Home Curiosita Dinosauri di Jurassic Park tra realismo e “iperrealismo”: info e curiosità

Dinosauri di Jurassic Park tra realismo e “iperrealismo”: info e curiosità

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:09
CONDIVIDI

Hai presente di quei famosi film di Steven Spielberg su Isla Nublar e le sue creature? Ecco tutte le info e curiosità sui dinosauri di Jurassic Park.

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: reali o immaginari? (Screenshot Instagram)

Ti piacciono i film di avventura? Se stai leggendo questo articolo sono tre i motivi:

  • sei un grande appassionato di film, tra cui Jurassic Park (o l’hai guardato soltanto per fare piacere al tuo ragazzo / alla tua ragazza) e quindi sei stato incuriosito dal titolo che lo richiama;
  • se un grande appassionato di creature antiche, e in particolare di dinosauri dell’epoca Jurassica, oltre che ritenerti un paleontologo amatoriale in erba ed è questo che ha catturato la tua attenzione;
  • ci hai cliccato sopra per sbaglio e non hai la più pallida idea se continuare a leggere oppure no.

In tutti e tre i casi, il nostro consiglio è di rimanere, dal momento che stiamo per svelarti una grande verità. I dinosauri di Jurassic Park sono realistici (ossia attingono completamente a tutto ciò che fino a oggi conosciamo dell’era preistorica in cui essi vivevano) oppure sono in parte (o del tutto) frutto della fantasia del regista che ha diretto il film? Secondo te qual è la risposta corretta? Non ci crederesti, se ti dicessimo che non puoi immaginare quale sia la verità. E stiamo per offrirti una panoramica completa dei fatti relativi al backstage della lunga lavorazione dettagliata da parte di Steven Spielberg e della sua troupe e degli esperti che hanno collaborato con loro.

Quello che scoprirai potrebbe farti rimanere a bocca aperta, senza fiato e con gli occhi spalancati per un bel po’ di tempo. Credici.

Continua, quindi, la lettura e soprattutto Benvenuti al Jurassic Park.

Dinosauri di Jurassic Park: assurdi o realistici? Ci rispondono i più esperti paleontologi

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: un grande film diretto con le migliori tecnologie (Foto Unsplash)

L’11 giugno 1993, il grande successo estivo di Steven Spielberg “Jurassic Park” ha sconvolto, all’epoca, affascinati e terrificati spettatori in tutto il mondo. Ma quanto è stato scientificamente accurato il film nel dare vita a creature estinte come il T. Rex, il Brachiosaurus e il Triceratopo sullo schermo?

In parte un film d’avventura con i “mostri”, in parte un ammonimento sulla biotecnologia: il film riflette un momento spartiacque negli effetti visivi, in particolare nell’uso della tecnologia CGI (rivoluzionari in quegli anni) e di immagini generate al computer. Ma Jurassic Park, basato sull’omonimo romanzo di successo di Michael Crichton, ha anche beneficiato della scienza credibile e della notevole competenza paleontologica.

Jack Horner era l’esperto e il consulente che ha dato indicazioni alla troupe su come dovessero apparire dinosauri jurassici nel film e, per una buona ragione, era uno dei pochi paleontologi della vita reale il cui lavoro aveva ispirato alcune delle idee del romanzo di Crichton. Ora professore di paleontologia presso la Montana State University e curatore di paleontologia presso il Museo delle Montagne Rocciose, ha acquisito importanza dopo aver scoperto una nuova specie di dinosauro, Maiasaura peeblesorum, e pubblicato ricerche rivoluzionarie su come i dinosauri nidificavano nelle colonie e si prendevano cura dei loro piccoli.

Il personaggio di Alan Grant, l’intrepido cacciatore di fossili interpretato da Sam Neill nel film, è stato modellato su Horner. Il sito di scavo dei dinosauri e il campo paleontologico (fino ai veicoli e ai rimorchi utilizzati dagli esperti) sono stati ispirati da Horner. Perfino il look da camicia e paio di jeans di Grant era basato su ciò che potresti trovare nell’armadio di Horner. Questo è fondamentalmente quello che indosso, dice il paleontologo con una risata.

