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Cosa sapere sul Maneki neko, portafortuna giapponese a forma di micio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:21
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In Giappone hanno tantissime usanze che a noi paiono strane: sì, come quella di mettere la scultura di un gatto portafortuna in casa, il Maneki neko.

Il gatto giapponese della fortuna
Il gatto giapponese della fortuna: ossia il gatto che chiama (Foto Unsplash)

Ti piacciono i gatti? Sì. E la cultura giapponese? Ancora sì. Allora oggi non possiamo non parlare di uno degli argomenti che troverai tra i più interessanti e coinvolgenti in assoluto. Ci riferiamo ovviamente ai teneri e folkloristici Maneki neko, le sculture dei gatti in stile manga con una zampa alzata e ciondolante. Se sei mai stato in Giappone, hai sicuramente visto una dozzina, almeno, di questi “soprammobili” nelle case dei tuoi ospiti, nei negozi e forse persino per strada, nelle ville, nelle piazze o vicino ai templi. Qui in Italia è più raro notarli, ma non impossibile. Anzi, ultimamente con l’invasione commerciale dei prodotti orientali, che hanno riempito i bazar e i “tutto a un euro” di ogni città, vedere uno di questi caratteristici portafortuna attraverso le vetrine, mentre sei in giro a fare shopping con gli amici, non è mai stato così facile.

I Maneki neko, da quello che noi occidentali ne possiamo capire, sono sicuramente dei portafortuna: valgono per gli asiatici come per noi trovare un quadrifoglio in mezzo a un campo fiorito. La loro storia, però, è molto più complessa e interessante. Non acquistare un Maneki neko, se non sai ancora qual è la sua importanza e per quale motivo questo oggetto è nato. Come lo utilizzano i giapponesi, per quale ragione riesce a portare fortuna e, soprattutto, cosa significa la zampetta alzata e ciondolante del micio? Forse si tratta di un saluto, o forse no. Noi l’abbiamo scoperto e abbiamo deciso di condividere tutte queste interessantissime informazioni con te. Leggi molto attentamente. Sappi che esistono almeno un paio di buoni motivi per i quali dovresti metterti in casa un gatto portafortuna giapponese, ma può darsi che tu non abbia la più pallida idea di quali siano.

Maneki neko, il gatto giapponese della fortuna: 10 cose da sapere prima di adottarne uno

Il gatto giapponese della fortuna
Il gatto giapponese della fortuna: le credenze popolari gli attribuiscono un gran potere (Foto Pexels)

Rispondi a queste tre semplici domande:

  • Ti piace davvero Maneki neko?
  • Stai comprando un gatto Maneki neko?
  • Non capisci cosa significhi “Maneki neko”?

Se non hai la più pallida idea di quali possano essere le risposte oppure tendi evidentemente per il “no”, allora c’è qualcosa che ti dobbiamo dire al riguardo. Dovresti leggere in maniera molto attenta il nostro articolo. Alla fine della tua lettura, quando avrai carpito tutto quel che c’è da sapere sull’argomento, sappi che riuscirai finalmente a rispondere alle domande qui sopra e la tua parola sarà “sì” per tutto quanto.

Cos’è il Maneki neko?

Maneki Neko (kanji: 招 き 猫 hiragana ま ね き ね こ, può essere inteso come “gatto agitato”) è una figurina giapponese comune (una sottospecie di portafortuna, un talismano) che si ritiene spesso porti una valanga di effetti positivi e sicuramente una buona sorte a chiunque la possiede. In realtà “Maneki” in lingua giapponese è l’atto del chiamare e “neko” significa gatto (sempre in lingua nipponica). La figurina raffigura un gatto che fa cenno con una zampa eretta, e di solito è esposto spesso all’ingresso di negozi, uffici, ristoranti, pachinko (casinò orientali), lavanderie a gettoni, lavanderie a secco, saloni e altre attività commerciali. Alcune sculture sono elettriche o alimentate a batteria e hanno una zampa che si muove lentamente per invitare gli ospiti.

Qual è il significato del suo nome?

