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Curiosità sul licaone: tutti i fatti interessanti su questa specie minacciata

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:04
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Se ti piacciono gli animali selvatici, non puoi non farti incuriosire da questa specie in via d’estinzione. Ecco tutte le curiosità sul licaone.

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: una bella specie selvatica che noi conosciamo poco (Foto Adobe Stock)

Non avevamo mai parlato, fino ad ora, in maniera davvero approfondita di questo animale. Ultimamente però stiamo aprendo sempre di più il nostro cuore a tutte quelle specie che sono in grave pericolo al momento, per tantissimi motovo differenti, ovviamente tutti collegati all’azione truce dell’uomo sugli ecosistemi. Molti animali sono stati cacciati dalle loro case, hanno perso definitivamente il loro habitat naturale, si sono dovuti adattare a stili di vita che naturalmente ne hanno drasticamente ridotto il numero e anche la durata media della loro vita è di molto inferiore rispetto a prima. Dicono che gli animali che vengono accuditi negli zoo vivano più a lungo, poiché la cattività tiene lontani i vari esemplari dai numerosi pericoli che si teovano quotidianamente in natura, come gli incidenti, i predatori e la presenza di cacciatori umani, che se ti trovi già dentro a un recinto non ti possono fare più niente. Ma che razza di vita è una vita trascorsa dentro una gabbia?

I licaoni sono definiti “cani selvatici” e anche lupi, poiché provengono dalla stessa famiglia (un piccolo spoiler per dopo), ma contrariamente a questi due animali che abbiamo nominato, i selvatici africani non possono venire addomesticati in nessuna maniera. Qualcuno deve averci già provato e ha notato che è finita davvero male. Quindi una delle curiosità sul licaone è quest: questa creatura vuole essere semplicemente lasciata in pace, esattamente come tutte le altre. Al contrario di quelle che stanno scomparendo o sopravvivendo grazie a delle grate di una cella, però il licaone combatterà con le sue zanne per la sua sopravvivenza. Non accetterà un compromesso per restare.

Tu non lo accetteresti pur di continuare a vivere. Continua a leggere, se vuoi saperne di più.

Curiosità sul licaone: informazioni e guida completa su questa specie poco conosciuta, ma molto in pericolo

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: purtroppo è in via d’estinzione a causa nostra (Screenshot Instagram)

Diamo un’occhiata più da vicino a una delle specie di cui abbiamo già parlato in riferimento ai pericolosissimi superpredatori della Terra. Il licaone, però, come qualsiasi altro animale che si trova pacificamente a sopravvivere all’interno del suo habitat naturale, non è una vera minaccia, tanto meno per l’uomo, dal momento che abitano pure in due luoghi totalmente differenti. Il licaone è selvatico e noi ci definiamo “civilizzati” nonostante tutto. Eppure noi abbiamo invaso le sue zone e lo abbiamo messo in serio pericolo, lo abbiamo cacciato dalla sua casa e lo abbiamo perseguitato per nessun buon motivo. Non esistono ragioni valide per il nostro accanimento, se non che, a un certo punto noi abbiamo in vaso il suo territorio e senza alcun diritto abbiamo deciso che doveva essere nostro. A quel punto il licaone poteva rappresentare un pericolo per noi, non potevamo rimanere lì, a contatto con una bestia così forte e astuta nel predare altri esseri più piccoli e deboli. Ecco che la storia che unisce l’uomo al licaone ha inizio. Questo animale adesso corre un serio rischio di estinguersi al più presto e la causa principale siamo noi, ovviamente. Se vogliamo prendere a cuore la sua causa e aiutarlo, però, dobbiamo prima conoscerlo, capire come viveva prima di incontrarci, sapere cosa lo distingue dagli altri animali e soprattutto di cosa ha bisogno per ritornare a prosperare ancora.

Ecco di seguito, quindi, tutte le curiosità sul licaone, che potrebbe interessarti conoscere per scoprire, perché questo animale è tanto maltrattato dall’uomo. Informati e poi agisci.

I licaoni (anche detti “cani selvatici africani”) sono cani o lupi?

