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Leggende sul gatto: 14 storie assurde sul nostro felino preferito

ULTIMO AGGIORNAMENTO 12:26
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In giro per il mondo sono state raccontate numerose e fantasiose leggende sul gatto: la maggior parte sono soltanto favole assurde. Scopriamo quali sono.

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: alcune sono molto inquietanti (Foto Unsplash)

In questo momento sembra che il mondo sia completamente e perdutamente ossessionato dalla figura del gatto. Anzi, crediamo che questi animali fingano di essere i nostri compagni domestici, per nascondere un complotto, già in atto da molto tempo, per conquistare il controllo delle nostre menti. E devono essere a buon punto, poiché non riusciamo in nessuna maniera a levarceli dalla testa. Inoltre, se vediamo il video di un gatto sui social network, restiamo completamente ipnotizzati e, come degli sciocchi, teniamo gli occhi spalancati e la bocca aperta in uno stupido sorriso per quelli che sembrerebbero minuti, e poi in realtà scopriamo che sono ore.

Insomma, il mondo (soprattutto sul web) è prevalentemente “gattaro”, ma questo anche tu lo sapevi già. Immaginiamo che tu abbia un gatto, lo abbia avuto oppure desideri ardentemente adottarne uno e sarà la prima cosa che farai quando andrai a vivere per conto tuo. Se è così, allora quello che stiamo per raccontarti potrebbe sconvolgerti del tutto. La verità è che non sempre gli uomini hanno servito e adorato i gatti. Anzi, abbiamo attraversato delle epoche in cui li temevamo, per finire in quelle dove li amavamo, per poi giungere in quelle che li volevano morti a tutti i costi. E alla fine dei conti siamo giunti qui, in una società prevalentemente dominata dalla loro presenza costante (persino sulle pareti della tua camera da letto, se hai un fetish per le strane carte da parati).

Ti stiamo per raccontare delle stranissime, quanto raccapriccianti (a volte) leggende sul gatto, che si sono tramandate di generazione in generazione durante le epoche e soprattutto in alcune specifiche civiltà, la cui cultura temeva sì questi animali, ma non sempre con un’accezione positiva. Gli uomini li hanno odiati e li hanno anche ammirati moltissimo. Sono stati considerati amuleti di fortuna o presagi di sventura e tutto questo loro l’hanno dovuto subire a causa dall’incredibile stupidità che fa parte, a quanto pare, dei requisiti della specie umana. Leggi alcuni di questi miti di seguito.

Le 14 leggende sul gatto che hanno fatto il giro del mondo: scopriamole una ad una

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: alcune sembrano il frutto della mente di un pazzo (Foto Unsplash)

Non è soltanto Internet ad essere ossessionato dai gatti. Da tempo immemorabile, le civiltà di tutto il mondo hanno inventato di sana pianta (o magari basandosi su superstizioni, metafore e archetipi) dei miti su queste curiose creature, che vanno dalle credenze popolari riguardo alla loro presunta fortuna alle storie di questi animali che suonano violini, vanno in giro, entrano di soppiatto nelle case e invadono le culle dove giaciono i neonati, oppure in cui essi navigano sul mare con i gufi su delle barche di colore verde pisello. I gatti compaiono anche nei racconti mitologici (e allegorici) di molte religioni, sia come figure angeliche sia come entità diaboliche. Che le storie siano vere o meno (ovviamente non lo sono), ecco alcune delle convinzioni più curiose che diverse culture hanno tenuto conservate nella loro memoria e che riguardano i felini, nel corso della storia.

Stiamo per raccontarti quattordici bizzarre leggende sul gatto che, per quanto assurde, sarà difficile che tu riesca a dimenticarle.

Il gatto che ruba il respiro del bambino

Per secoli, la gente in Inghilterra ha creduto che un gatto potesse arrampicarsi sulla culla di un bambino per “succhiare” il respiro di quella povera creatura indifesa, fino a quando non fosse soffocata e morta. In alcune versioni del racconto, il gatto è geloso perché il neonato lo ha improvvisamente privato dell’attenzione dei suoi padroni; altre versioni, invece, narrano che non è la gelosia, ma il profumo del latte sulle labbra del bambino che li ispirava a fare loro del male.