Come dice Horner, il suo principale contributo al film è stato sedersi con Spielberg, leggere la sceneggiatura e rispondere alle domande sui dinosauri. Alla fine, “Jurassic Park” era una miscela di realtà scientifica e fantasia cinematografica, ma Horner, che ha continuato a essere consultato dagli addetti ai lavori di questo franchise, addirittura per la pellicola di “Jurassic World” nel 2015, è una guida affidabile per fare un po’ di distinzione tra le due cose.

Vediamo, quindi, quali sono state le incongruenze dei dinosauri di Jurassic Park rispetto a quelli di cui la paleontologia ci ha dimostrato l’esistenza e, soprattutto, quali sono stati i punti in comune, dimodoché quando riguarderemo il film potremo dire ad alta voce Oh Dio, questo è successo davvero! 

I velociraptor non avevano lingue biforcute

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: alcune inesattezze possono essere comprese (Screenshot Instagram)

Un momento chiave in cui prevalse il ragionamento scientifico di Horner fu la scena in cui i Velociraptor terrorizzavano i bambini in una cucina. Gli animatici furono creati dai dinosauri che però presentavano misteriosamente delle lunghe lingue biforcute, come quelle dei serpenti o delle lucertole. Horner si oppose fortemente all’idea. Ho detto assolutamente no, che non era possibile. Sappiamo per certo che i dinosauri non avevano la lingua biforcuta, perché non avevano gli organi di Jacobson, come i serpenti e le lucertole, che utilizzano appunto la loro lingua per attaccare. Così Spielberg ha del tutto lasciato perdere questa malsana idea.

Invece, dal momento che la scena doveva comunque risultare inquietante e il regista ci teneva, hanno fatto alzare il muso a un Raptor e questo ha sbuffato, appannando la finestra della porta della cucina, indicando che la creatura è a sangue caldo come un uccello, piuttosto che a sangue freddo come un rettile.

Il film ha attinto fortemente alla ricerca di Horner sul comportamento sociale dei dinosauri. I miei studi riguardavano le uova di dinosauro e hanno dimostrato che i dinosauri erano creature sociali. Che nidificavano in gruppi e portavano cibo ai loro bambini e viaggiavano in branchi giganti una volta che avevano finito di nidificare.  Horner approva in particolare il momento in cui Alan Grant osserva, con meraviglia, Si muovono come delle greggi. Horner afferma: È una cosa che avrei detto sicuramente anche io.

Horner ha anche dato consigli sull’aspetto dei giovani dinosauri, un’area di personale interesse per lui, fin dagli anni ’70. Ho fatto talmente tanti studi sulle ossa dei dinosauri, anche giovani, che mi sono costruito in testa l’ aspetto che molto probabilmente devonk aver avuto. Ora, lo studio delle ossa ci fornisce delle indicazioni abbastanza chiare su quale dovesse essere la fisicità di queste creature, ma non possiamo essere certi al 100%. Magari come immagino un dinosauro io non è il modo in cui lo potrebbe immaginare un altro paleontologo: muso più corto, muso più lungo; occhi neri, occhi viola. Abbiamo delle supposizioni al riguardo. E l’aspetto degli animali preistorici del film si basa appunto sulle mie supposizioni.

Nei film i dinosauri sono rappresentati come animali, non mostri

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: in fin dei conti i dino erano degli animali (Screenshot Instagram)

Alcuni dei comportamenti animali più memorabili dei dinosauri di Jurassic Park sono stati effettivamente forniti dal supervisore di queste creature del film, Phil Tippett, un veterano degli effetti visivi, oltre che grande patito di preistoria (sebbene non sia effettivamente un paleontologo, ha studiato per tantissimi anni la materia come autodidatta). L’editto di Steven era che voleva che si muovessero, interaggissero tra loro e giocassero come animali, non come mostri cinematografici, afferma Tippett, che inizialmente era stato incaricato di progettare effetti di stop-motion per il film, fino a quando quelle tecniche non furono soppiantate dal CGI.

L’idea di Tippett, ad esempio, era che il T. Rex avrebbe attaccato una jeep rovesciata come un leone che lacera la pancia della sua preda. Tippett annullò anche l’idea iniziale che il T. Rex avrebbe preso un veicolo tra le sue fauci. Ciò avrebbe funzionato per Godzilla, ma non un vero animale. Non sarebbe stato affatto verosimile. 

