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Persone che odiano i cani, sono cattive? Cosa dice la Scienza al riguardo

Moltissimi amanti degli animali non riescono a capire come facciano a esistere persone che odiano i cani. Eppure la Scienza ha risposto anche a questo.

Persone che odiano i cani: sì, esistono realmente (Foto Unsplash)

Gli esseri umani sono tutti diversi, non ce n’è uno che assomigli a un altro. Si dice che, appunto, “il mondo è bello perché è vario” e questo ci può anche stare, senonché certe cose e certi comportamenti ci fanno proprio rizzare il naso. Alcune “diversità” ci scioccano, poiché non riusciamo proprio a comprenderle. E questo ci sta, fa parte della natura dell’uomo non conoscere tutto e magari avere anche un po’ timore di ciò che non sa ancora. Esistono su questo pianeta, ad esempio, persone che adorano i cani, quasi più di quanto amino generalmente gli umani, e al contrario persone che odiano i cani e non si avvicinerebbero a uno di quei cosi spaventosi per tutto l’oro del mondo.

La paura nei confronti delle cose che ci circondano non sempre è razionale (a volte sì, dipende dall’esperienza e dalla comprensione che abbiamo al riguardo), ma in alcune occasioni non lo è: si potrebbe trattare pure di antipatia istintiva, che nasce dal nulla, ma è lì e non se ne va via. Inutile provare ad affrontare i nostri incubi per superarli, non c’è niente da fare. Potrebbe anche succedere che, sforzandoci di stare vicino a ciò che ci spaventa, creiamo in noi delle ferite, traumi psicologici irreparabili. E il timore di conseguenza aumenta.

Chi adora tutti gli esseri viventi non può affatto mettersi nei panni di chi, invece, li odia o ne odia una parte. No, questi ultimi non sono per forza degli psicopatici, dei futuri serial killer (a meno che non dimostrino il loro odio commettendo delle azioni efferate), ma sono semplicemente delle persone terrorizzate che non riescono a fare ciò che a noi viene naturale. Non si può giudicare una persona perché diversa, vale in ogni campo, ma si può cercare di studiare a fondo quelle che sono le ragioni per cui prova quello che prova. Perché esistono persone che odiano i cani? Ci risponde la Scienza.

La spiegazione della Scienza sul perché esistano persone che odiano i cani, mentre altri li adorano

Persone che odiano i cani: non tutti provano simpatia per i nostri amici a quattro zampe (Foto Unsplash)

La recente popolarità di cani, gatti, maiali nani e altri animali domestici “di design” può sembrare che la custodia degli animali non sia altro che una moda passeggera. In effetti, si presume spesso che gli animali domestici siano un’influenza occidentale, una strana reliquia degli animali da lavoro tenuti dalle comunità del passato.

Circa la metà delle famiglie nella sola Italia include una specie di animale domestico; circa sette milioni di questi sono cani mentre i gatti ne arrivano addirittura a superarli di poco (relativamente), ossia sette milioni e mezzo. Gli animali domestici costano tempo e denaro e oggigiorno portano poco in termini di benefici materiali. Ma durante la grande recessione finanziaria del 2007, la spesa per animali domestici è rimasta pressoché invariata, il che suggerisce che per la maggior parte dei proprietari gli animali domestici non sono un lusso ma una parte integrante e profondamente amata della famiglia.

Alcune persone adorano gli animali domestici, mentre altre semplicemente non sono interessate a loro o ad avare alcuna compagnia pelosa nella loro vita. Esistono addirittura persone che odiano i cani e non riescono, neppure sforzandosi, a stare in loro compagnia. Perché è così? È molto probabile che il nostro desiderio per la compagnia degli animali risalga a decine di migliaia di anni fa e abbia svolto un ruolo importante nella nostra evoluzione. In tal caso, la genetica potrebbe aiutare a spiegare perché l’amore per gli animali è qualcosa che alcune persone non condividono e neppure capiscono.

