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Cose da fare se il gatto non mangia più: come fargli tornare l’appetito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:15
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Quando sparisce del tutto l’appetito e i nostri cuccioli smettono di nutrirti, non è mai un buon segno. Scopri cosa fare se il gatto non mangia più.

Gatto non mangia più
Gatto non mangia più: capriccio o bisogno? (Foto Adobe Stock)

A tutti, prima o poi, capita di perdere del tutto l’appetito. Va bene, forse non capita proprio a tutti quanti, ma abbiamo saputo che a certe persone succede e forse anche tu, in qualche momento della tua vita, hai provato la mancanza del senso di fame. Dovrebbe essere (da quel che ci è stato riportato) una sensazione istantanea, imprevedibile, che capita sempre in seguito a un disturbo, di natura fisica, mentale e, molto più di frequente, emotiva. Pensate che cose di questo genere non possano capitare al tuo micio?

I felini sono molto sensibili, soprattutto le nostre palle di pelo coccolone, che zampettano per tutta casa, saltellando da un mobile all’altro, per giocare e passarsi il tempo. I gatti sono piccoli, fisicamente fragili e, anche se non si direbbe per niente, non di certo dalla loro spocchia, persino la loro sfera emotiva è piuttosto sensibile. Se gli capita qualcosa di negativo, il gatto non mangia più: può smettere all’improvviso di nutrirsi, gli passa del tutto la fame. Non si avvicina più alla ciotola, schifa ogni genere di cibo e questo atteggiamento potrebbe pure durare per parecchio tempo.

Ora, non vuol dire che tu debba allarmarti tutte le volte che il gatto non mangia. Infatti, se lo fa solamente un paio di volte, potrebbe dipendere semplicemente dal tipo di pietanza che gli offri. Magari non gradisce il tuo modo di cucinare, e allora dovresti seguire un corso di gastronomia felina. Forse le pappe che gli compri non sono di altissima qualità, e dunque meglio se inizi a spendere di più, poiché il tuo micio si è rivelato un palato molto esigente. Se sei vegetariano o vegano, sappi che il tuo gatto non lo è affatto e mai lo sarà (i felini sono carnivori, in natura, e non onnivori come i cani), per cui non puoi pensare di convertirlo alla tua alimentazione e dargli esclusivamente ciò che tu ritieni appetibile.

Come vedi, esiste una lunga lista di situazioni che potrebbero portare il tuo amico a quattro zampe a non toccare più cibo. Scopri quali potrebbero essere le cause più serie di questo comportamento e come risolvere la situazione.

Gatto non mangia più: tutte le motivazioni e le possibili soluzioni

Gatto non mangia più
Gatto non mangia più: è verso che spesso è viziato, ma potrebbero essere altri i motivi (Foto Unsplash)

La teoria comune è che i gatti siano molto esigenti e soprattutto viziosi riguardo al cibo.

Girano il naso sulle loro scodelle per nessun altro motivo se non quello di spingere i loro umani verso la pazzia o condurli a morte prematura per esplosione dei nervi (o entrambe le cose). Se hai mai avuto a che fare con un gatto che apparentemente rifiuta di mangiare, è facile pensare che il suo unico piacere nella vita sia torturarti psicologicamente e sprecare tutto quel cibo costoso che eri sicuro che avrebbe amato.

Vero è che i felini sono un po’ dispettosi; e se il tuo gatto non mangia più, potrebbe farlo anche soltanto per capriccio, o perché sadicamente lo diverte guardarti mentre scendi nel baratro della follia. Anche la leggenda metropolitana secondo cui i gattini sul cibo sono molto pignoli spesso si rivela tutt’altro che un mito e basta, ma c’è dell’altro. Se il gatto non mangia davvero più, ecco cosa potresti fare per convincerlo.