Al centro di Jurassic Park c’è l’idea che gli scienziati siano in grado di estrarre il DNA dei dinosauri dalle zanzare intrappolate nell’ambra sin dalla preistoria. I tentativi in questo senso nel mondo reale da parte degli scienziati di fare esattamente ciò sono stati fatti all’epoca, propruo come racconta il film, ma senza alcun successo ovviamente (o magari sì, e non ne siamo stati informati).

Nell’anno in cui è uscito il film, Horner e la sua allora dottoranda Mary Schweitzer sono stati impegnati in un esperimento simile, per estrarre il DNA di dinosauro da un fossile di T. Rex, piuttosto che da una zanzara conservata. Schweitzer ha continuato le sue ricerche nell’area. Vi è sicuramente qualche suggerimento sulla presenza del DNA, afferma Horner. Mary ha trovato proteine ​​e tutti i tipi di biomolecole ma, al momento, non ha trovato il DNA. E se un giorni dovesse riuscirci, non siamo sicuri che Isla Nublar sarebbe la nostra prima destinazione per le vacanze.

Alcuni dinosauri avevano perso le loro piume

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: molto probabilmente erano piumati (Screenshot Instagram)

Ma Jurassic Park si è allontanato dalla scienza in alcuni modi essenziali, a partire dall’aspetto grigio e distintamente rettiliano del cast di dinosauri. All’epoca sapevamo che i dinosauri erano colorati e che almeno alcuni di essi, compresi i Rapaci, erano piumati, afferma. Come spiega Horner, molti fossili di dinosauro sono stati scoperti con impressioni di piume intatte. Sono stati inoltre condotti test chimici su fossili di Velociraptor in Mongolia, i quali hanno indicato l’esistenza di un antico piumaggio.

Spielberg ha ribattuto che i dinosauri piumati e technicolor non erano abbastanza spaventosi. In quel caso è stato lui a vincere, dice Horner, con una risata ironica.

Il sound designer di Jurassic Park, Gary Rydstrom, ha creato i suoni dei dinosauri del film manipolando quelli del regno animale: il lamento straziante dei Brachiosauri era in realtà il ronzio di un asino a rallentì, mentre il ruggito del T. Rex è stato ottenuto rallentando la tromba del suono emesso da un elefante (in pratica, un barrito aumentato). Da parte sua, Horner teorizza che i suoni dei dinosauri dovessero assomigliare più da vicino ai suoni degli uccelli, di tono più basso rispetto ai suoni “spaventosi” per i quali Jurassic Park ha optato.

I T. Rex non erano affatto dei bravi corridori

Ma forse il più audace pezzo di licenza drammatica preso per realizzare il film così come lo abbiamo visto e conosciuto è un altro: il T. Rex che corre veloce.

In una scena iniziale, l’illuso fondatore del Dino-Park nel film, John Hammond, dice allegramente ai suoi ospiti: Abbiamo registrato il T. Rex che andava a tretadue miglia all’ora. Più tardi, quando l’inferno si è scatenato, il T. Rex quasi raggiunge una Jeep in accelerazione.

In nessun modo il dinosauro avrebbe potuto correre così in fretta, dice Horner, che ha anche sostenuto che il T. Rex era più uno spazzino opportunistico che un predatore.

Gli animali a due zampe che corrono veloci, come gli struzzi, hanno una tibia lunga rispetto a un femore corto, afferma Horner. Ma se guardi il femore e la tibia del T. Rex, il femore è un po’ più lungo della tibia. Le proporzioni delle gambe umane sono simili a quelle di un T. Rex e non corriamo così velocemente. Abbiamo difficoltà a catturare persino un pollo. 

Studi recenti, ha aggiunto, hanno dimostrato che probabilmente non potevano correre affatto: al massimo erano in grado di fare una passeggiata veloce. 

Ancora una volta, la visione cinematografica di Spielberg ha avuto la precedenza sulla Scienza, poiché alla fine il regista ha risposto alle obiezioni di Horner: È il mio attore. Può correre tanto veloce quanto voglio io.