La questione della salute

Persone che odiano i cani: la questione della salute (Foto Unsplash)

In tempi recenti, molta attenzione è stata dedicata all’idea che tenere un cane (o possibilmente un gatto) può giovare alla salute del proprietario in diversi modi: ridurre il rischio di malattie cardiache, combattere la solitudine e alleviare l’angoscia e i sintomi della depressione e della demenza.

Mentre puoi esplorare nei meandri dei numerosi articoli scientifici che riguardano questo particolare argomento, ci sono due problemi con queste affermazioni. Innanzitutto, esiste un numero simile di studi che suggeriscono che gli animali domestici non hanno alcun impatto o hanno addirittura un lieve impatto negativo sulla salute. In secondo luogo, i proprietari di animali domestici non vivono più a lungo di quelli che non si sono mai mai fatti sfiorare dall’idea di avere un animale in casa, cosa che dovrebbero fare se le affermazioni fossero vere. E anche se fossero reali, questi presunti benefici per la salute si applicano solo alla “gente di città”, quella che oggi statisticamente risulta sempre molto stressata per via dei ritmi frenetici, non ai loro antenati cacciatori-raccoglitori, quindi non possono essere considerati come la ragione per cui abbiamo iniziato a tenere animali domestici in primo luogo.

L’impulso di portare gli animali nelle nostre case è così diffuso che è allettante pensarlo come una caratteristica universale della natura umana, ma non tutte le società hanno una tradizione di animali da compagnia. Anche in Occidente ci sono molte persone che non provano alcuna particolare affinità per gli animali, siano essi animali domestici oppure no.

L’abitudine di tenere gli animali domestici è spesso presente nelle famiglie: una volta veniva attribuita ai bambini che venivano ad imitare lo stile di vita dei loro genitori quando lasciavano casa, ma recenti ricerche hanno suggerito che ha anche una base genetica. Alcune persone, qualunque sia la loro educazione, sembrano predisposte a cercare la compagnia degli animali, altre meno.

Quindi i geni che promuovono la cura degli animali domestici possono essere unici per l’uomo, ma non sono universali, suggerendo che in passato alcune società o individui (e non tutti) prosperavano per merito di un istintivo legame con gli animali.

Il DNA dei cuccioli

Persone che odiano i cani: il DNA dei cuccioli (Foto Unsplash)

Il DNA degli animali domestici odierni rivela che ogni specie si è separata dalla sua controparte selvaggia tra quindici mila e cinque mila anni fa, nel tardo Paleolitico e durante il Neolitico. Sì, è stato anche quando abbiamo iniziato ad allevare bestiame. Ma non è facile vedere come ciò avrebbe potuto essere ottenuto, se quei primi cani, gatti, bovini e maiali fossero stati trattati come semplici merci.

Se così fosse, le tecnologie disponibili sarebbero state inadeguate per prevenire incroci indesiderati di animali domestici e selvatici, che nelle prime fasi avrebbero potuto avvenire molto facilemente, diluendo all’infinito i geni e rallentando così ulteriormente l’addomesticamento degli animali con la loro propensione all’addestramento, o addirittura prevenirlo. Inoltre, periodi di carestia avrebbero anche incoraggiato la macellazione del bestiame, spazzando via localmente i geni “addomesticati”.

Ma se almeno alcuni di questi primi animali domestici fossero stati trattati come tali, il contenimento fisico all’interno delle abitazioni umane avrebbe impedito ai maschi selvatici di farsi strada con le femmine domestiche; lo status sociale speciale, concesso ad alcuni animali domestici cacciatori-raccoglitori esistenti, avrebbe nettamente e progressivamente diminuito il loro consumo come cibo. Tenuti isolati in questi modi, i nuovi animali semi-domestici sarebbero stati in grado di evolversi dalla vita selvaggia dei loro antenati e diventare le bestie flessibili che conosciamo oggi.

Gli stessi geni che oggi predispongono alcune persone ad assumere il loro primo gatto o cane si sarebbero diffusi tra quei primi agricoltori. I gruppi che includevano persone con empatia per gli animali e una comprensione della zootecnia sarebbero fioriti a spese di quelli senza, che avrebbero dovuto continuare a fare affidamento sulla caccia per ottenere carne. Perché non tutti provano la stessa cosa, perché esistono persone che odiano i cani? Probabilmente il motivo è che, a un certo punto della storia, sono diventate possibili le strategie alternative per rubare animali domestici o ridurre in schiavitù i loro assistenti umani.