Nel 1791, una giuria presso un’inchiesta del coroner a Plymouth, in Inghilterra, trovò un gatto colpevole di infanticidio: a quanto pare le modalità del crimine e il movente corrispondevano a quelle della leggenda popolare, che si era ormai doffusa.

Questo si è rivelato un mito persistente, che ha seguito gli emigranti nel Nuovo Mondo. Nel 1929, il Nebraska State Journal stampò un presunto rapporto di un medico che affermava di essere stato testimone di una gatta domestica sdraiata sul petto del bambino, una zampa su entrambi i lati della bocca del bambino, le labbra del gatto che premevano quelle dell’infante e quest’ultimo che aveva la faccia pallida come quella di un cadavere, le sue labbra colorate con l’azzurro della morte.

L’ignoranza rende sicuramente l’uomo cieco, ma la stupidità lo rende un incredibile racconta-storie di prima categoria, oltre che una fonte pericolosa di menzogne. Chissà cosa può aver condizionato quel medico a tal punto da vedere l’impossibile. Uso di stupefacenti? Alcolismo? Depressione? Malattia mentale? Non si sa. L’unica cosa cerca è che fino a poco meno di cento anni fa i nostri piccoli felini domestici potrvano essere accusati e giudicati per il crimine di infanticidio. E la condanna era l’esecuzione a morte.

Noi siamo il suo cenone di Natale

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: alcune sono sanguinose (Foto Unsplash)

L’Islanda, nonostante tutta la sua estetica elfica e l’eccellente qualità della vita, ha alcune storie di Natale piuttosto selvagge e inquietanti (quasi come un film di Lars Von Trier, o forse addirittura peggio). Sembra che Íslendingar cresca nel timore del feroce Jólakötturinn, il gatto Yule, che si aggira per le campagne ghiacciate intorno al periodo natalizio, alla ricerca di umani da mangiare. Ma questo gigantesco mostro dall’aspetto di un gatto assetato di sangue non sta cercando di mangiare i bambini che si sono comportati male durante l’anno, come ci si potrebbe aspettare da un incubo ambientato in quello che dovrebbe essere il giornk più felice dell’anno. A quanto pare questo essere ha un occhio per la moda e cerca persone (bambini, adulti, qualunque cosa) che non indossino abiti nuovi per la vigilia di Natale. Gli agricoltori raccontano questa storia ai loro lavoratori come incentivo per finire loro di lavorare la lana prima che arrivi l’autunno, così tutti possono farsi fare i loro nuovi vestiti prima che appaia il gatto di Natale che mangia i poveracci e la gente sciatta. Questa favola molto strana suona come qualcosa di simile alla mitologia norrena dell’era vichinga, ma non è poi così vecchia: queste leggende sul gatto malvagio, mangiatore di uomini, sono apparse per la prima volta nel XIX secolo e non sono state rese popolari (in forma di poesia, in vero stile islandese) se non fino all’inizio del XX secolo.

I gatti neri hanno portato la “morte nera”

Naturalmente non ci stiamo riferendo alla letale e incredibilmente distruttiva stazione spaziale dell’Impero ne la saga di Star Wars: sebbene sia piuttoato divertente immaginare dei mici spaziali che costruiscono, un pezzo alla volta, quella grossa macchina, per ben due volte.

Nel Medioevo la “morte nera” era tutta un’altra cosa, però. All’epoca, i gatti erano comunemente considerati bestie sinistre con sostanzialmente gli stessi poteri delle streghe e degli stregoni, ovviamente in combutta con Satana. Il morso di un gatto era considerato velenoso, così come la sua carne; e se qualcuno avesse inalato il suo stesso respiro, sarebbe stato infettato dalla consunzione (nota anche come tubercolosi). Avrebbe potuto pure rendere la tua birra acida, se ne avessero avuto voglia. Pertanto, quando la peste bubbonica spazzò il continente europeo nel XIV secolo, uccidendo fino al 60% della popolazione in alcune regioni, si pensò naturalmente che il diavolo ne fosse il responsabile e che il suo lavoro manuale venisse svolto direttamente dai suoi servi felini. Un numero enorme di gatti – specialmente quelli neri – furono uccisi durante questa ondata di peste, e talvolta i loro proprietari insieme a loro. Per essere onesti, anche i serpenti sono stati accusati di questa particolare malefatta e distrutti. Questa credenza è stata confutata, ovviamente, poiché il vero distributore della peste era la pulce orientale, che viveva sui topi. E con meno gatti (e serpenti) per tenere sotto controllo il numero di questi ratti untori, la popolazione degli infetti (anche se alcuni dicono che fossero gerbilli) in Europa salì alle stelle … così come la peste.