Come convincere il tuo micio a nutrirsi

Nonostante ci siano molte ragioni plausibili per cui un gatto riuscirebbe a rifiutare del cibo (questi felini non ci assomigliano affatto), ecco alcuni semplici trucchi con cui puoi provare a tentare il suo appetito:

  • Dagli del cibo in scatola e umido, più puzzolente è, più probabilità hai di convincerlo  (prova le varietà di frutti di mare)
  • Dagli del cibo per bambini
  • Aggiungi un po’ d’acqua da una lattina di tonno al naturale o acciughe al suo piatto
  • Aggiungi un po’ di brodo di pollo caldo e a basso contenuto di sodio al suo cibo, sia in crocchette che in scatola. Evita i brodi contenenti cipolle, cipolle in polvere, erba cipollina o aglio, poiché questi ingredienti possono rivelarsi tossici per i gatti. Fai così: prendi delle ossa di animale (pollo, tacchino, pesce, e così via), falle bollire, in questo modo produrrai una specie di brodino; togli le ossa, che potrebbero fargli molto male, e aggiungi il brodino appena cotto al suo piatto, dove di trova già l’alimento che lui rifiuta
  • Riscalda delicatamente il cibo nel microonde o con acqua calda (non renderlo troppo caldo)
  • Cospargi del parmigiano grattugiato sul cibo. Il sapore salato e di formaggio è spesso sufficiente a suscitare l’interesse e l’appetito di un gatto. È possibile mettergliene giusto una spolveratina, perché una minima quantità non gli può far male
  • Cospargi un po’ di lievito alimentare in polvere sul cibo; ha un sapore ricco di noci e di formaggio per cui molti gatti impazziscono quando lo assaggiano. Un ulteriore vantaggio è che è ricco di vitamine del gruppo B. Non confondere il lievito di birra con il lievito alimentare, infatti sono quasi la stessa cosa, ma non esattamente. Il lievito di birra spesso ha un sapore amaro, che a molti gatti potrebbe non piacere
  • Cospargi un po’ di probiotici sul suo cibo. Mescola un poco e poi cospargine di sopra al piatto abbondantemente. Non soltanto funziona alla grande come potenziatore dell’appetito per i gatti, ma sai bene quanto i probiotici facciano davvero bene alla sua salute. Dunque, non lesinare sul loro utilizzo nella sua dieta

Se questi trucchi falliscono o se il tuo gatto rifiuta più di due pasti, è tempo di andare dal veterinario per una valutazione accurata e ricevere assistenza.

I trucchi che abbiamo elencato sopra sono davvero una soluzione a breve termine. Se il tuo gatto inizia a mangiare dopo aver usato uno dei trucchi, puoi eventualmente presupporre che la sua inappetenza sia dipesa da un turbamento dello stomaco che passerà presto, un cambiamento del tempo o qualcosa di non minaccioso. Tuttavia, se il tuo gatto smette di mangiare le sue normali porzioni di pappa per un periodo di tempo significativo, oppure rifiuta categoricamente di avvicinarsi alla sua ciotola, allora è indispensabile cercare le cause (anzi, farle cercare al veterinario, come prima cosa). Dopotutto, qualcosa di molto grave potrebbe causare lo sciopero della fame e il digiuno prolungato del tuo gatto può peggiorare notevolmente le cose.

Le ragioni per cui il gatto non mangia

Gatto non mangia più
Gatto non mangia più: le ragioni cliniche (Foto iStock)

La prima cosa da fare è accertarsi che il gatto non mangi semplicemente per capriccio, ma per ragioni molto più serie e importanti. Un gatto potrebbe smettere di mangiare per un qualsiasi motivo valido (e ne esistono molti), che varia dal dolore o dal disagio (impara come capire se il tuo gatto sta soffrendo) al tipo di scodella con cui gli stai dando da mangiare o dove si trova. Potrebbero esserci anche motivi medici:

  • Dolore dentale oppure gengivale: dente rotto, radice del dente ascesso, tumore orale, riassorbimento del dente
  • Pancreatite (pancreas infiammato)
  • Ostruzione urinaria
  • Ostruzione digestiva
  • Stipsi
  • Infezione delle vie respiratorie superiori
  • Malattie renali
  • Lo stress o un cambiamento significativo da poco avvenuto nella tua casa

La verità è che in genere esiste un motivo medico per cui un gatto non mangia più. E, come puoi vedere dall’elenco sopra, alcuni di questi motivi clinici possono essere abbastanza seri. Se il tuo gatto non sta mangiando la sua quantità normale di cibo giornaliero e questo comportamento si verifica per più di due pasti di seguito, è tempo di fare un viaggio da un veterinario esperto della salute del micio.