C’è una svolta finale in questa storia: studi recenti hanno dimostrato che l’affetto per gli animali domestici va di pari passo con la preoccupazione per il mondo naturale. Sembra che le persone possano distinguersi approssimativamente in quelle che sentono poca affinità per gli animali o per l’ambiente e coloro che, invece, sono predisposte a sentire un legame con entrambe le cose, adottando la custodia degli animali domestici come uno dei pochi punti d’approccio con la natura disponibili nella società urbanizzata di oggi.

Pertanto, gli animali domestici possono aiutarci a riconnetterci con il mondo della natura dal quale anche noi proveniamo, sebbene molti lo hanno completamente dimenticato.

Le razze che le persone che odiano i cani detestano ancora di più: i 14 cuccioli della lista nera

Persone che odiano i cani: questi animali sono inseriti in una black-list (Foto Unsplash)

Magari tu ami tantissimo i cani e ne hai pure uno, ma le compagnie che assicurano la tua casa, il tuo appartamento o il condominio nel quale risiedi potrebbero non farlo. In effetti, la razza del tuo cane potrebbe determinare se una compagnia assicurativa è anche disposta a fornire copertura per la tua casa. Ecco, che possedere un cane non diventa un problema che riguarda soltanto gli sconosciuti che puoi dover incontrare per strada o pochi, tra i tuoi amici e parenti, che hanno persino l’ardire di chiederti se puoi chiudere Fido dentro una stanza, mentre ci sono loro.

La motivazione per negare l’assicurazione alle famiglie con determinate razze di cani si basa principalmente su alcuni pregiudizi di sorta, che hanno ormai del tutto contagiato la stragrande maggioranza della popolazione, persino gli stessi amanti dei cani. Secondo quanto dicono alcuni agenti assicurativi: Siamo nel settore della valutazione del rischio e, in base a ciò che sappiamo, i cani nella nostra “lista nera dei non assicurabili” rappresentano un rischio più elevato. Ribadiscono sul fatto che i morsi di cane sono un grave onere finanziario per il settore assicurativo. I reclami relativi al morso di cane hanno rappresentato oltre un terzo di tutte le denunce di responsabilità assicurativa dei proprietari di case pagati negli ultimi anni. Ma i costi effettivi, oltre a quelli effettivamente pagati dalle assicurazioni, possono essere molto più elevati.

In pratica, le società non vogliono assicurare i cani, i condomini spesso e volentieri non vogliono cani nei loro appartamenti e alcuni amici ci fanno i chiodi perché non portiamo mai un cane con noi quando usciamo, perché darebbe loro fastidio. In che razza di mondo viviamo?

Alcune compagnie assicurative hanno addirittura pubblicato i loro elenchi di razze canine che considerano pericolose e in base alle loro regole possono comportare la negazione della copertura. Queste liste hanno vari nomi a seconda della compagnia, come “razze di cani escluse”, “lista di cani aggressivi”, “lista di assicurazioni di cani pericolosi”, “razze di cani proibite” e si identifica semplicemente con la loro “lista di cani cattivi”. Le razze canine che si possono trovare in questi elenchi sembrano essere tratte da una serie di studi di ricerca come uno commissionato dal Centro nazionale statunitense per la prevenzione e il controllo degli infortuni, ma sono state rilevate anche da alcuni dati statistici: secondo quanto appurato da un questionario somministrato a un campione di gente che detesta i cani, le razze del nostro elenco sono più o meno le stesse che si trovano nella lista nera di tutti i fifoni e cinofobici. Il problema deriva soprattutto dall’influenza dei media che non mancano di descrivere come atroci tutte le azioni commesse dagli animali, anche quando si tratta di comportamenti legati alla sopravvivenza e all’autodifesa. Vogliamo ricordare un fatto accaduto parecchi anni fa, oramai, di una signora brutalmente aggredita dal proprio cane: in realtà, la donna viveva da sola e si era addormentata con il gas dei fornelli acceso. La sostanza ha totalmente inibito la vittima, che non riusciva in alcun modo a svegliarsi, sebbene il suo cucciolo stesse cercando di avvertirla abbaiando. Non c’era nient’altro da fare che morderla e manco quello è servito. La donna ha aperto gli occhi soltanto quando Fido ha dovuto strapparle via la pelle dal corpo, deturpandola. In questa maniera, però, è riuscito a salvarle la vita. La conseguenza? Donna viva; cane morto. Sì, perché per l’azione truce l’animale è stato soppresso. Della serie: fai il bene, ottieni il male.