In giapponese Maneki Neko (pronunciato ma-neck-ee-neck-o) significa “gatto che fa cenno” o “gatto di invito”. Ma questo portafortuna è anche conosciuto come “il gatto fortunato giapponese”, il gatto d’oro, il gatto dei soldi, il gatto accogliente oppure semplicemente come il gatto della fortuna.

Le leggende dietro a questo gatto

Il gatto giapponese della fortuna
Il gatto giapponese della fortuna: le leggende più famose (Foto Unsplash)

Sono moltissime le leggende attorno alla figura di questo “gatto che saluta”, un po’ come quelle sull’origine di un arancino (catanese, messinese, palermitano?) o quelle sulla nascita della famosa pasta alla Norma (chissà perché tutte quelle italiane riguardano il cibo). Le origini di questa folkloristica tradizione popolare possono anche essere molteplici. Noi ve ne raccontiamo un paio e sarai tu a decidere quale ti piace di più e quella a cui vuoi credere.

Il gatto del sacerdote salva la vita a un uomo

Esistono diverse leggende sul Maneki neko. Il più noto riguarda la storia di un povero prete, il suo gatto e un ricco signore feudale.

Un povero prete viveva in un piccolo tempio chiamato il tempio Gōtoku-ji (a Tokyo) con il suo amato gatto domestico. Stava a malapena a cavarsela, aveva pochissimo cibo e niente beni mondani.

Una notte, una terribile tempesta colpì la zona. Il viaggiatore stava passando e si fermò per rifugiarsi sotto un albero. In piedi lì sotto la pioggia battente, notò un gatto seduto vicino alla porta di un piccolo tempio. Il gatto continuava a sventolare la zampa, mentre faceva cenno all’uomo di entrare nel tempio. Il viaggiatore era affascinato dallo strano comportamento del gatto e si dirisse al tempio.

Appena raggiunse l’ingresso dell’edificio, un fulmine si abbatté esattamente nello stesso punto in cui si era fermato pochi istanti prima. Il gatto che gli faceva cenno gli aveva salvato la vita. La “fortuna” volle, però, che questo viaggiatore non fosse un pellegrino insignificante: era piuttosto un signore feudale estremamente ricco. Il nobile mostrò tutta la sua gratitudine inondando il tempio di enormi quantità di doni e denaro. Il gatto che aveva fatto cenno aveva davvero portato prosperità al suo padrone e alla sua casa.

Il gatto del cortigiano

La parte occidentale di Tokyo all’inizio del XVII secolo aveva un gran numero di bordelli, che si trovavano lungo la strada. A quei tempi le cortigiane si chiamavano “yuo” e le più abili si chiamavano “tayu”.

Una tayu di nome Usugumo provava un grande affetto per i suoi gatti, quindi questi animali la circondavano ovunque.

Il gatto preferito una notte non le permise di uscire di casa, aggrappandosi addirittura ai suoi vestiti. La guardia, dopo averlo notato, corse su e in un lampo tagliò la testa dell’animale. La testa volò in alto, afferrando un serpente con i denti e uccidendolo. A causa del fatto che Usugumo amava molto i gatti, il felino ha salvato la vita alla padrona: egli sapeva infatti che stava per arrivare il serpente e non voleva che la fanciulla morisse avvelenata. Si sacrificò per lei.

Usugumo era molto triste per il suo gatto. Per placare la sua tristezza, uno dei visitatori abituali le regalò la statuetta di un gatto, che divenne il prototipo del famoso Maneki neko di oggi.

La storia del gatto che veniva da Imado

Una povera vecchia di Imado, che si trova nella parte orientale di Tokyo, rimase improvvisamente sola nella sua vecchiaia. Fu costretta a vendere il suo gatto domestico per guadagnare un po’ di soldi per il cibo. Ma i fondi finirono col passare del tempo e la vecchia era in preda a un dilemma.

Una notte sognò il suo gatto. Esso le parlò e le disse: Realizza una statuina dalla figura simile alla mia e vendila alle persone. La vecchia ascoltò e iniziò a realizzare figure con materiali diversi. Alla gente piacevano le sue statuine di gatto, talmente tanto da andare subito a ruba. Pertanto, la donna anziana fu in grado di raccogliere i fondi necessari e provvedere a se stessa per gli anni che le restavano ancora da vivere.

