Home Curiosita Celebrità che odiano i gatti: personaggi storici decisamente non “gattari”

Celebrità che odiano i gatti: personaggi storici decisamente non “gattari”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:20
CONDIVIDI

Se sei un fanatico dei piccoli felini, allora non riuscirai a crederci: ebbene sì, esistono celebrità che odiano i gatti (o sono esistite, nel passato).

Celebrità che odiano i gatti
Celebrità che odiano i gatti: i personaggi storici non gattari (Foto Unsplash)

Molto probabilmente ti sembrerà impossibile da credere, ma esistono al mondo delle persone che non apprezzano affatto i nostri amici felini. Il micio ha dei nemici non soltanto nei cartoni animati, ma pure nella vita reale, tra i personaggi più noti, che tutti noi conosciamo bene. Le celebrità che odiano i gatti non sono più così tante come in passato (o almeno, evitano di dichiararlo). Purtroppo la nostra storia è costellata di personaggi importanti che hanno provato una risaputa antipatia nei confronti degli animali domestici e del micio in particolare.

Ovviamente, stiamo parlando di persone che, nella stragrande maggioranza dei casi, si sono rivelati dei veri e propri psicopatici: quindi, nulla di cui stupirci. Poiché, se è vero che de gustibus non disputandum est, è anche vero che maltrattare i piccoli cuccioli indifesi è considerato dai maggiori esperti nel campo uno dei primi segnali della sociopatia e della psicosi (come quella di cui sono affetti in genere i serial killer).

Non stiamo dicendo che se il tuo animale preferito non è un gatto, allora ti trasformerai ben presto in un Norman Osborne. Se, però, senti di provare addirittura odio nei confronti di questa simpatica palla di pelo che fa “miao”, allora ti consigliamo un consulto. Il prima possibile. La Scienza ti mette in guardia, non noi.

I 7 personaggi storici famosi che avevano tutti una cosa in comune: l’odio per i gatti

Celebrità che odiano i gatti
Celebrità che odiano i gatti: potenziali psicopatici, secondo la Scienza (Foto Adobe Stock)

Un famoso giornalista americano una volta ha scritto: Il modo in cui ti comporti nei confronti dei gatti determina il tuo stato in Paradiso. Se c’è del vero in questo detto, l’inferno sarà pieno zeppo di dittatori, uomini tronfi e qualche altra persona famosa le cui identità potrebbero scioccarti.

Come penitenza appropriata per i loro misfatti, immagino che questi odiatori di gatti trascorreranno tutta l’eternità circondati da felini pelosi che fanno le fusa rumorosamente vicino alle loro orecchie, si rannicchiano strettamente nelle loro ginocchia e leccano loro il viso con lingue graffianti e respiro al sapore di tonno. A volte, i gatti potrebbero persino fare pipì su cose che sono importanti per loro. Mamma mia, che “girone infernale”.

E gli odiatori potranno solamente accettare la loro punizione.

Davvero adesso. Come può una persona odiare un piccolo gattino peloso? Essere indifferente è una cosa, ma disprezzare tutta un’altra.

Queste celebrità che odiano i gatti e che stiamo per presentarti (inrealtà, già li conosci molto bene) sono famose perché, oltre a non volere queste creature come animali domestici, se ne avevano l’occasione, facevano loro del male. Molti dei membri del “Cat Haters Club” della storia non erano affatto persone normali, come tutte le altre. Non tutti sembravano crudeli o folli, ma alcuni di loro hanno commesso atrocità che sono andate oltre alla sevizia nei confronti di un piccolo micio.

Benito Mussolini e Adolf Hitler

Celebrità che odiano i gatti
Celebrità che odiano i gatti: Benito Mussolini (Screenshot Instagram)

Da giovane, il dittatore italiano Benito Mussolini (1883-1945) fu più volte espulso da scuola per bullismo. Non avrebbe dovuto essere un segno?

Successivamente è stato espulso da un paese vicino (Svizzera) e da un partito politico (i socialisti) prima di formare il proprio partito fascista di destra. I fascisti di Mussolini si opposero alla discriminazione di classe sociale e sostenevano il nazionalismo italiano. Il famosissimo dittatore fece discorsi urlanti, promettendo di riportare l’Italia dell’inizio del XX secolo al suo antico splendore romano.

Il Duce del Fascismo

Mussolini era crudele per natura, come dimostra l’aggressione brutale ai danni di un giornalista inglese: durante un’intervista ha posto una domanda che non gli era piaciuta. Ha stabilito un rigoroso regime antimoderno in Italia, con valori misogini, omofobi e virilistici.