Il gatto porta fortuna, se il suo manto ha delle particolarità

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: altre sono piuttosto simpatiche, invece (Foto Unsplash)

I giapponesi credono che i gatti siano fortunati, ma ci sono molte qualificazioni. Il maneki-neko (“gatto che chiama” o pure “gatto che invita”) è un iconico talismano nipponico che, si ritiene, porti fortuna al suo proprietario, di solito sotto forma di denaro contante. Una leggenda spiega che una volta un gatto giapponese agitò una zampa per attirare un signore in una casa, cosa che lo salvò dall’essere colpito da un fulmine un momento dopo, e quindi un gatto che fa cenno con la sua zampa è considerato un gesto fortunato. Anche i gatti tartarugati sono considerati fortunati in Giappone, specialmente quelli rari di sesso maschile.

Una credenza buddista dice che un gatto con un mantello scuro porta promesse d’oro, mentre un gatto di colore chiaro porta argento.

In Russia, i gatti blu russi sono considerati fortunati. Molte culture pensano che un gatto polidattilo (uno con delle dita delle zampe in più) sia un portafortuna molto raro e potente, e si dice che i primi marinai che soggiornarono abitualmente in America portarono con sé gatti a punta di dita per garantire viaggi sicuri, motivo per cui c’è ancora un afflusso di gatti polidattili nel New England a tutt’oggi. Alla fine, in Cina, più diventa vecchio e nodoso un gatto, più si dice che diventi fortunato.

A una donna mascherata da gatto piace mangiare i neonati

Questa leggenda non è propriamente una favola, quanto un racconto della mitologia esoterica ebraica contenute addirittura in un libbro della Bibbia. Come forse saprai, la sfacciata, insubordinata prima moglie di Adamo, Lilith, è menzionata nel “Libro di Isaia”, facendo riferimento a una figura demoniaca molto più antica del folklore ebraico a cui piace mangiare bambini. Ma sapevi che potrebbe anche trasformarsi in un gatto? Secondo alcuni ebrei sefarditi, Lilith era anche nota come “El Broosha”, un demone che mangia bambini e assume una forma gigantesca, nera, polimorfa, a forma di gatto. Le piacciono di più i neonati e li insegue nella notte, prosciugandoli da ogni goccia di sangue, in stile vampiro. A volte si è presentata come personaggio macabro delle favole ebraiche anche sottoforma di una civetta.

I gatti sono praticamente delle urne per l’anima umana

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: altre ancora sono avvolte dal misticismo (Foto Unsplash)

Una certa setta del buddismo una volta praticata negli ex regni del Siam e della Birmania credeva che quando muori, se sei abbastanza santo, la tua anima viene trasferita in un gatto, per essere custodita. In questo modo, le anime speciali vivevano in una sorta di purgatorio felino e quando il gattino moriva, l’anima casta saliva in paradiso. La setta ovviamente tiene in grande considerazione i gatti, raffigurando spesso il micio addormentato ai piedi delle statue di Buddha. Sebbene il Siam sia ora chiamato Thailandia, un rituale che è ancora strettamente osservato durante l’incoronazione di un nuovo re thailandese è quello di presentarlo con un gatto in braccio, l’animale ornato con gioielli d’oro (stiaml parlando di un gatto Siamese, ovviamente.) In questo modo, si pensa, lo spirito del vecchio re è in grado di assistere all’incoronazione, attraverso gli occhi del gatto. Nel 1950 era presente un gatto con le rifiniture in oro al coronamento dell’attuale re thailandese, Bhumibol Adulyadej.

Un gatto perseguitava gli abitanti di una campagna celtica

Nell’antico folklore scozzese e irlandese, un gatto nero di grandi dimensioni con una toppa bianca distintiva sul petto, chiamato Gatto Sìth (un altro evidente collegamento tra i felini e “Guerre Stellari”), si aggirava di notte alla ricerca di anime da rubare. Al risveglio e ai funerali, per proteggere l’anima del povero defunto dall’astuto Cat Sìth, furono fornite varie distrazioni per dissuaderlo o distrarlo, come l’erba gatta e la musica ad alto volume. Inoltre, un fuoco non è mai stato bruciato in una stanza con un cadavere, poiché ogni gatto ama rannicchiarsi accanto a un camino caldo.