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: l’uomo è la sua minaccia più grande (Screenshot Instagram)

I cani selvaggi africani (che noi conosciamo più comunemente con la definizione di “licaoni”) non sono né lupi né cani, nonostante il modo in cui gli inglesi si riferiscono a loro, e il fatto che il loro nome scientifico, Lycaeon pictus, si traduca in “lupo dipinto”.

Come i lupi e i cani, i cani selvaggi africani appartengono alla famiglia dei Canidi. Tuttavia, lupi grigi, coyote, cani e sciacalli sono tutti nel genere Canis, mentre i cani selvatici africani sono gli unici animali attualmente in vita del genere Lycaeon (non ne esistono altri, solamente loro).

Precedenti studi hanno raggruppato cani selvatici in vari gruppi differenti e con peculiarità distintive. Tuttavia, la ricerca ha dimostrato che le somiglianze morfologiche tra queste specie non sono più considerate per mostrare origini comuni tra gli animali sotto esame.

I cani selvatici africani sono ora considerati vicini alla base dei canidi e quindi simili ai lupi.

Per quale motivo questi animali sono conosciuti con nomi differenti?

I licaoni sono conosciuti in tutto il mondo con numerosi nomi differenti, tutti in lingua inglese e assai comuni, tra cui “cani da caccia africani”, “cani da caccia del Capo”, “cani dipinti” e “lupi dipinti”. Soltanto qui in Italia vengono semplicemente chiamati licaoni.

Sebbene il cane selvatico africano sia il nome più utilizzato, la serie “Dynasties” della BBC li ha chiamati lupi dipinti e dopo il suo rilascio, alcune organizzazioni hanno cambiato il modo in cui si riferiscono a questa particolare specie adattandolo al linguaggio comune, che ormai è sempre e soltanto quello televisivo. La stessa cosa è accaduta con altri animali. Per cui non è anomolo come avvenimento.

Quanto è grande un licaone?

La taglia media di un cane selvatico africano, ossia un licaone, varia approssimativamente tra i settantacinque centimetri e i centodieci centimetri. Rispetto ai membri del genere Canis, il cane selvatico africano è relativamente magro e alto, con orecchie fuori misura e gambe fin troppo sottili rispetto al corpo: il suo aspetto non è proporzionato e questo fa sì che non appaia proprio bellissimo ai noatri occhi, purtroppo per lui: gli umani sono fin troppo frivolo e avrebbe avuto pietà per questa specie, se l’avesse trovata più attraente. A differenza di altri cani, i cani selvatici hanno quattro dita anziché cinque (praticamente sono la versione The Simpson dei cani).

Curiosità sul licaone: quanto può vivere?

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: ha la stessa aspettativa di vita di un cane, circa (Screenshot Instagram)

In media, i cani selvaggi africani vivono per sette anni. In cattività, possono vivere fino a tredici anni. La stessa cosa, se ci pensi bene, vale allo stesso modo per i cani domestici, ossia i migliori amici dell’uomo, che raramente riescono a superare i tredici anni, seppure siano accudinito con tutte le attenzioni possibili.

Dove vivono i licaoni?

I cani selvatici africani si trovano in moltissime zone differenti dell’Africa sub-sahariana, tra cui Botswana, Kenya, Mozambico, Namibia, Sudafrica, Tanzania, Zambia e Zimbabwe.

Curiosità sul licaone: che minaccia corre?

I cani selvaggi africani sono elencati come in via di estinzione nella Lista rossa IUCN (ultima valutazione nel 2012), a causa di una serie di fattori tra cui la perdita dell’habitat, il conflitto uomo-fauna selvatica, l’essere continuamente o quantomeno di frequente catturati in trappole, come “catture accessorie”, da bracconieri a caccia di carne e persino a causa delle malattie infettive, come il cimurro canino e la rabbia.

I cani selvatici africani erano soliti spaziare in trentanove paesi, con un numero di abitanti di centinaia di migliaia. Attualmente, ci sono meno di seimila individui, lasciati allo stato brado, i quali formano meno di settecento piccoli gruppi in tutto il mondo. Come puoi ben capire, uno dei motivi per cui lo conosciamo poco oppure non sentiamo quaso completamente parlare di lui è che, principalmente, ne sono davvero rimasti pochi e quindi si tratta di una creatura rara. I licaoni sono in pericolo di estinguersi da un momento all’altro, non parzialmente, ma del tutto.

