Home Curiosita Li vuoi quei kiwi? Tutto quello che c’è da sapere sull’uccello (non...

Li vuoi quei kiwi? Tutto quello che c’è da sapere sull’uccello (non il frutto)

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:03
CONDIVIDI

Hai presente quelle cose rotonde, marroni e pelose di nome kiwi? No, non stiamo parlando del frutto, ma di uno degli uccelli più interessanti al mondo.

Kiwi
Kiwi: un frutto o un uccello? (Foto Adobe Stock)

Hai presente quel frutto tanto buono quanto brutto, che fuori è tutto scuro e peloso, mentre dentro ha la polpa di colore stranamente verde fluo, piena di microscopici semini neri e per adesso va tanto di moda aggiungere nei frullati bio per le diete salutiste? Ecco, oggi noi non parleremo affatto di questo. Piuttosto l’argomento del nostro articolo verterà su un oggetto che non c’entra proprio nulla con il frutto: si tratta di un animale, un tipo di uccello per la precisione. Questa creatura è molto particolare, rara da incontrare, specialmente dove viviamo noi, ma sicuramente il suo aspetto e la sua vita suscitano molta curiosità negli appassionati del genere. Questo animale si chiama kiwi, come il frutto al quale ci stavamo riferendo prima, e se tu sei un vero appassionato del Regno animale non puoi non averlo mai sentito nominare.

Noi ci siamo informati sul suo conto, perché l’abbiamo trovato molto tenere e carino, oltre che incredibilmente strano e fuori dal comune per essere un uccello. Infatti, non si potrebbe neppure definire “pennuto”, dal momento che non sembra essere rivestito d’altro che di spessa peluria o di morbidi aculei, come il riccio domestico. Inoltre, come i polli e le galline (e noi miseri umani), non sa volare.

Inizialmente non sapevamo neppure se avesse preso il nome dal frutto oppure fosse successo il contrario. Fortunatamente abbiamo trovato le risposte a tutte le nostre domande e adesso consegniamo questa conoscenza a te. Leggi di più.

Curiosità interessanti sul kiwi: iniziamo col dire che dentro non è verde

Kiwi
Kiwi: un tipo di uccello assai curioso (Foto Adobe Stock)

I kiwi sono uccelli a forma di pera (o di kiwi, in effetti), incapaci di volare (dei veri e propri polli), con zampe lunghe e un becco che sembra di più uno stecchino da denti enorme incastrato in mezzo alle loro buffe facce. Sebbene sembrino essere ricoperti di pelliccia, questi uccelli in realtà hanno piume sottili e simili a capelli. I loro parenti più stretti sono gli emu, lo struzzo, il cassowary e i nandù. Rispetto a questi, però, sono animali ancora più strani.

Ciascuno di questi pennuti ha le dimensioni di un pollo. Esistono cinque razze diverse di questa specie. La più grande è quella del kiwi marrone settentrionale, che cresce fino a venti o venticinque pollici (ossia dai cinquanta a sessantacinque centimetri) e pesa dalle circa tre alle undici libbre (ossia da uno e mezzo a cinque chilogrammi). La più piccola è quella del kiwi maculato: esso cresce fino a raggiungere delle considerevoli dimensioni, dai trentacinque fino ai quarantacinque centimetri (ossia dai quattordici ai diciotto pollici), e pesa oltre le quattro libbre (dagli otto etti ai quasi due chilogrammi).

Le gambe muscolose di questa creatura rappresentano circa un terzo del suo peso corporeo totale e, secondo lo zoo di San Diego, certi esemplari possono addirittura superare la grandezza di una persona.

Habitat naturale e stile di vita

I kiwi si trovano solo in Nuova Zelanda nelle foreste, nelle macchia e nelle praterie. Dormono in tane, tronchi cavi o sotto una fitta vegetazione.

Sono in genere notturni, il che significa che dormono durante il giorno e sono attivi durante la notte. Per tutto il tempo in cui rimangono svegli, non svolgono altra attività se non quella di cercare del cibo. Hanno un unico chiodo fisso (come li capiamo).

Quando non sta pensando al foraggiamento, pattuglia il suo territorio. Lascerà escrementi altamente odorosi per contrassegnare la sua area, mentre cammina. Gli unici altri kiwi ammessi nel suo territorio sono il coniuge, i suoi piccoli e i suoi figli adulti. Se un kiwi vaga nel territorio di un altro kiwi, finisce male. Uno dei due, sicuramente, ricorderà la nottata.

La loro dieta è sicuramente onnivora. Mangiano vermi, larve, insetti, bacche e semi che trovano con il loro eccellente senso dell’olfatto. I kiwi sono gli unici uccelli che hanno le narici sulla punta dei loro becchi. La maggior parte degli altri uccelli, invece, ha le narici più vicine al viso.