Questo gatto spettrale non è così grande come alcuni degli altri trovati nelle storie popolari (ha le dimensioni di un cane di taglia media) ed è segretamente una strega che può trasformarsi in un gatto, ma può farlo soltanto nove volte (suona familiare?). All’ultima trasformazione, è bloccata per sempre nella forma di un gatto (come Salem, il famiglio astuto nella serie “Sabrina, vita da strega”). Ma Cat Sith non era affatto malvagio. Ogni anno, durante la festa gaelica di Samhain (dalla quale si presuma sia originata l’attuale Halloween), i piattini di latte venivano lasciati fuori dalle case per lei, e in cambio ella avrebbe benedetto le case. Tuttavia, se non avessi lasciato un piattino di latte per la maga, saresti stato maledetto e tutto il latte delle tue mucche sarebbe uscito dalle loro mammelle già secco o acido. Sembra giusto.

I gatti possono parlare, costituire monarchie e fare molto altro

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: e ci sono anche quelle che fanno un po’ ridere (Foto Unsplash)

Parlando di gatti neri con macchie bianche: nella favola britannica “Il re dei gatti” un sagrestano che scavava una tomba (in alcune versioni stava solamente camminando lungo la strada) spiava un gruppo di nove gatti neri con macchie bianche sul petto, i quali trasportavano un bara in miniatura a forma di gatto con una corona appoggiata su di essa. Uno dei gatti disse all’uomo Di’ a Tommy Tildrum che Timmy Toldrum è morto. L’uomo stupito tornò a casa da sua moglie e trasmise la notizia, mentre il loro coinquilino felino continuò a interrompere la sua storia con miagolii frenetici. La coppia lo ignorò e i due continuarono a discutere della strana circostanza, nella loro fino a quel momento tranquilla dimora. Alla fine, l’uomo chiese a sua moglie se lei sapesse chi fosse questo Tommy Tildrum, così da poterlo avvertire che Timmy Tildrum è morto. Quindi il gatto gridò chiaramente in lingua inglese: Cosa? Il vecchio Tim è morto? il re dei gatti! A questo punto, lvanimale domestico che aveva parlato come un umano (si chiamava Old Tom) si arrampicò sul camino, per non essere mai più visto.

I gatti sono meteorologi magici

O meglio, osservandoli, puoi comprendere quale potrebbero essere le più verosimili previsioni sul clima. In Inghilterra si dice che un gatto che graffi le tende o i tappeti preveda il tempo ventoso e il popolano gallese credeva che la pioggia sarebbe arrivata quando la pupilla di un gatto si fosse allargata. La pioggia è anche predetta se un gatto si lecca le orecchie. Inoltre, se un gatto guarda continuamente fuori dalla finestra in qualsiasi giorno, la pioggia è in arrivo; e alcuni dicono che, quando un gatto dorme con tutte e quattro le zampe nascoste sotto il suo corpo, pioverà. Sta arrivando un temporale anche se il gatto dorme sulla schiena. Fondamentalmente, se un gatto fa qualsiasi qualcosa, secondo certa gente è sicuro che pioverà.

I gatti vivono nel mare e causano le tempeste

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: ma sono tutte assurdamente magiche (Foto Unsplash)

I pescatori superstiziosi nelle Isole britanniche potrebbero gettare un po’ di pesce nel mare “per il gatto”. Questa mitica gatta delle loro superstizioni era una donna che sapeva più di quanto avrebbe dovuto un cristiano (cioè una strega) che andava a vela con il suo fidanzato, un pescatore. Durante il viaggio, ha maledetto l’intera flotta invocando una tempesta per distruggere la nave, come vendetta per i membri dell’equipaggio che pensavano che fosse sfortunato avere una donna a bordo e voleva che fosse annegata. Fu trasformata in un gatto a quattro occhi che perseguitava i marinai in navigazione sull’oceano, e i pescatori le gettano ancora oggi un boccone di cibo per placarla, perché non ci provi di nuovo. Molti marinai e pescatori pensano anche che, se un gatto cade in mare, si presenterà una tempesta e la nave verrà rovesciata.