Cosa si sta facendo attualmente per salvare la sua vita?

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: esistono molte associazioni per la sua difesa (Screenshot Instagram)

Fortunatamente, abbiamo ancora molte speranze, in quanto vi è un carico di organizzazioni che comprende molte persone appassionate che si sforzano di dare alla specie un futuro promettente.

Queste organizzazioni includono:

  • Wildlife ACT
  • Conservazione del cane dipinto
  • The Painted Wolf Foundation
  • Botswana Predator Conservation Trust
  • Endangered Wildlife Trust (EWT)
  • World Wildlife Fund (WWF)
  • Wildlands
  • Rete di conservazione della fauna selvatica
  • Ezemvelo KZN Wildlife
  • Gruppo di specialisti Canidi IUCN
  • Ampio programma di conservazione per ghepardi e cani selvaggi africani
  • Fondazione per la fauna selvatica africana

Come vedi, sono tante le organizzazioni in tutto il mondo (la maggior parte sono internazionali e hanno una sede anche qui in Italia) che si occupano della salvaguardia e della sopravvivenza di tutte le specie, compreso il licaone. Eppure poche persone si rendono davvero conto dell’urgenza di intervenire in merito: o perché sono poco informate sui fatti o perché i media scelti dalle associazioni animaliste non sono in grado più di sensibilizzare i loro cuori. In ogni caso, se sei interessato a partecipare a questa battaglia, cerca una di questi nomi su internet e contatta gli enti che si occupano degli animali e che si trovano vicini alla zona in cui risiedi.

Cosa accadrebbe se il licaone finisse per estinguersi del tutto?

Tra gli altri grandi carnivori africani come leoni, iene, ghepardi e leopardi, la specie svolge un ruolo vitale nell’ecosistema, controllando le specie ungulate dal causare la distruzione dell’habitat e la loro sovralimentazione (praticamemte, controllano banchettando).

Queste specie ungulate comprendono antilopi di medie dimensioni come impala, kudu maggiore, gazzella di Thomson, nyala e gnu comune. I cani selvatici africani sono predatori generalisti, che potrebbero trovarsi (e trovarsi molto bene) in una vasta gamma di habitat tra cui pianure ad erba corta, semidesertiche, savane folte e aree boschive montane.

Curiosità sul licaone: quanto velocemente è in grado di correre?

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: come animale è piuttosto veloce, tutto sommato (Screenshot Instagram)

Con il suo corpo snello e le robuste zampe lunghe, durante gli inseguimenti i cani selvatici possono raggiungere velocità massime, fino ai sessanta e quasi toccando i settantasei chilometri orari (praticamente corrono come un cavallo e stanno tranquillamente al passo di un’automobile sulla super strada); sono appositamente adattati per affrontare lo stress da calore, con le loro grandi orecchie circolari che aiutano a mantenere l’aria.

I cani selvatici africani sono giocatori ottimi per gli sport di squadra e quindi lavorano efficacemente quando sono nel loro branco: una volta catturata la preda al primo colpo, un altro membro del branco può aiutare a completare l’uccisione e trascinare a terra l’animale.

Cosa mangia il licaone?

Come predatore di branchi carnivori, i cani selvatici africani cacciano in branchi e mangiano la maggior parte dei mammiferi, inclusi piccoli roditori e mammiferi più grandi, come l’antilope. In realtà, non si fanno grossi problemi, a patto che ci sia carne a sufficienza per tutta quanta la famiglia. Poiché condividere è molto importante, anche essere bravi nella caccia diventa di vitale importanza: bisogna catturare prede grosse e cercare di non fallire. Si stima che il licaone sia uno dei superpredatori con il più alto tasso di successo e capacità assassina (becca quasi sempre la sua preda, almeno otto su dieci volte).

Come cacciano la loro preda i licaoni?