Pennuti romantici

Kiwi
Kiwi: a volte si accoppiano per la vita (Screenshot Instagram)

I kiwi a volte si accoppiano per la vita. Spesso, però, la femmina trova un maschio che le piace di più e lascia il suo attuale coniuge (che storia triste).

Hanno uno dei più grandi rapporti di peso uovo-corpo di qualsiasi uccello. In media, un uovo rappresenta il quindici percento del peso corporeo della femmina, secondo il Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda. Può essere fino al venti percento del suo peso corporeo, che è paragonabile a una donna umana di centoventi libbre (ossia cinquantaquattro chilogrammi) che dà alla luce un bambino di ventiquattro libbre (ossia undici chilogrammi) bambino: cosa che farebbe in breve tempo estinguere il genere umano, perché il parto sarebbe fuori discussione per chiunque a queste condizioni (sebbene le nostre nonne ci racconterebbero altro, ma questa è un’altra storia). La femmina depone da una a due uova alla volta, fino a tre volte all’anno (anime coraggiose).

Le uova hanno proprietà antibatteriche e antifungine per scongiurare batteri e funghi che sono comuni nelle zone umide e incredibilmente selvagge (incredibile per i tempi che corrono) della Nuova Zelanda. Il maschio della coppia si siederà sulle uova, finché non si schiudono. Il periodo di incubazione di un uovo di kiwi va dai settantacinque agli ottantacinque giorni.

A differenza di altri uccelli, i pulcini aprono le loro uova e sono coperti di piume non appena si schiudono. Sembrano versioni minuscole dei loro genitori. Dopo alcuni giorni, il pulcino lascerà la tana e uscirà con papà, stando via per circa venti giorni. Dopodiché, può rimanere nel territorio dei genitori per un po’ o mettersi subito in viaggio per trovare il proprio posto.

I pulcini spesso non arrivano all’età adulta. Hanno un tasso di mortalità dei pulcini del 95%, secondo lo zoo di San Diego. Se però arrivano fino all’età adulta, hanno una vita molto lunga. I kiwi vivono in genere dai venticinque ai cinquant’anni.

Stato di conservazione

Kiwi
Kiwi: purtroppo non se la passano molto bene (Screenshot Instagram)

Secondo l’Unione internazionale per la conservazione della natura, il kiwi marrone meridionale e il kiwi maculato si trovano nell’elenco degli animali considerati vulnerabili. Il kiwi marrone settentrionale e il kiwi marrone Okarito sono addirittura animali in via d’estinzione, sebbene la tendenza della popolazione per il kiwi marrone settentrionale sia attualmente stabile e la popolazione per il kiwi Okarito sia in aumento. Il kiwi maculato è un animale fortemente minacciato dagli eventi provocati per lo più dalla presenza dell’uomo nel suo habitat naturale.

La Nuova Zelanda sta perdendo circa il 2% di kiwi ogni sette giorni (ossia venti alla settimana), per mancanza di risorse che riescano a far fronte a questa emergenza, sempre secondo il Dipartimento della Conservazione della Nuova Zelanda. Ci sono circa sessantotto mila kiwi in totale in Nuova Zelanda.

Altre curiosità da conoscere

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Namesake. 🥝

Un post condiviso da Miss Chibi (@ms.chibious) in data:

I kiwi hanno una temperatura corporea di cento gradi Fahrenheit (trentotto gradi Celsius): la più bassa di tutti gli uccelli, secondo lo zoo di San Diego.

E adesso arriviamo al fatto più saliente di tutti, la curiosità che stavi aspettando di soddisfare, la risposta alla domanda più importante di tutte: è nato prima l’uovo o la gallina? No, non proprio questa, ma una simile: è stato l’uccello a dare il nome al frutto o il frutto a dare il nome all’uccello? Noi l’abbiamo scoperto.

Quello che sappiamo, infatti, è che il nome “kiwi” è onomatopeico. Questi animali emettono un vocalizzo molto particolare e che gli uomini imitano gridando a denti stretti Kee – wee, Kee – wee. Dunque, per forza di cose, i kiwi non potevano chiamarsi altrimenti.

La piccola e confusa uva spina cinese, originaria dell’Asia meridionale, fu introdotta in Nuova Zelanda nel 1908, secondo la Purdue University. I coltivatori lì, negli anni ’60, iniziarono a chiamarla “kiwi” semplicemente per un’esigenza di marketing. Della serie: un gruppo di esperti copywriter strapagati da una multinazionale lavora sulla pubblicità di questo frutto e, dopo cinque minuti di lavoro, uno di loro dice Assomiglia a un kiwi, non vi pare?. Ecco come nascono gli spot pubblicitari.

Potrebbe interessarti anche:

Simona Strani