La diagnosi veloce di queste cose comporta spesso una prognosi migliore, nonché un trattamento più semplice e meno costoso. E questo è particolarmente vero nei gatti che sono un po’ più “grassi” di quanto dovrebbero essere, poiché i gatti cicciottelli che smettono di assumere abbastanza calorie hanno un maggiore rischio di sviluppare una grave forma di disfunzione epatica (lipidosi epatica) a causa della riduzione troppo repentina del loro apporto calorico.

Esiste davvero il “disturbo del baffo” del gatto?

Gatto non mangia più
Gatto non mangia più: potrebbe soffrire di disturbo del baffo (Foto Pexels)

Potresti aver sentito di recente (dal tuo veterinario, come su una delle notizie riportate sui social network o dal tuo rivenditore di fiducia di prodotti per animali domestici) qualcosa che si chiama “disturbo del baffo”. In realtà ci sono ancora molte cose che non capiamo completamente riguardo ai baffi dei nostri piccoli felini domestici (le vibrisse sono una parte molto curiosa e interessante del suo corpo): quindi, la domanda che probabilmente ti stai ponendo è se il disturbo del baffo esista realmente, oppure è soltanto fantasia. La risposta è che, semplicemente, non lo sappiamo (ancora), ma è verosimile che esista.

L’idea alla base del disturbo del baffo è che le vibrisse del nostro micio, che sono altamente sensibili, possono colpire ripetutamente i lati di una ciotola di cibo, causando disagio, desensibilizzazione e stress. Dopo un certo periodo di tempo, questo può portare il gatto a smettere di desiderare il cibo, di sentire anche il minimo senso di appetito, poiché non gradisce affatto ripetere l’esperienza disagiante.

I baffi, o “vibrisse”, sono organi tattili specializzati che aiutano i mammiferi in vari modi. I gatti, ad esempio, hanno tra le cento e le duecento cellule nervose per baffo. Quando il baffo entra in contatto con un oggetto, il gatto traduce quell’informazione sensoriale per aiutare a costruire una descrizione del proprio ambiente: ad esempio, se uno spazio è troppo stretto per poterlo attraversare in sicurezza.

Tuttavia, la scienza non ha ancora potuto dimostrare che il disturbo del baffo sia una cosa reale: per ora è soltanto supposta. Più precisamente, al momento non esiste alcuna scienza che attesti che i gatti sentano fastidio sui baffi, che questo causi loro dello stress e che, inoltre, faccia passare del tutto la fame, poiché attualmente non ci sono studi per dire definitivamente che tutto questo avvenga davvero. Ma ciò non ha impedito a un gruppo significativo di persone di sostenere che è qualcosa alla quale bisogna prestare attenzione.

Una persona ha parlato al New York Times del disturbo del baffo: Penso che sia solo una di quelle cose per cui la gente dice “Oh, i gatti sono solo mangiatori schizzinosi” e tutti pensano che sia uno scherzo. Dopo aver letto alcuni articoli su questo argomento, ero tipo “forse dopo tutto non è uno scherzo”. 

Ci sono anche una serie di prodotti per l’alimentazione destinati a ridurre l’affaticamento del baffo nei gatti, come ciotole più basse con bordi che non possono toccare le vibrisse del nostro micio e con un interno arrotondato, in modo che il cibo non rimanga intrappolato negli angoli.