 

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Meeting @erindinamibia ’s wild dogs was hands down one of the most incredible moments of my life. They’re at the top of the list as one of the most endangered species and are in desperate need of safe spaces like this to thrive. HUGE thanks to everyone involved for all that they’re doing for these charismatic animals. I really hope this is just the beginning of the road to recovery… #paintedwolffoundation #wildlifeonearth #savethepainteddog #crucial#animalsofinstagram #agameoftones #wildlifephotography #roamtheplanet #visualscollective #wildlifeconservation #nikon #exploretocreate #stayandwander #nikonphotography #africa #namibia #wildlifeportait #africanwilddogs #animaladdicts #animal_captures #wildlifeplanet #earth #earthofficial #naturephotography #wildlifeportrait #keepexploring #natureza #roamtheplanet #liveunscripted #throughthelens #earthpix

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I cani selvatici africani sono generalmente considerati come cacciatori che lavorano prevalentemente in branchi cooperativi, che inseguono grandi prede per lunghe distanze attraverso le pianure aperte, stancando la loro cava prima di andare all’attacco per l’uccisione e finirla del tutto. Ma il loro comportamento di caccia è in realtà molto più vario di così.

Una ricerca in Botswana e in Kenya ha rivelato che nei boschi e nelle praterie della savana i cani selvatici spesso prendono di mira animali notevolmente più piccoli, come il dik-dik e le lepri. Per catturarli, è più probabile che i membri del branco si accoppino o caccino da soli, stanando la preda dal sottobosco prima di inseguirla. Cacce di questo tipo spesso provocano uccisioni multiple: dopotutto, un dik-dik non va molto lontano, se inseguito imperterritamente da molti cani affamati.

I cani selvatici uccidono la loro preda facendola a pezzi, in contrapposizione alla strategia di soffocamento usata dai grandi gatti. Questo ha fatto guadagnare loro una cattiva reputazione, ma le uccisioni sono generalmente veloci ed efficienti. I pasti vengono consumati il ​​più velocemente possibile per evitare che vengano raziati dalle iene.

Curiosità sul licaone: vivono in gruppo?

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: anche loro hanno un forte senso del branco /Screenshot Instagram)

Un branco di cani selvatici africani è costituito da un gruppo di cani selvatici con una coppia produttiva (maschio alfa e femmina alfa). Questa coppia è formata dagli unici due individui responsabili della riproduzione e del ripristino della prossima generazione di cani selvatici all’interno del branco. Le cucciolate sono in genere composte da un numero compreso tra i quattro e i dodici cuccioli.

Occasionalmente le femmine non alfa avranno cuccioli. Ciò può comportare che le femmine debbano allevare da sole i cuccioli, ma a volte i branchi decideranno di allevare entrambe le cucciolate.

Le dimensioni delle famiglie possono essere piccole, fino a tre membri che si diramano, oppure fino a un massimo di venti individui, ma tutto dipende dall’ambiente in cui vivono i cani selvatici, ovvero dalle risorse alimentari e dai rischi di altri predatori.

I cani rigurgiteranno la carne per nutrire gli altri membri del branco, inclusi i cuccioli, i licaoni feriti e le loro femmine in gravidanza.

Tutti i cani all’interno del branco contribuiscono alla cura dei cuccioli appena nati, poiché i cuccioli sono vitali per la futura sopravvivenza del branco.

Nel 2019, le guide naturalistiche nel delta dell’Okavango del Botswana sono state sorprese nello scoprire che gli adulti di un branco avevano viaggiato per oltre cinque chilometri, per rubare i cuccioli da un altro branco. Molto probabilmente questo fattore relativo all’allevamento è fondamentale per loro. Ricorda un episodio di “Star Trek: The next generation” nel quale l’Enterprise entra in contatto con una civiltà aliena che è disposta a scambiare le proprie tecnologie molto avanzate in cambio di tutti i bambini presenti sull’astronave. Ovviamente i genitori che facevano parte dell’equipaggio non avrebbero mai ceduto la loro prole. Allora gli alieni tentarono di rapirli inutilmente. Il motivo di questo atto criminale è stato spiegato alla fine della puntata: quel popolo non riusciva più a procreare e aveva paura che la sua cultura si estinguesse.

Molto probabilmente i licaoni avvertono di essere una specie rara, i cui membri per branco a volte non superano neppure le quattro o cinque unità, e questo fa sì di aumentare disperatamente il loro desiderio di allevamento. A quanto pare fino al punto di strappare dalle loro famiglie i cuccioli di un altro branco.

