi in modi strani. Le isole potrebbero generare giganti come il temibile drago di Komodo, ad esempio, o miniature come i mammut pigmei ormai estinti che un tempo vagavano per l’isola di Creta. I bizzarri cretacei del Madagascar suggeriscono che stava succedendo qualcosa di simile. L’hui, ad esempio, pesava circa 6,8 libbre. (ossia poco più di tre chilogrammi): era dunque cento volte più pesante dei mammiferi delle dimensioni di un topo che costituiscono la maggior parte dei primi mammiferi sulla Terra, ha detto Krause. È il terzo mammifero più grande mai trovato nell’emisfero meridionale mesozoico (l’era si estende da duecentocinquanta milioni a sessantacinque milioni di anni fa).

I ricercatori stanno ancora lavorando per capire il modo in cui l’hui poteva riuscire a muoversi e gli strani adattamenti che subito con il tempo, prima di estinguersi del tutto. Hanno anche molti più fossili del Madagascar da studiare e sui quali poter lavorare a lungo. Dal 1993, il team ha tirato fuori dalla terra più di ventimila esemplari fossili in quella stessa regione. Evidenzia la rarità di una scoperta come quella della bestia pazza del Madagascar, il fatto che, in tantissimi anni di scoperte paleontologiche che hanno portato al ritrovamento di resti di bestie inspiegabili, soltanto una manciata di questi sono esemplari di mammiferi.

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Simona Strani