Come se ciò non bastasse, Mussolini era anche un noto odiatore di gatti, come osservato dal giornalista americano John Gunter: Le cose che Mussolini odia di più sono Hitler, gli aristocratici, i soldi, i gatti e la vecchiaia.

In un libro di memorie del 2006, il figlio di Mussolini, Romano, negava l’idea che il dittatore fascista odiasse i gatti. Romano Mussolini affermò che la famiglia aveva un gatto persiano che avrebbe occupato la poltrona preferita del Duce. A volte, il dittatore, che amava profondamente il suo cucciolo, finiva per sedersi su un poggiapiedi piuttosto che disturbare il felino assonnato.

Romano Mussolini è stato criticato, tuttavia, come biografo revisionista in molti modi. Era un figlio che scriveva un libro di memorie sei decenni dopo la morte di un padre dittatore tanto disprezzato. Come tale, ha convenientemente ignorato molti fatti e ne ha modificato altri.

È più probabile che Mussolini odiasse davvero i gatti, come è stato riportato in origine. Dopotutto, Mussolini era lo stesso misantropo che diceva: Mettiamo un pugnale tra i denti, una bomba tra le mani e un disprezzo infinito nei nostri cuori.

Era un uomo senza cuore e nessun uomo privo di sentimenti potrebbe riuscire ad amare qualsiasi specie di animale.

Il Fuhrer del Nazismo

Celebrità che odiano i gatti
Celebrità che odiano i gatti: Adolf Hitler (Screenshot Instagram)

Mussolini formò un’alleanza militare inquieta con Adolf Hitler, nota come il “Patto d’acciaio”. Hitler, il suo compagno nell’odio, (1889-1945) fu lo spietato leader austriaco del regime nazista tedesco.

Durante la seconda guerra mondiale, le idee di purezza razziale di Hitler portarono al massacro di milioni di persone che considerava inferiori, spregevoli o qualcosa di addirittura peggio. Ciò comprendeva circa sei milioni di ebrei nell’Olocausto, due milioni di polacchi, tre milioni di prigionieri di guerra sovietici, i suoi oppositori politici, gli omosessuali, le persone con varie disabilità fisiche e mentali, i sindacalisti, i Testimoni di Geova e molte altre categorie di individui.

Il Führer era un pittore frustrato, avendo fallito come artista in gioventù (a quanto pare avrebbe voluto diventare un grande acquarellista, e invece …). In seguito divenne un senzatetto e sviluppò profondi sentimenti antisemiti (gli ebrei erano ricchi e lui no). Hitler ha poi perseguito una carriera militare, l’estremismo politico e una passione per la politica.

Sebbene si dice che Hitler abbia disprezzato moltissimo i gatti in vita, non ci sono prove a sostegno di questa voce, anzi: alcune fonti vorrebbero che, al contrario, fosse un grande amante degli animali.

Al dittatore megalomane piacevano in particolare i cani. I pastori tedeschi erano i suoi favoriti. L’apprezzamento della razza da parte di Hitler era un’estensione delle sue convinzioni, per le quali bisognava sempre ricercare, come prima cosa, la purezza della stirpe.

Il pastore tedesco di Hitler, Blondi, a volte dormiva nella sua camera da letto. Era con lui nel bunker dove lui e gli altri alla fine si sono tolti la vita piuttosto che arrendersi. A Blondi è stata somministrata la pillola al cianuro come test per garantire che il metodo del suicidio funzionasse.

Ad Eva Braun, l’amante di Hitler (e nelle ultime ore, sua moglie), piacevano i gatti, invece. Tuttavia, la coppia aveva soltanto cani come animali domestici. Non era una fan di Blondi e aveva ammesso di aver preso a calci il cane di Hitler sotto il tavolo, più e più volte.

Ma alla fine chi ha avuto la meglio?

Johannes Brahms

Dopo aver appreso quello che ora sappiamo di Johannes Brahms, la sua ninna nanna non sarà più la stessa per noi. Fu l’ultimo lavoro che scrisse nella sua vita e lo dedicò al figlio neonato di un amico.

Dolce, vero? Bene, l’uomo dietro la melodia non lo era affatto. È stato una vera delusione, sia per la sua misoginia che per il suo odio nei confronti dei gatti.

Brahms (1833-1897) fu un famoso compositore e pianista tedesco che trascorse gran parte della sua carriera in Austria. Brahms ricevette una formazione iniziale in pianoforte da suo padre e divenne un perfezionista per tutta la vita, durante la quale produsse complessi capolavori musicali.