E le figure fatte dalle sue mani acquisirono un’aura di fortuna e benessere, come quella di un talismano. Oggi le conosciamo come Maneki neko.

L’origine e la realizzazione del Maneki neko

Il gatto giapponese della fortuna
Il gatto giapponese della fortuna: dove viene realizzato? (Foto Pexels)

I Maneki neko sono originari del Giappone e la maggior parte concorda sul fatto che questi fortunati gatti sono comparsi per la prima volta durante il periodo Edo (dal XVII secolo alla metà del XIX secolo).

Il Maneki neko è un gatto finemente vestito, solitamente ornato con pettorina, colletto e campana. Nel periodo Edo era comune per i ricchi vestire i loro gatti domestici in questo modo: una campana era legata al colletto in modo che i proprietari potessero tenere traccia della posizione dei loro animali domestici.

Le figurine di questo “Fortune Cat” spesso tengono altre cose nelle loro zampette. Questi oggetti includono:

  • Un koban del valore di un ryo: questa è una moneta giapponese del periodo Edo (allora un ryo era considerato una fortuna).
  • Il martello dei soldi magici (se vedi un piccolo martello, questo rappresenta la ricchezza). Quando agitato, il maglio dovrebbe attirare ricchezza.
  • Un pesce, molto probabilmente una carpa (il pesce è un simbolo di abbondanza e buona fortuna).
  • Un pezzo di marmo o una gemma (questo è un altro magnete per i soldi). Alcune persone credono che sia una sfera di cristallo e rappresenti la saggezza.

I gatti fortunati possono anche essere trovati con zucche, tavolette di preghiera, ravanelli e lingotti di daikon. Pure questi oggetti rappresentano ricchezza e buona fortuna.

Indipendentemente dal nome, dalla leggenda, dalla zampa sollevata, dal colore o dall’oggetto nella zampa, in pratica non puoi sbagliare con un Maneki neko appollaiato al tuo fianco. Il risultato, secondo i giapponesi, sarà comunque ottimo.

Il significato dei diversi colori

La maggior parte delle figurine Maneki neko sono in bianco, ma a seconda dei gusti locali, delle tradizioni e dei significati specifici allegati alle figurine, i colori possono essere in tonalità di nero, rosso o oro. Tra queste variazioni, si ritiene che un gatto nero veda bene anche di notte, quindi è considerato un gatto di tipo amuleto per scacciare la cattiva sorte. D’altra parte, il rosso è un colore che non piace agli “dei del vaiolo e del morbillo” (sì, culturalmente parlando i giapponesi sono molto spiritisti e politeisti), quindi un Maneki neko rosso è considerato efficace nel combattere le malattie. Per quanto riguarda gli altri colori usati per questo genere di figurine e statuette di gatto, ecco i loro rispettivi significati:

  • Oro: portare denaro o fortuna monetaria
  • Rosa: migliorare la fortuna in amore
  • Giallo: portare un buon partito o una buona dote per il matrimonio
  • Blu: migliorare la sicurezza a casa e pregare per la sicurezza del traffico
  • Verde: sperare in un successo negli esami ed eccellenza negli studi

Persino il motivo a leopardo è frequente e, poiché la parola leopardo (“hyou”) suona allo stesso modo di quella che significa “voti” (“hyou”) in giapponese, questo gatto è il preferito dei politici: viene acquistato e posizionato durante le campagne elettorali, poiché si crede aiuti a portare più voti al proprio seggio.

La zampa del Maneki neko

Tradizionalmente, la zampa del Maneki neko fa cenno quando si trova rivolta in avanti, in perfetto stile giapponese. Alcuni di questi favolosi e “magici” gattini progettati per i mercati occidentali hanno la zampa del gatto rivolta all’indietro, però.