Anche i licaoni subiscono le conseguenze del cambiamento climatico?

La ricerca dell’Istituto di Zoologia di ZSL mostra che le coppie di allevatori di cani selvatici allevano un numero inferiore di cuccioli a temperature climatiche sempre crescenti. I cani selvatici africani si sono evoluti per diventare delle specie diurne, il che significa che le specie sono più attive durante il giorno.

Curiosità sul licaone: i 10 fatti più interessanti che riguardano il cane selvatico africano

Curiosità sul licaone
Curiosità sul licaone: questa specie in pericolo va protetta (Screenshot Instagram)

Il lupo dipinto è il significato dietro il nome scientifico del cane selvatico africano, che noi chiamiamo licaone, ma che la scienza definisce appunto “Lycaeon pictus”, come abbiamo già scritto. Ma anche con un nome così regale, questi cani selvatici non ottengono il rispetto che dovrebbero. Una volta trovata nell’Africa sub-sahariana a centinaia di migliaia, la gamma e la popolazione del cane selvatico sono notevolmente diminuite.

Rimangono tra le tremila e le massimo seimila unità, principalmente nell’Africa orientale e meridionale. Purtroppo, agli agricoltori spesso non piacciono i cani selvatici, accusandoli erroneamente di mangiare il loro bestiame. Il WWF sta lavorando per cambiare la reputazione dei cani selvatici tra le comunità locali.

Ma pensiamo che siano uno degli animali più affascinanti dell’Africa. Ecco alcuni motivi per cui siamo così tanto incuriositi da loro.

  • A differenza dei cani domestici, i cani selvatici hanno zampe lunghe, quattro dita dei piedi anteriori e orecchie grandi e arrotondate. Sebbene entrambe le specie discendano dai lupi, non sono in grado di incrociarsi e i cani selvatici non possono essere addomesticati.
  • I cani selvatici sono classificati come in pericolo dall‘Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN). Vengono uccisi dagli agricoltori, muoiono a causa di malattie trasmesse da cani domestici e vengono catturati in trappole illegali fissate dai bracconieri intenzionati a catturare altri animali (quindi loro risultano delle semplico vittime “collaterali”). Anche la perdita del loro habitat e la presenza di predatori più grandi contribuiscono a ridurre il loro numero drasticamente.
  • Il cane selvatico si chiama con diversi altri nomi, tra cui “cane da caccia dipinto” e “cane da caccia del capo”.
  • I cani selvatici vivono in gruppi sociali strettamente uniti tra due e massimo ventisette individui. Sono fortemente legati tra loro (sono una famiglia). Si prenderanno anche cura dei cani feriti, portando loro cibo fino al loro recupero.
  • La cucciolata media per cani selvatici è composta da dieci cuccioli, il numero più alto di tutti i canidi. In genere, soltanto la razza maschile e femminile dominante e pochi altri adulti aiutano ad allevare i poccoli licaoni.
  • Anche se sono molto più piccoli dei leoni e dei leopardi, i cani selvatici hanno un tasso di successo più elevato quando si tratta di uccidere le prede. A caccia all’alba e al tramonto, lavorano in gruppo e possono abbattere animali molto più grandi di loro, tra cui antilopi e gnu.
  • I peli corti del cane selvatico presentano delle macchie gialle, grigie, bianche e nere. Nessun cane ha gli stessi segni e colorazioni, il che rende facile per gli ambientalisti identificare gli individui di questa particolare specie.
  • Le vocalizzazioni di un cane selvatico vanno ben oltre quella di un cane domestico. Si salutano con suoni cinguettanti e piagnucolosi e, quando un cane ha perso il suo gruppo, effettuerà una chiamata “hoo” da gufo per trovare il branco.
  • I cani selvatici possono correre per più di quarantaquattro miglia all’ora e vagare su vaste aree di oltre settecentosettanta miglia quadrate. Si attaccano più vicino alle loro tane, quando si prendono cura di una cucciolata di cuccioli.
  • Il WWF sta lavorando per proteggere il cane selvatico preservando i corridoi della fauna selvatica tra le riserve e riducendo i conflitti con la gente del posto.

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Simona Strani