Certo, ci sono anche molti scettici in giro. Chris Sweeney ha scritto sul Boston Magazine che ci sono poche prove da parte di associazioni veterinarie o scuole di medicina veterinaria per sostenere la fatica da baffo come un “fatto”. Inoltre, la World Small Animal Veterinary Association (WSAVA) ha dichiarato di recente che non ha informazioni specifiche su questa condizione, sia attraverso i suoi gruppi di lavoro scientifici o come parte delle sue offerte di formazione continua.

Ma ecco il problema del disturbo del baffo: la mancanza di prove attuali non significa necessariamente che non esista (o non potrebbe esistere). Il disturbo del baffo ha senso in teoria, poiché le vibrisse sono strutture (o meglio, organi) molto sensibili che potrebbero desensibilizzarsi o “affaticarsi” a causa di una stimolazione ripetuta (tale desensibilizzazione è un fenomeno noto in altre fibre nervose). Ulteriori studi probabilmente verificheranno parte della teoria, alla fine. In altre parole, l’affaticamento del baffo è una solida ipotesi basata su osservazioni interessanti che trarrebbero beneficio dallo studio scientifico.

Significa che devi uscire e comprare una ciotola speciale, con una forma appropriata per impedire l’affaticamento del baffo e che sicuramente ti costerà un vero e proprio patrimonio rispetto alle ciotole comuni? Assolutamente no. In effetti, una ciotola a fondo piatto (o anche un piatto piano) funzionerebbe perfettamente. Continua a leggere per imparare a scegliere la ciotola giusta per il tuo gatto e i trucchi per tentare un appetito inappetente (un modo divertente per dire “non affamato”) nel gatto.

Qual è il tipo di ciotola migliore da usare?

Gatto non mangia più
Gatto non mangia più: scegliere la ciotola giusta può essere una soluzione (Foto Pixabay)

Chiaramente, ci sono molte opzioni disponibili quando decidi come dare da mangiare al tuo gatto. Se sei preoccupato per l’affaticamento del baffo, trova un piatto o una ciotola larga con i lati poco profondi: in questo modo ci sono meno possibilità che il tuo gatto dovrà schiacciare i baffi contro la ciotola.

Preferibilmente, opta per l’acciaio inossidabile quando è disponibile. Non è solo resistente, ma anche facile da pulire e disinfettare. Allo stesso modo, ciotole in ceramica e vetro possono funzionare, anche se sono più facili da rompere. Evita ciotole o contenitori di plastica, poiché possono ospitare batteri, se scheggiati o graffiati, il che può portare a problemi come l’acne nel gatto.

Meglio ancora, considera altri modi per nutrire il tuo gatto che attiveranno i suoi istinti naturali. I gatti non sono naturalmente inclini a consumare un pasto abbondante per la giornata. Come cacciatori, i gatti sono più abituati a cacciare il cibo e mangiare piccoli pezzi durante il giorno. Piccole e periodiche poppate, in particolare le poppate che richiedono al tuo gatto di muoversi e “cacciare” il cibo, come da un gioco interattivo, possono aiutare a mantenere il tuo gatto in salute e dare al micio uno sfogo ottimo per esprimere tutta la sua energia repressa.

Come prima cosa, non dare al tuo gatto un pasto abbondante al mattino o addirittura lasciare le crocchette fuori tutto il giorno perché egli si possa “nutrire gratuitamente”. È più probabile che mangi solamente per gola, senza sentire davvero la necessità di mangiare per soddisfare un bisogno primario, e tu non capiresti se lui ha davvero fame oppure no.

Se desideri fare un passo ulteriore, potresti provare un tipo di alimentazione diversa: non offrirgli il cibo nella ciotola è un modo per attingere a quel comportamento naturale di caccia. Questo particolare sistema si presenta come un modo utile che ti consente di inserire alcune crocchette all’interno di un nascondiglio, per obbligare il micio a procacciarsi il pasto, come un vero felino predatore. Quindi nascondi il “topo” e lascia che il tuo gatto faccia quello che gli riesce meglio.

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Simona Strani