Destra o sinistra

Il Maneki neko può essere trovato con la zampa destra o sinistra sollevata (e talvolta entrambe). Ci sono molte credenze diverse riguardo al significato della zampa sollevata. Molte persone pensano che una zampa sinistra sollevata porti clienti, mentre una zampa destra porti fortuna e ricchezza. Alcuni credono il contrario, oppure che una zampa sia per la fortuna e l’altra per la ricchezza. Un’altra teoria è che una zampa sollevata a sinistra attiri denaro, mentre una zampa sollevata a destra la protezione.

Dove si colloca il portafortuna?

Il gatto giapponese della fortuna
Il gatto giapponese della fortuna: posizionarlo in base al risultato (Foto Unsplash)

I gatti Maneki neko tradizionali sono candidi e questi sono considerati i più fortunati. Anche all’interno del posizionamento del feng shui, questo stile di gatto fortunato appare ovunque. Ma i diversi colori dei gatti hanno significati diversi e questi potrebbero influenzare dove vuoi mantenere la tua fortuna.

Dove metterlo per trovare ricchezza

Questo felino “dorato” appartiene al tuo angolo di ricchezza, l’angolo sud-est della tua stanza, casa, ufficio o scrivania. Conta su un aumento di stipendio, entrate inattese o nuove opportunità per creare abbondanza finanziaria.

Dove metterlo per trovare energia positiva

Nel feng shui, un gattino color nuvola va nella sezione nord di uno spazio per una maggiore prosperità, l’ovest per evocare creatività o bambini, oppure il nord-ovest per riuscire a viaggiare e per far entrare persone utili e nuove opportunità nella propria vita.

Dove metterlo per trovare l’amore

Questo gatto ha il colore dell’amore (il rosa), quindi è quello che acquisti quando lo parcheggi nella zona sud-ovest della tua camera o casa. Nell’angolo sud di qualsiasi spazio, il gatto rosa porterà maggiore fama e iniziative di successo.

Dove metterlo per trovare sicurezza e benessere fisico

Lungi dall’essere sfortunato, questo gatto nero ti porterà più soldi quando lo metti nella zona nord o sud-ovest di qualsiasi spazio. Migliorerà i tuoi investimenti da un trespolo nel sud-est. E i gatti neri o rossi ti proteggeranno dalle malattie e ti porteranno una buona salute, se trovi spazio per loro nell’area est di una stanza o di un edificio.

Dove metterlo per trovare fama e gloria

Il colore della vita, un gatto fortunato verde nel sud amplifica energia positiva e fama; soprattutto dà ottimi risultati scolastici o migliori prestazioni nelle attività creative come la scrittura o l’arte. Spostalo a sud-est per aumentare la ricchezza.

La città dei Maneki neko

In Giappone, ci sono un certo numero di luoghi famosi per la produzione di figurine Maneki neko, come Seto City e Takasaki City. Tra questi, il principale produttore di queste figurine di gatti dall’aspetto carino è Tokoname City, che è una delle basi di produzione più antiche e grandi tra i “Nihon Rokkoyo o le Sei antiche fornaci giapponesi”. Di conseguenza, la maggior parte delle figurine Maneki neko prodotte a Tokoname sono realizzate in ceramica. Negli ultimi anni, tuttavia, le versioni in plastica sono diventate più comuni, specialmente quelle alimentate da batteria o energia solare, che hanno la zampa sollevata che si muove ripetutamente in modo automatico.

Il Maneki neko nella cultura popolare

Il gatto giapponese della fortuna
Il gatto giapponese della fortuna: la cultura popolare è satura di questa figura (Foto Pexels)

Il folklore giapponese moderno suggerisce che mantenere un talismano di buona fortuna, come il Maneki neko, nelle camere da letto e nei luoghi di studio porterà a risultati favorevoli e successi nella vita.

Il Pokémon di nome Meowth è stato disegnato e si ispira proprio al Maneki neko. A differenza del tradizionale Maneki neko, che detiene la moneta Koban, Meowth ha la moneta appiccicata sulla sua fronte. Meowth può sparare questa moneta come un’arma proiettile con la sua mossa caratteristica “Payday”.

Netta si è esibito cantando la sua canzone “Toy” davanti a due pareti piene di Maneki neko all’Eurovision Song Contest del 2018. Ha vinto la competizione dopo aver raccolto cinquecentoventinove punti in finale.

