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Fauna italiana: ossia animali che si trovano qui e da nessun’altra parte

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:49
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Nel nostro paese vivono tanti animali diversi, ma esistono quattro specie che fanno parte esclusivamente della fauna italiana e si trovano soltanto qui.

Fauna italiana
Fauna italiana: esistono animali che si possono trovare soltanto qui da noi (Foto Adobe Stock)

Ti piacciono gli animali e questa è una cosa che abbiamo sicuramente in comune. Ovviamente, oltre a interessarci degli animali domestici, ci piace osservare, studiare e ammirare estasiati e a bocca aperta le milioni di specie esistenti e che affollano il nostro variegato e variopinto pianeta. Gli animali selvatici che circondano sono più che stupendi e ne abbiamo davvero per tutti i gusti: tra mammiferi, rettili, insetti, pesci c’è l’imbarazzo della scelta. Potremmo stare tutta la vita a contemplarne il comportamento e l’aspetto e comunque non ci basterebbe il tempo per conoscerli tutti.

In genere, siamo soliti restare stupefatti di fronte all’unicità delle creature che non si trovano qui in Italia e neppure in Europa: ci piacciono gli animali esotici, in poche parole. Eppure esistono animali incredibili e unici anche qui, nella nostra penisola. La fauna italiana è ricchissima e alcune delle specie che ne fanno parte non si possono trovare da nessun altra parte, le abbiamo solamente noi. Se continuerai a leggere, scoprirai quali sono.

Le 4 specie della fauna italiana che abbiamo soltanto noi e non si trovano da nessun’altra parte

Fauna italiana
Fauna italiana: esistono diversi animali “unici” anche qui in Italia (Foto Unsplash)

Simile alla vita vegetale, gli animali selvatici italiani sono stati sradicati quasi interamente. Oggi, gli animali autoctoni, come aquile, stambecchi, camosci, orsi, lupi e marmotte, possono essere trovati solo in enclavi isolate e parchi naturali. Tuttavia, ora esiste un numero limitato di orsi e lupi che vivono allo stato brado, molti dei quali sono emigrati dalla vicina Slovenia. Tuttavia, il loro stock cresce molto lentamente e non sono sempre i benvenuti.

Pesce spada e delfini possono essere occasionalmente avvistati sulle coste. Anche rare specie di uccelli e foche sono tornate in Italia. Tutto sommato, le misure per proteggere le specie in via di estinzione iniziano lentamente ad avere effetto. Inoltre, come in molti altri paesi europei, in origine gli animali nativi hanno l’opportunità di reinsediarsi. Tra questi, esistono ben quattro specie della fauna italiana che vivono, e hanno sempre vissuto, esclusivamente qui in Italia. Soltanto in questa penisola è possibile avvistare gli animali di cui stiamo per parlarti.

Vedi che anche nel nostro territorio ci sono animali unici e speciali?

Camoscio appenninico

Fauna italiana
Fauna italiana: il camoscio appenninico (Screenshot Instagram)

Il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata), una delle specie più rare in Italia, è elencato negli allegati II e IV della Direttiva Habitat e come sottospecie a rischio di estinzione nella Lista Rossa IUCN. È definito “vulnerabile” dal gruppo di specialisti Caprinae IUCN / SSC, come specie “appositamente protetta” ai sensi della legislazione italiana, ed è l’unica sottospecie del genere Rupicapra inclusa nell’elenco CITES (allegato II). al camoscio appenninico deriva dal basso numero e dalle dimensioni ridotte delle sue popolazioni e dalla loro bassa variabilità genetica. La popolazione di origine del camoscio appenninico si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (ALMNP), ma questa popolazione è diminuita negli ultimi anni (nel 2009 sono state contate solo cinquecento diciotto individui). Nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini il numero di camosci appenninici è inferiore alla dimensione minima della popolazione praticabile (trenta individui), creando la minaccia di consanguineità.

Orso marsicano

Fauna italiana
Fauna italiana: l’orso marsicano (Screenshot Instagram)

La specie complessiva di orso bruno è etichettata come “meno preoccupante” a causa del loro numero crescente, ma le sottospecie marsicane sono classificate come “in pericolo critico” in quanto rimangono solo circa cinquanta individui allo stato brado.

La sua popolazione sembra essere sempre più in aumento. Si spera che l’orso bruno marsicano abbia un crescente trend demografico poiché il bracconaggio è stato ridotto negli ultimi anni e l’area circostante del Parco Nazionale d’Abruzzo è diventata un’area protetta al fine di garantire habitat adeguati.

Il suo habitat sono le montagne. Gli orsi bruni marsicani vivono in un habitat montuoso coperto in parte da una foresta decidua che è dominata da faggi.

La principale minaccia per questo animale è la mortalità indotta dall’uomo, oltre che la mancanza di diversità genetica. Vi è un basso numero di individui adulti maturi a causa della mancanza di pacifica convivenza uomo-fauna selvatica nella regione.
Potrebbero anche esserci problemi genetici con le sottospecie poiché sono state completamente isolate per oltre un secolo.

La sottospecie dell’orso bruno marsicano svolge un ruolo vitale nel suo ecosistema unico. Non solo tengono sotto controllo il numero della popolazione delle loro specie di prede, ma fungono anche da indicatore vitale della gestione delle specie. Vi è inoltre una crescente ricerca per suggerire che i loro comportamenti di foraggiamento possono aiutare ad aumentare la ricchezza ecologica del loro ecosistema.