Fino ad oggi, Horner riceve messaggi da bambini ossessionati dai dinosauri che lamentano inesattezze scientifiche nei film sul parco giurassico. Cerco di spiegare loro che è finzione, afferma Horner. Steven Spielberg è la testa che decide.

Dinosauri di Jurassic Park: 14 fatti davvero curiosi e divertenti sugli animali del film

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: sono stati fatti grandi studi (Screenshot Instagram)

“Jurassic World”, la saga sequel di Jurassic Park, è stata un vero “Indominus rex” al botteghino, battendo diversi record nei suoi weekend di apertura e continuando ad attirare pubblico in tutto il mondo. La star dello spettacolo potrebbe essere un dinosauro ibrido progettato dall’uomo, ma il film presenta anche diciassette specie fossili reali, dai grandi mangiatori di piante ai rettili volanti. Per chiunque non riesca a ottenere abbastanza #prattkeeping, dibattiti con le piume e furia geneticamente modificata, ecco quattordici fatti divertenti su quelli che sono i veri animali antichi presenti nel film.

1. I Mosasauri erano predatori pazienti

Il terrificante Mosasaurus non era un dinosauro, ma una colossale lucertola marina. Sebbene possedesse delle temibili fauci con due file di denti (una lucertola squalo, insomma), si pensa che il Mosasaurus avesse una scarsa percezione della profondità e un debole senso dell’olfatto. Gli scienziati ritengono che una delle sue principali tecniche di caccia fosse quella di attendere la preda vicino alla superficie dell’acqua e di attaccare soltanto quando gli animali si avvicinano llo specchio. Nel 2013, un fossile di mosasaur trovato in Angola conteneva i resti di altri tre mosasauri nel suo stomaco, fornendo delle prove schiaccianti che anche le bestie acquatiche potrebbero aver praticato (per cultura o per necessità) il cannibalismo.

2. Dài la colpa al Brontosaurus

L’apatosauro pacifico, dal collo lungo, conosciuto ai più anche come Brontosauro, era un erbivoro che banchettava con piante basse e foglie di alberi. I fossili delle sue ossa hanno precedentemente confuso gli scienziati, perché possono assomigliare a quelli del formidabile Mosasaurus, date le dimensioni e la lunghezza immense di entrambe le creature. Basato sui calcoli degli scienziati, il gigante Apatosaurus è tra i sauropodi che potrebbero aver prodotto abbastanza gas metano per contribuire a un clima di riscaldamento durante l’era mesozoica.

3. Ankylosaurus era un “carro armato vivente”

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: alcuni dino erano addirittura più strani (Foto Unsplash)

Con la sua schiena arcuata e la coda curva, l’Ankylosaurus ricorda la versione di dinosauro di un armadillo super-dimensionato e molto più appuntito. Grazie alle affilate e ossee placche che allineano il dorso, insieme a una coda a forma di mazza, ad Ankylosaurus è stato dato il soprannome di “carro armato vivente”. Il suo principalle tallone di Achille (non è noto a tutti però) era il suo ventre molle ed esposto, ma i predatori avrebbero dovuto capovolgere il dinosauro corazzato per raggiungere questo punto debole. Cosa che non soltanto a noi inesperti, ma pure ai paleontologi sembra parecchio difficile: sicuramente questo animale doveva essere stato tra i più forti nell’epoca preistorica. Non si trovava in alto nella catena alimentare, ma neppure aveva tanti predatori da cui guardarsi le spalle (come le tartarughe dal guscio duro).

4. Velociraptor, alias Prehistoric Chickens

Mentre la versione di Hollywood può sembrare elegante e aggraziata, il Velociraptor visto nel film è più vicino nella forma a un rapace molto più grande chiamato Deinonychus. I veri Velociraptor erano più piccoli, spesso dei veri e propri lupi solitari e probabilmente avevano piume, portando alcuni a descriverli come “polli preistorici”. Tuttavia, i rapaci nel loro insieme erano probabilmente tra i più intelligenti dei dinosauri, a causa delle dimensioni più grandi del loro cervello rispetto ai loro corpi, il secondo rapporto peso-cervello più alto dopo il Troödon. Questo grado di intelligenza è coerente con quello degli struzzi moderni. Quindi, veloci e furbi: allora erano davvero assai inquietanti.