Per aiutare finanziariamente la sua famiglia in difficoltà, il giovane Brahms doveva suonare tutta la notte nei bordelli e nelle sale da ballo. Fu colpito emotivamente dall’esperienza e di conseguenza sviluppò sentimenti contrastanti sulle donne.

Il compositore le percepiva tutte come “prostitute”, come persone “superficiali e come delle “pazze isteriche”, e nutrì quei sentimenti per tutta la sua vita. Sebbene Brahms avesse una relazione molto profonda e, fino alla fine, stabile con la moglie di un altro compositore, egli non si sposò mai e visitava regolarmente i bordelli più malfamati.

Inoltre, Brahms era un grande odiatore dei gatti: la sua antipatia era nota, perché lui non si limitava a parlarne. Attraverso una finestra aperta, usava l’arco e la freccia per cercare di uccidere i gatti del vicinato. Sfortunatamente, non è l’unico uomo famoso nella storia che ha inflitto danni ai felini.

Dwight Eisenhower

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Since today is V-E Day, it feels appropriate to honor Dwight Eisenhower. U.S. President Dwight David Eisenhower was a five-star general and supreme commander of Allied Forces in Europe during WWII. After the war, Ike was Army chief of staff under Truman and president of Columbia University. In the 1952 presidential election, Ike defeated Democrat Adlai Stevenson, ending two decades of the New Deal Coalition. Dwight D. Eisenhower was a moderate conservative who expanded Social Security and continued New Deal agencies. He launched the Interstate Highway System, and sent troops to Little Rock, Arkansas, for the first time since Reconstruction to desegregate public schools. In his 1961 farewell address, he expressed concerns about future massive military spending and coined the term “military-industrial complex.” #DwightEisenhower #SupremeCommander #AlliedForces #WWII #worldwartwo #USPresident #34thUSPresident #veday @historymugs #historymugs #ushistory #americanhistory

Un post condiviso da Robert & Christine (@historymugs) in data:

Dwight D. Eisenhower (1890-1969) fu un generale a cinque stelle americano che servì come comandante supremo delle forze alleate in Europa, durante la seconda guerra mondiale, prima di diventare il XXXIV presidente americano. Come presidente, è stato sia ammirato che criticato per la sua proverbiale prudenza. Nel suo discorso d’addio, ha ammonito la nazione di evitare l’impulso di vivere solo per l’oggi, saccheggiando, per nostra comodità e facilità, le preziose risorse del domani.

Ma c’era un lato oscuro dietro alla facciata diplomatica di questo leader. Quando Eisenhower lasciò l’ufficio e si ritirò nella sua fattoria a Gettysburg, in Pennysylvania, ordinò al suo staff di sparare a qualsiasi gatto che avesse visto nella sua proprietà. Un simile comportamento di odio è un atteggiamento per nulla appropriato per un eroe di guerra, non pensi?

Nonostante il disprezzo di Ike per i felini, alla fine arrivò ad apprezzare un cane che gli era stato regalato. La Weimaraner, di nome “Heidi”, ebbe persino un incidente su un tappeto costoso nella sala di accoglienza diplomatica della Casa Bianca, per cui si guadagnò la fama di essere l’unico animale domestico presidenziale ad essere mai stato bandito dalla residenza.

Fortunatamente, Heidi è andata alla fattoria del Presidente per aspettare il suo mandato. Nonostante l’attaccamento del Presidente al suo cane, questo personaggio storico non merita la stima di tutti gli amanti degli animali.

Napoleone Bonaparte

Celebrità che odiano i gatti
Celebrità che odiano i gatti: Napoleone Bonaparte (Screenshot Instagram)

Napoleone Bonaparte (1769-1821) fu il sovrano della Francia post-Rivoluzione, noto come un tiranno pericoloso sul campo di battaglia. Tuttavia, secondo la leggenda, un piccolo gattino ha quasi fatto scardinare il soldato più famoso dei suoi tempi. Napoleone divenne famoso per la sua folle paura dei gatti.

Dopo la seconda occupazione francese di Vienna, un addetto sentì il piccolo imperatore gridare in difficoltà a tarda notte. Mezzo spogliato e sudato dalla paura, Napoleone fece oscillare selvaggiamente la spada contro le pareti ricoperte di arazzi. Stava tentando di proteggersi da un gatto che era entrato nella sua stanza.