Mentre l’area appenninica in cui vivono gli orsi marsicani è rigorosamente protetta, ci sono ancora problemi con il bracconaggio I corridoi degli orsi devono essere gestiti e protetti per consentire il movimento sicuro degli orsi tra le aree  Come per tutte le specie in pericolo, la consapevolezza e l’educazione sono fondamentali per migliorare la convivenza.

Ecco alcuni fatti davvero interessanti che lo riguardano:

  • Ursus arctos marsicanus può vivere fino a vent’anni
  • Nonostante siano chiamati “onnivori”, la loro dieta consiste principalmente di piante come frutta, noci e bacche
  • Gli orsi marsicani sono principalmente notturni e trascorrono i mesi invernali nascosti nelle tane
  • Gli orsi femmine in genere daranno alla luce due cuccioli gemelli

Salamandrina dagli occhiali

 

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Salamandrina perspicillata (Northern spectacled salamander, Salamandrina dagli occhiali settentrionale) Photographer: @psannino, @psanninowild Per altre immagini e articoli sulla natura e sulla fotografia naturalistica visitate ===》 https://wildperegrine.com/ #salamandrinaperspicillata, #northernspectacledsalamander, #salamandrinadagliocchiali, #wildperegrine, #wildperegrine.com, #animalsphotography, #animalsphotographer, #animallovers, #animals_in_world, #animals_captures, #naturelovers, #nature_photo, #naturephotographer, #naturephotography, #fotografianaturalistica, #wildlife, #wildlifephotography, #wildlifephotographer, #wildlifephoto, #wildlifeoneart, #wildlifeaddicts, #canonitalia, #webstgram, #followme,#photohtheday, #animal_captures, #macro_captures, #macro_captures_, #macro, #amphibians, #amphibianlove

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Specie di anfibi, corporatura leggera, la lunghezza totale varia tra i sette e gli undici centimetri (dimensione massima raggiunta dalle femmine) e circa un terzo di essa è formata dalla coda. La parte posteriore ha una colorazione mimetica, che va dal marrone scuro al nero. La parte inferiore, invece, rivela un motivo bianco, nero e rosso. La testa ha una macchia di colore più chiaro a forma di “V” che forma una sorta di “occhiali”, che sono l’origine del nome comune della specie.

La specie è inclusa negli allegati II e IV della DC / 92/43 CEE e protetta in Toscana in accordo con L.R. 56/2000 (Legge regionale 56/2000) e nella Regione Emilia Romagna in accordo con L.R. 15/2006 (legge regionale 15/2006). È endemico nell’Italia continentale dalla Regione Liguria alla parte settentrionale della Regione Campania.

La Salamandra dagli occhiali è collegata a boschi ben strutturati, principalmente latifoglie, situati in terreni collinari bassi fino a 1500 m, attraversati da torrenti e torrenti liberi dall’inquinamento, anch’essi privi di fauna ittica, dove depongono le loro uova. La specie è generalmente attiva dall’inizio di aprile e la deposizione delle uova avviene da metà aprile fino alla seconda metà di giugno.

È una specie rara sul versante toscano del Parco Nazionale, mentre è presente sul versante della Regione Emilia Romagna, dove sembra essere diffusa negli habitat idonei delle Valli di Bidente e Corniolo, Ridracoli, Pietrapazza, Rabbi, Montone e Tramazzo.

Un fattore critico all’interno del Parco è rappresentato dalla scarsità di siti di riproduzione adeguati, pertanto la specie è particolarmente minacciata dall’alterazione di queste aree (distruzione, degrado, inquinamento). Questa minaccia deve essere affrontata all’interno del progetto attraverso l’attuazione dell’azione C1 e la successiva reintroduzione delle specie da territori contigui (Azione C2).

Un’altra minaccia per questa specie nell’area coperta dal progetto è la presenza di Salmonidi che hanno un interesse sportivo per i pescatori (in particolare la trota “fario” – Salmo trutta trutta): sono stati infatti ripopolati, spesso eccessivamente, e reintrodotti in corsi d’acqua dove non erano presenti.

Apollo di Sicilia

Fauna italiana
Fauna italiana: la farfalla cosiddetta “Apollo di Sicilia” (Screenshot Instagram)

Sappiamo tutti quante falene e farfalle (per non parlare degli insetti in generale) vivano in Italia e, soprattutto, nei luoghi più verdi e lussureggianti della nostra meravigliosa penisola: basti pensare che la popolazione di queste creature sul territorio verde-bianco-rosso si aggira intorno alle trentasette mila specie, che corrispondono a più del sessantacinque percento di tutta la fauna nostrana. In pratica, siamo letteralmente invasi da questi microscopici quanto importanti e coloratissimi animali.

Come dicevamo le farfalle qui sono davvero tante, ma una in particolare si può ammirare solamente in Sicilia: stiamo parlando di una “femminedda” dalla stupefacente livrea di un candore pallido, come il velo di una sposa, fatta eccezione per due bei pallini di un rosso scarlatto, che fissano come due occhietti iniettati di sangue.

Molto suggestiva come immagine, non è vero? Questa è una particolare sottospecie di farfalle Apollo, che come molti sanno sono autoctone dell’Europa in generale (se ne trovano ancora più nel Regno Unito). Questa varietà però è leggermente diversa dalle sue cugine farfalle e si distingue per tantissime cose. Molto probabilmente, sebbene l’origine sia la stessa, questo insetto deve aver trovato riparo sull’isola più grande d’Italia addirittura prima dell’ultima glaciazione. Dopodiché è rimasta qui, a creare piano piano nel corso dei secoli il suo habitat e la sua lunga e prosperosa dinastia.

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Simona Strani