Tornando all’accettazione o non accettazione delle razze di cane nella società e in particolare da parte delle assicurazioni e dei condomini (come di tutti i luoghi pubblici dove soltanto alle persone è permesso accedere), l’uso di tali elenchi non è accettabile ovunque. Anzi, sempre più nazioni stanno cominciando ad aprire la mente e le braccia nei confronti degli animali domestici. In fin dei conti, loro sono pericolosi non per razza (dal momento che è comprovato che le razze odierne di cani sono totalmente ammansite dall’uomo), ma in base al modo in cui vengono educati e addestrati dai loro genitori umani. La medesima situazione avviene con gli uomini: alcuni sono buoni e altri pericolosi, poiché possiedono un background fuori dall’ordinario. Ma le assicurazioni non evitano di fare una polizza di copertura, che ne sappiamo, ai latini americani o ai figli di ex detenuti o agli arabi. Una società non può funzionare sugli stereotipi, altrimenti commetterebbe dei veri e propri crimini d’odio. Perché questo pensiero può valere per gli esseri umani e non per gli animali?

Ora, che esista una sottospecie di lista nera che si basa sui preconcetti ignoranti della gente che non conosce sul serio i cani è indubbio, e abbiamo visto come questa black-list influenzi negativamente tutto il mondo che ci circonda, limitando la qualità del nostro stile di vita in compagnia dei nostri animali domestici. Vediamo, dunque, in breve quali sono le razze canine più odiate e possibilmente evitate dai non appassionati.

Staffordshire Bull Terrier

Persone che odiano i cani: lo Staffordshire Bull Terrier (Foto Unsplash)

Sebbene sia di taglia medio-piccola, lo Staffordshire Bull Terrier a volte può incutere un po’ di timore nelle persone che non lo conosco per niente bene. Infatti, si tratta, contrariamente a quanto possano suggerire le apparenze rudi, di un cane dolcissimo e continuamente in cerca di attenzioni. Se si avvicina a te è semplicemente per chiederti una cosa: tanto, tantissimo amore. Certo, non mancheranno neppure le richieste assidue di cibo (è un gran mangione), ma se lo fa è perché si fida ciecamente di te, sa per istinto che tu gli vuoi bene e non potrai mai fargli del male.

Per via del suo corpo a mattoncino, come un cuscino compresso fatto di muscoli, e della sua mascella larga che sembra fatta davvero in acciaio, questa razza è spesso stata impiegata in passato come cane da guardia. Il problema non è che non funzioni, anzi: sicuramente si sveglierebbe al minimo rumore, ma la sua prima reazione sarebbe quella di saltare in braccio al rapinatore, non morderlo per farlo fuggire via. Lo Staffordshire è un tenerone, fa parte della sua natura e dobbiamo accettarlo così com’è.

Chi non ne ha paura, potrebbe comunque trovarlo antipatico e irritante, poiché (è vero) è molto appiccicoso, delle volte. Non abbassa mai la guardia, soprattutto se tu sei seduto a tavola e ti darà il tormento anche soltanto per una grattatina dietro l’orecchio.

Pit Bull Terrier

Persone che odiano i cani: il Pit Bull Terrier (Foto Unsplash)

Per certi versi è molto simile al suo lontano cugino, lo Staffordshire: infatti anche lui è molto giocoso, forse addirittura più irruento e, per questo motivo, non è proprio il cane ideale da lasciare da solo in compagnia dei bambini più piccoli. Nonostante questo, ha un grande cuore. Se combina un guaio a casa, non lo fa certo per cattiveria, anzi. Si tratta di un neonato a forma di cagnone e perciò lo si deve trattare come tale, dedicandogli tutte le cure e le attenzioni che richiede, per quanto riusciamo a fare.