5. Le corna del Triceratopo esistevano principalmente per gli sguardi

Le corna del Triceratopo hanno alimentato a lungo il dibattito tra gli scienziati su quella che doveva essere la verità sul loro scopo. L’ultima ricerca suggerisce che probabilmente sono serviti come identificazione e ornamenti. Tuttavia, i risultati precedenti hanno anche scoperto segni di morso di Tyrannosaurs Rex sulle corna del triceratopo, indicando che le caratteristiche avrebbero potuto essere utilizzate per la difesa in alcuni casi. Ovviamente, ci sembra inverosimile che la natura possa aver creato qualcosa soltanto perché era bella, senza renderla allo stesso tempo funzionale. Ti facciamo un esempio? Hai presente il bel piumaggio tutto colorato di certe specie di volatili? Secondo te serve semplicemente perché i birdwatcher ne possano godere e riescano a farci degli strepitosi set fotografici da catalogare? No, affatto: la colorazione, soprattutto se parecchio accesa, serve sia a confondere i predatori che a richiamare l’attenzione degli altri uccelli. In questa maniera anche le piume trovano una funzione. Figuriamoci delle corna.

6. Lo Stegosaurus non era un genio

Dinosauri di Jurassic Park
Dinosauri di Jurassic Park: un T. Rex non può affatto correre (Screenshot Instagram)

Sebbene avesse un corpo grande e diverse piastre appuntite che servivano da protezione, lo Stegosaurus aveva un cervello eccezionalmente piccolo per le sue dimensioni corporee: il suo cervello è stato paragonato a una noce o a un’oliva. Per qualche tempo, gli scienziati hanno creduto che il dinosauro avesse un gruppo di nervi ausiliari in una cavità sopra la sua estremità posteriore che ha contribuito a integrare la sua piccola mente, ma questa ipotesi è stata successivamente smentita. Hai presente quando si dice Hai il cervello di uno Stegosauro? No? Beh, adesso puoi dirlo con l’intenzione di dare a qualcuno dello “stupido”.

7. Essere attaccati da un T. Rex fa male davvero

Il Re dei Dinosauri originale, il Tyrannosaurus Rex, detiene la pretesa di vita reale di avere il morso più forte di qualsiasi animale terrestre, vivente o estinto. Utilizzando un modello che simulava l’impatto del suo morso, gli scienziati stimano che la forza di un morso di T. Rex sarebbe potuto essere quasi quattro volte più potente di quella di un coccodrillo australiano di acqua salata, che detiene ancora il record tra gli animali vivi oggi. Ricordiamo che la mascella di uno di questi enormi rettili che vivono in Australia (per lo più) può schiacciare fino a duemila duecentosettanta chilogrammi. Facendo i giusti calcoli matematici, dunque, un T. Rex poteva a suo tempo schiacciare con una forza massima di settemila e settecento chilogrammi (spaventoso davvero).

8. I pterosauri avevano i piedi deboli

Una delle due specie principali per fuggire dalla voliera del mondo giurassico, il Pteranodon aveva un’apertura alare che arrivava a una grandezza fino a diciotto piedi. La sua dieta consisteva tipicamente in pesce; e alcune specie di pterosauri avevano persino sacche come quelle dei pellicani per tenere la loro preda. Probabilmente era in grado di immergersi e volare per catturare il suo cibo. Tuttavia, come osserva un paleontologo a Forbes, i piedi di un Pteranodon erano probabilmente troppo deboli per sostenere il peso di un essere umano, come invece fanno le creature nel film.

9. Il Dimorphodon aveva denti multiuso

Il Dimorphodon è l’altro rettile volante visto nel film, con un’apertura alare di circa otto piedi. Il suo nome si traduce in “dente a due forme” e si riferisce alle differenze tra i suoi denti superiori e inferiori. Il set superiore è più affilato e più lungo e probabilmente destinato a strappare prede dall’acqua. Una seconda serie di denti più piccoli nella mascella inferiore sembra essere servita, in origine, per afferrare le prede in transito.