Quindi, nel 1815, dopo che Napoleone fu sconfitto nella Battaglia di Waterloo ed esiliato nell’isola di Sant’Elena, i residenti della sterile isola rocciosa giocarono uno scherzo al leader che temeva i gatti. Poco prima del suo arrivo, una fonte anonima fece circolare un volantino che annunciava che l’isola era infestata da topi. Quindi, tutti gli abitanti non potevano fare altrimenti: dovevano rifornirsi di felini.

I residenti raccolsero avidamente gatti grandi e piccoli. Nel giorno specificato, gli isolani consegnavano i gatti nel luogo designato per raccogliere i loro doni. Ci fu una rivolta quando lo scherzo fu eseguito. I gatti fuggirono.

Che benvenuto per l’imperatore appena caduto.

Noah Webster

Cerca “Noah Webster” nel dizionario e troverai un grande odiatore dei gatti.

Webster ha definito il gatto un animale ingannevole e, quando infuriato, estremamente dispettoso. Molto probabilmente, scrisse queste parole subito dopo aver avuto un brutto incontro, sennò non ce lo spieghiamo affatto.

Noah Webster (1758-1843) era un autore e lessicografo la cui passione era l’evoluzione di una lingua inglese americana. Il suo dizionario promuoveva ortografia, grammatica e pronuncia standardizzate. Dobbiamo ringraziarlo per aver cambiato “re” in “er” in alcune parole (l’antica parola “theatre” era impronunciabile, mentre la nuova dizione “t – e – a t- e -r” è semplice e scorrevole), per aver scelto la “s” anziché la “c” in moltissime parole e per aver lasciato cadere la “u” in parole come il “colour” (adesso è semplicemente “color”).

Con un atteggiamento di odio nei confronti del gatto come quello che aveva, è una buona cosa che il linguaggio fosse la sua priorità, piuttosto che gli animali. L’ortografia gli ha dato qualcosa di importante da fare, che gli impedisse di trascorrere il tempo a disturbare troppo i poveri felini.

Altre folli celebrità che odiano i gatti

Celebrità che odiano i gatti
Celebrità che odiano i gatti: molti conquistatori stranieri, come Gengis Khan (Screenshot Instagram)

Non sorprende che il guerriero mongolo Gengis Khan (1162-1227) odiasse i gatti. L’uomo era un sadico spaventoso. Cioè, bollì persino molti suoi nemici, vivi. Nella sua impresa per espandere il suo vasto impero, il sovrano uccise quaranta milioni di persone. Grandi tratti di terra furono disboscati a seguito di un massiccio spopolamento.

Quindi, quando il militante assetato di sangue mise sotto assedio una città murata cinese, Khan chiese un riscatto di mille gatti e diecimila rondini. Al momento della consegna degli animali, questi avevano del materiale legato alle loro spalle, quindi il condottiero ha dato fuoco al materiale. Questo fece esplodere la città mentre i poveri animali fuggivano.

Al sovrano sanguinario viene attribuita la citazione popolare non è quanti respiri fai, ma i momenti che ti tolgono il respiro. Tuttavia, Khan ha anche proclamato con orgoglio: Sono il flagello di Dio. Se non avessi commesso grandi peccati, Dio non avrebbe inviato una punizione come me su di te.

Enrico III di Francia (1551-1589), figlio di Caterina de ‘Medici e Enrico II, fu un inutile sovrano che perseguitava i protestanti e scandalizzava il trono con i suoi legami con “favoriti” maschi. La semplice vista di un gatto lo avrebbe gettato nel panico più totale. Il poveretto sarebbe svenuto.

Il naturalista francese Georges Louis Leclerc, conosciuto anche come il conte di Buffon (1707-1788) era famoso per i suoi volumi di storia naturale che ispirarono due generazioni di naturalisti. Tuttavia, l’uomo che ha studiato una così vasta gamma di piante e animali ha osato offendere i gatti e coloro che li amavano.

Ha detto che i gatti avevano una malizia innata e una disposizione perversa che aumenta man mano che crescono. Ha aggiunto che assumono facilmente le abitudini della società, ma non ne acquisiscono mai le buone maniere.

Prima di affinare gli artigli, considera la fonte. Era lo stesso uomo che sosteneva una teoria secondo cui il Nuovo Mondo era inferiore all’Eurasia a causa degli odori delle paludi e delle fitte foreste americane. Buffon disse che gli americani erano meno virili, perché mancavano animali di grossa taglia dalle loro parti. L’affermazione ha offeso così tanto Thomas Jefferson che questi ha risposto per le rime, non se l’è mandato a dire. Chi la fa l’aspetti.

Potrebbe interessarti anche:

Simona Strani