A Tokoname c’è un Maneki neko gigante di nome Tokonyan

Il nome è stato selezionato dopo un invito aperto a presentare suggerimenti da parte dei residenti della città, condotto nell’estate del 2008. Tokonyan è stato eretto su un muro, sul lato meridionale della via Tokoname Maneki neko, e misura quasi quattro metri di altezza e circa sei metri in larghezza. Se lo guardi dalla strada sottostante, sembra che Tokonyan stia sbirciando oltre il muro. Di fronte a Tokonyan, ci sono due gatti di ceramica marrone che lo guardano in maniera intensa, come a sorveglierlo e proteggerlo a loro volta. Se non guardi da vicino, potresti essere indotto a pensare che queste figurine di fronte a Tokonyan siano dei veri gatti, poiché hanno le stesse dimensioni delle loro controparti viventi.

C’è un ristorante in stile Maneki neko in Giappone

Il ristorante Kudos si trova in una vecchia casa di legno coperta di viti in una stradina di una cittadina di Vancouver, dove meno ti aspetteresti mai di trovare un ristorante giapponese. Ottimo pasto, il cameriere e il cuoco (molto probabilmente sono anche i proprietari del locale) sono molto affabili e generosi (molto generosi quando si tratta di servire le porzioni nei piatti). E il gatto fortunato appare ovunque.

In pratica, sebbene il ristorante di Vancouver sembri a prima vista una piccola isola giapponese felice, staccata da tutto e da tutti, come dentro a una bolla fuori dal tempo e dallo spazio, in realtà non è affatto così: andando più avanti ci si accorge di trovarsi in una vera e propria Japan Town, il quartiere giapponese della città. Il Kudos è praticamente l’ingresso al quartiere, il cartello di benvenuto; seguito a ruota da un enorme murales sulla strada che rappresenta, appunto, il gatto della fortuna.

Prima della seconda guerra mondiale, la piccola città giapponese nella città di Chemainus, nell’isola di Vancouver, aveva una comunità nipponica di circa trecento persone. Durante la guerra, gli abitanti giappo-canadesi furono trasferiti nei campi di internamento (perdendo la casa e gli affari) e molti non tornarono mai più indietro. Chemainus subì un crollo economico e sociale in un momento difficile, all’inizio degli anni ’80, quando la sua fabbrica chiuse, ma si trasformò in una destinazione turistica, conosciuta poi come la “città dei murales” all’aperto. Nonostante le poche reliquie della comunità giapponese originale, la cultura di allora, il retaggio di quegli abitanti originari viene ricordato in uno di questi murales.

I proprietari del ristorante Kudos (9875 Maple St, intorno all’angolo del negozio dell’usato dell’ospedale nella parte bassa di Chemainus) emigrarono dal Giappone circa un decennio fa e fanno parte di una nuova comunità, che dipende meno dalle industrie delle risorse naturali (anche se il mulino è stato riaperto) e invece si basa più sull’arte, la cultura e il turismo: la città è ora nota per i suoi dipinti sui muri, i negozi eclettici e il teatro dal vivo.

Il giorno del Maneki neko

Che ci crediate o no, c’è un giorno speciale dedicato ai Maneki neko: cioè il 29 settembre.

Tutti i differenti nomi del gatto fortunato

 

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Esistono più alias per il Maneki neko, soprattutto quando viene utilizzato in un contesto occidentale. A volte è noto come un semplice gatto della fortuna, come il “gatto fortunato” o come “gatto felice”. A volte viene anche chiamato “gatto dei soldi” o “gatto accogliente”, per ovvie ragioni.

Un Maneki neko è un’ottima aggiunta al tuo negozio, soprattutto se il tuo negozio tratta articoli per la casa, arredamento oppure ha connotazioni prettamente orientaleggianti (non per forza giapponesi o cinesi). Come puoi vedere da ciò che abbiamo scritto in precedenza, tuttavia, questa statuetta ha molti significati e simboleggia molto più di un’attrazione per attirare i clienti ad attraversare la tua porta.

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Simona Strani