10. Le “Mucche del Cretaceo” erano in transito

L’Edmontosaurus era un dinosauro di medie dimensioni dal becco d’anatra che mangiava frutta e verdura. Soprannominati le “mucche del Cretaceo”, questi dinosauri si spostavano in vere e proprie mandrie, formate da migliaia di indivodui, che potrebbero essere state in grado di attraversare migliaia di miglia durante una singola migrazione.

11. Il dinosauro che mangiava i ciottoli

 

Visualizza questo post su Instagram

 

In my final look at how Sauropods became so large I discuss niche partitioning. Niche partitioning is when animals of similar type (in the same environment) adapt to utilise the fauna differently to prevent competition for survival. The different postures of Sauropods meant they held their heads at different heights (think Brachiosaurus and Diplodocus) and therefore likely fed at different heights too, meaning they could share the food supply. Also, the teeth of Sauropods show they had different diets: the tooth shown on the left (Camarasaurus) shows a more course diet as the teeth are designed to break through tough vegetation, whereas the pencil-like teeth on the right (Rebbachisaurus- diplodocoid) shows a diet of softer vegetation that was likely stripped from branches. By taking away competition for food, Sauropods could successfully co-exist within the same environment and continue to fuel the jaw-dropping growth from hatchling to humongous! Diagram is my own, DM me if you would like to use it 👍 #sauropod #brachiosaurus #diplodocus #camarasaurus #fossil #fossils #fossilhunter #dinosaurfossil #dino #dinosaur #dinosaurs #dinosaurbone #dinosaurteeth #dinosaurtooth #dinosaurdrawing #paleontology #paleoart #jurassicpark #jurassicpark2 #jurassicpark3 #jurassicworld #jurassicparkfan #jurassicparkart #dinosaurhunter #birdsaredinosaurs #nature #science #birds #evolution #dinosaursofinstagram

Un post condiviso da Jurassic J (@mooresauria) in data:

Tra i vari dinosauri che condividono i tratti con gli struzzi, il Gallimimus potrebbe aver adottato un’interessante strategia di alimentazione. Poiché non era in grado di masticare fisicamente le piante che consumava, il Gallimimus ingeriva anche i ciottoli (sì, proprio le pietre) e li digeriva, in maniera che queste potessero fare il lavoro al posto del suo apparato interno e frantumassero il cibo per farglielo metabolizzare. Molto probabilmente, alla fine, il Gallimimus le espurgava da sotto tutte intere (altro che “emorroidi”).

12. Dei dinosauri minacciosi si sono fatti fregare da una vespa

I più piccoli dinosauri del film, esemplari di Microceratus, erano alti in media dieci pollici e lunghi circa due piedi e mezzo. Gli erbivori in miniatura erano inizialmente chiamati “Microceratops” , ma i paleontologi furono costretti a cambiare il titolo dopo che fu rivelato che un genere di vespa aveva già rivendicato questo nome.

13. Parasaurolophus aveva una cresta rumorosa

Il Parasaurolophus è noto per le creste distintive che adornavano la sua testa, che da allora sono state modellate virtualmente dai paleontologi, che cercano ancora di comprendere come fossero fatte realmente le creature preistoriche delle quali a tutt’oggi sono riusciti a ritrovare non più di qualche resto, frammento e fossile. Sulla base di queste simulazioni, gli scienziati hanno scoperto che la cresta poteva emettere un suono forte quando l’aria scorreva attraverso di essa, indicando che molto probabilmente era questo il modo che questi animali sfruttavano per comunicare tra loro.

14. Il Baryonyx è andato a pesca subacquea

Il Baryonyx, un assiduo mangiatore di pesce (avrebbe sicuramente apprezzato la nostra epoca invasa da ristoranti di sushi all you can eat), ha un nome che significa “artiglio pesante” in greco, a causa dei grandi e affilati artigli estesi che costituivano il pollice di ogni mano. I paleontologi pensano che il dinosauro abbia usato questi artigli come lance per catturare i pesci. Questo dinosauro carnivoro aveva anche una serie di denti seghettati simili a quelli dei moderni coccodrilli per catturare le prede e farle a pezzi, anzi meglio tritarle, e riuscire così a “mangiarle meglio”.

Potrebbe interessarti anche:

Simona Strani