Il Pit Bull è un po’ più sulla difensiva dello Staffordshire nei confronti della gente estranea, e questo si traduce in una migliore attitudine alla guardia. Se un rapinatore entra in casa, si fa sentire forte, ma non è davvero in grado di fare del male, consapevolmente a qualcuno, che sia esso buono o cattivo. Non importa se viene trattato male o bene, lui sarà sempre in cerca di coccole e voglioso di dimostrare affetto agli esseri umani che gli presteranno un pochino di attenzione in più.

Rottweiler

Persone che odiano i cani: il Rottweiler (Foto Unsplash)

Il Rottweiler è il vero maschio Alpha di casa. La sua nomina, dal punto di vista positivo, è meritata al cento percento. Con la sua mole e le sue incredibili capacità, ma soprattutto con il suo grande coraggio, difende la sua famiglia dai malfattori e fa in modo che viva sicura, sempre. Questo perché ha un carattere duro, fermo e deciso, come un padre padrone che, però, ci tiene realmente ai suoi cari. Sa che il suo compito è chiaro, definito e importante: stare a guardia del benessere degli abitanti della sua casa. Grandi e piccini sono al sicuro nelle sue mani.

Ovviamente, essendo molto protettivo, tende anche alla diffidenza e quindi è sempre meglio adottarne uno fin da piccolo. Non si affeziona subito e fa fatica ad ambientarsi. Se però è cresciuto in casa, fin da quando era un cucciolo, non ci sono problemi. Sarà paziente anche con gli ospiti, magari non molto affettuoso e in vena di palpeggiamenti, ma quantomeno non sarà sgarbato. Si rizzerà in piedi e comincerà ad agitarsi soltanto se qualcuno, in casa oppure fuori, avrà delle cattive intenzioni.

Pastore tedesco

Persone che odiano i cani: il Pastore tedesco (Foto Unsplash)

Il Pastore tedesco è “il cane” per eccellenza, la razza che più di tutte (quantomeno nell’immaginario collettivo degli italiani) rappresenta tutta la specie canina, nell’aspetto, nel carattere e nelle capacità. La caratteristica principale del suo temperamento è la fedeltà. Poi ovviamente è pieno di tantissimi altri punti di forza che lo rendono anche l’animale domestico più popolare nel nostro paese.

Tende a essere vocale, specialmente quando si avvicinano gli estranei, potenziale gente che viene a “seccare” i suoi cani, in presenza di altri cani (lui non ama particolarmente la compagnia di animali simili, poiché potrebbero essere dei rivali) oppure quando si sente molto, molto felice. Nonostante questo, in casa non disturba per niente: la sua infinita tranquillità è uno stimolo per la calma e infonde serenità al resto della famiglia. I membri sanno che, fin quando ci sarà lui, non potrà capitare loro proprio nulla di male.

Il Pastore tedesco è appunto un pastore, un pasciatore professionista che accompagna i suoi cari e li sorveglia per far sì che vivano sempre felici. Non soltanto ci si può fidare ciecamente di lui, ma si sa che egli non lascerà mai i suoi amati umani, non si allontanerà da loro neppure di pochi metri (se non per giocare al riporto, di tanto in tanto).

Le persone lo temono perché è molto forte, grande e intelligente. Se si arrabbia sono cavoli amari, ma arriva a questo punto solamente per proteggersi.

Alaskan Malamute

L’Alaskan Malamute ti conquisterà con le sue disposizioni giocose ed estroverse. Salutano tutti come amici, anche gli estranei e gli ospiti che visitano la sua casa per la prima volta: quindi non sono di certo buoni cani da guardia, ma sono estremamente fedeli alla famiglia e agli amici. I Malamute sono animali da soma e si divertono a passare il tempo con il loro branco umano, insistendo per essere inclusi in tutte le attività che la loro famiglia intraprende. Sono parecchio noti per il loro caratteristico vocalizzo, sebbene non siano troppo rumorosi come animali domestici.