I gatti possono marchiare la pelle dei neonati con i loro visi

In alcune diverse aree d’Europa, si pensava che fosse sconsigliato per una donna incinta prendere un gatto o lasciarlo dormire in grembo. In Portogallo, una volta si diceva che il gatto affliggesse il bambino con una verruca o una voglia, di solito pelosa, e in Inghilterra, si pensava che il bambino sarebbe nato con una voglia a forma di gatto o con la faccia di un gatto stampata sul corpo. Questo non è giusto, perché un’altra favola inglese dice che i gatti neri sono considerati degli amuleti fortunati se offerti come regalo di nozze, così come un gatto (di qualsiasi colore, a quanto pare) che starnutisce a portata di orecchio della sposa, il giorno del suo matrimonio.

I gatti sono creature demoniache

Leggende sul gatto
Leggende sul gatto: la loro origine è l’ignoranza dell’uomo (Foto Unsplash)

Coloro che vissero durante il Medioevo pensavano che i gatti fossero il corriere dell’anima personale del diavolo, e che trasportassero gli spiriti verso l’inferno (dei mini Caronte pelosi, insomma). Si diceva che i tre peli sulla punta di una coda del gatto fossero “i peli del diavolo”, che costringeva il micio a rimanere sveglio tutta la notte, aggirandosi per le strade o per le stanze della casa, quando tutte le creature cristiane dovevano dormire (ecco spiegato perché è una creatura crepuscolare).

Nel sud americano, si pensava che qualcuno che affoga un gatto sarebbe stato punito dal diavolo stesso (per il minore crimine di dare un calcio a un gatto, ti avrebbe dato soltanto da soffrire di reumatismi per il resto della tua vita).

In Europa, si diceva che i gattini nati alla fine della stagione delle more fossero particolarmente trasandati e questo perché quando Satana fu buttato fuori dal cielo verso la fine dell’estate (non sapevamo fosse avvenuto in estate, ma i popolani dell’antichità erano certamente più informati di noi), sbarcò tra i rovi di mora, quindi permeava le anime del gattino con tutta la sua malizia. I primi cristiani credevano che, se un gatto sedeva su una tomba, l’anima del defunto era posseduta da Satana. Inoltre, se due gatti venivano visti combattere su una tomba durante un funerale o vicino a una persona morente, si credeva che fossero, in effetti, un angelo e un diavolo che combattevano per conquistare l’anima di quella persona (entrambi in forma di gatto).

La gente doveva essere impazzita a causa delle malattie veneree e della troppa sporcizia, sennò non abbiamo idea di come riuscisse a inventarsi queste storie.

Un gatto ha persino l’aspetto di un cactus

Circa un secolo fa, racconti molto noti e diffusi nei paesi di Pueblo e Navajo, nel nord del Messico e in Arizona, descrivevano un cactus vivo, in movimento, a forma di gatto, con aghi al posto della pelliccia e due lame affilate al posto delle zampe anteriori. Al gatto cactus piaceva andare in giro tagliando le basi dei veri cactus con le sue zampe a coltello, per lasciare che i succhi di latte si raccogliessero e fermentassero in puleggia. Lo avrebbe fatto per ottanta cactus alla volta, in particolare, ogni anno. Una volta terminato il suo lavoro, la creatura sarebbe tornata all’inizio del circuito, si sarebbe ubriacata con la puleggia all’interno dei cactus, quindi sarebbe andata in giro causando problemi nella regione, strisciando contro i cowboy e lasciando lividi rossi rivelatori sui loro corpi.

I gatti sono creature alquanto mistiche in generale

In molte culture, come potresti aver compreso ormai, i gatti erano considerati creature mistiche. Gli egiziani li consideravano divinità e uccidere un gatto era punibile con la morte. Quando un gatto di famiglia era passato a miglior vita, l’intero clan piangeva e vestiva in lutto.

Nel frattempo, verso nord, si presumeva che ogni gatto norvegese della foresta fosse in realtà una fata o un folletto mascherato: e la differenza poteva essere accertata, se si fissavano i suoi occhi. Si dice che gli occhi del gatto fungano da finestre sul mondo fatato (o mondo dei goblin, che forse è lo stesso per alcune civiltà), e se ci guardi attraverso, puoi vedere visioni del regno magico, che si trova al di là del nostro.

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Simona Strani