Il temperamento è influenzato da una serie di fattori, tra cui ereditarietà, formazione e socializzazione. I cuccioli con simpatici temperamenti sono curiosi e giocosi, disposti ad avvicinarsi alle persone e ad essere tenuti da loro. Potresti voler adottare il cucciolo in mezzo alla strada, non quello che sta picchiando i suoi compagni di cucciolata o quello che si nasconde in un angolo. Incontra sempre un cane prima di adottarlo, per assicurarti che abbia un temperamento gradevole e con cui ti senti a tuo agio. Incontrare fratelli o altri parenti dei cani è utile anche per valutare come sarà un cucciolo da grande, sebbene non sia sempre una scienza esatta, specialmente se il cucciolo proviene da un rifugio o da un salvataggio.

Come ogni cane, l’Alaska Malamute ha bisogno di una socializzazione precoce (esposizione a molte persone, visioni, suoni ed esperienze diverse) fin da quando è giovane. La socializzazione aiuta a far crescere il tuo cucciolo di Malamute e a trasformarlo in un cane a tutto tondo. Iscriverlo a una scuola materna per cuccioli è un ottimo inizio. Invitare regolarmente i visitatori e portarlo in affollati parchi, negozi che consentono ai cani e passeggiare tranquillamente per incontrare i vicini, lo aiuterà a migliorare le sue abilità sociali.

Chow Chow

Persone che odiano i cani: il Chow Chow (Foto Unsplash)

Alcuni paragonano la disposizione del Chow Chow a quella di un gatto: distaccato, riservato, indipendente, dignitoso, intelligente e testardo.

Nonostante il suo cipiglio, un buon Chow non dovrebbe mai essere aggressivo o timido. I Chows tendono a farsi gli affari propri e di solito non danno problemi. Giocheranno con la loro gente, ma gli estranei non sono di loro interesse a meno che non si avvicinino alla casa del Chow senza invito del suo proprietario – nel qual caso sfiderà il trasgressore. Tuttavia, lascerà che gli estranei lo tocchino se introdotto da uno dei suoi proprietari.

Un Chow Chow deve essere ampiamente socializzato – presentato a nuove persone, cani e situazioni – come un cucciolo se sarà sicuro e rilassato da adulto.

Dobermann Pinscher

Persone che odiano i cani: il Dobermann (Foto Unsplash)

Il Dobermann dovrebbe fare causa all’umanità; e vincerebbe un bel mucchio di soldi, molto probabilmente. La sua immagine è stata inevitabilmente e irrimediabilmente rovinata dalla cattiva pubblicità tramite i media. Nei film il Dobermann è il cane del cattivo; nei cartoni animati è addirittura lui il boss della malavita che vuole uccidere tutti gli altri cani. Lui è il soggetto principale di tutte le storie horror (o quasi tutte) che parlano di animali malvagi. In pratica, lo abbiamo etichettato per bene e senza che lui abbia mai davvero fatto niente contro di noi. Anzi, dal momento in cui entra a far parte di una nuova famiglia e si accomoda a casa (certamente vale la regola della socializzazione, che è uguale per tutte le razze), allora diventa un animale domestico eccellente, impeccabile, un vero modello di perfezione in quanto cucciolo e compagnia di tutti gli uomini, grandi e piccoli.

Chi lo odia, lo giudica unicamente per il suo aspetto e perché è stato altamente male informato dalla televisione. Mai credere troppo a ciò che si guarda in tv, i film sono soltanto una finzione.

Mezzolupo

Essendo che i cani sono i discendenti dei lupi, hanno molti degli stessi tratti e caratteristiche di base in termini di protezione e territorio, ma i cani domestici sono stati allevati selettivamente per migliaia di anni per vivere tra gli umani, quindi le caratteristiche selvatiche sono state notevolmente modificate.

Gli ibridi di lupo avranno generalmente comportamenti del lupo e del cane, ma è del tutto irrealistico aspettarsi che un ibrido si comporti come un cane domestico. L’addestramento non eliminerà mai i comportamenti e le caratteristiche naturali di un lupo o di un ibrido, quindi non sarai mai in grado di sopprimere completamente gli istinti naturali.

I cuccioli accetteranno maggiormente gli umani rispetto agli ibridi adulti. I cuccioli saranno anche più disposti a sottomettersi ai genitori adottivi umani. Dopo aver compiuto circa due anni, i lupi iniziano a sfidare il loro branco, quindi non dare per scontato che un mix lupo / cane non proverà mai a imporre il suo dominio su di te. Gli ibridi vivranno in cattività con gli umani con grande facilità, ma se mostri anche un semplice segno di debolezza, come stanchezza, frustrazione o persino un infortunio, potresti trovarti in una battaglia sul dominio, che può portare a una brutta fine, per te o per l’ibrido. Tra il 1979 e il 1998 sono stati segnalati circa quattordici decessi a causa di cani lupo: sono secondo le statistiche la sesta razza più letale di cane. Ma, come tutte le statistiche sui cani, non puoi prendere questi numeri come parola di Dio o veritiere al cento percento, considerando che può essere difficile distinguere un mix di lupi da un normale mix di cani senza genetica del lupo. Inoltre, bisognerebbe guardare pure caso per caso, per capire se non si fossero ribellati tutti per autodifesa.

Gli studi dimostrano che i cani sterilizzanti riducono i problemi di aggressione e dominanza, ma quando si sterilizza un ibrido, noterai differenze solo durante la stagione degli amori, non durante tutto l’anno.

I cani lupo sono animali molto intelligenti. Quando sono annoiati, possono essere distruttivi. Quando sono sotto-stimolati, possono essere semplicemente maliziosi. Questi cani non sono prevedibili e, se non si ha una buona esperienza, non è consigliabile portare a casa un cucciolo.

Ti consigliamo di dare al tuo ibrido molti esercizi da svolgere, su una base giornaliera. Ti consigliamo di impegnare il tuo cane almeno tre o quattro ore due volte al giorno, suddivise tra mattina e sera, poiché è quando sarà più attivi. Un intenso esercizio fisico contribuirà a ridurre i comportamenti distruttivi e di irritazione (masticazione, scavo, ululato).

Mastino

Persone che odiano i cani: il Mastino (Foto Unsplash)

Il Mastino ideale rappresenta il perfetto connubio tra grandiosità e buona natura, coraggio e docilità. Questi cani sono sempre dignitosi, mai timidi o viziosi.

Un mastino ben socializzato tratta i normali estranei con educato distacco, ma si muoverà tra te e chiunque o qualsiasi cosa gli sembri minacciosa. Normalmente non è necessario, ma se la minaccia continua, pareggeranno la loro risposta secondo necessità. I ladri che sono abbastanza sciocchi o sfortunati da irrompere in una casa con un Mastino se lo troveranno alle spalle, fino a quando un membro della famiglia arriva per chiamare la polizia.

I Mastini non amano il conflitto tra i membri della famiglia e si frapporranno tra i coniugi che litigano o un genitore che punisce un figlio. Sebbene possano sembrare difficili da gestire dall’esterno, il Mastino è un cane sensibile che può diventare timido, impaurito o aggressivo se mal gestito. Non trattare mai il Mastino in modo approssimativo e non consentire a nessun altro, inclusi i bambini, di farlo.

Il temperamento è influenzato da una serie di fattori, tra cui ereditarietà, formazione e socializzazione. I cuccioli con simpatici temperamenti sono curiosi e giocosi, disposti ad avvicinarsi alle persone e ad essere tenuti da loro. Scegli il cucciolo trovato per strada, un randagio, se hai questa opzione. Ovviamente noi siamo sempre in disaccordo con l’acquisto presso negozi, poiché i cuccioli non sono una merce, ma esseri viventi. Se puoi, quindi, salvalo da una condizione degenerante. Sarebbe una svolta per la sua vita, ma anche per la tua.

Incontra almeno uno dei genitori, se puoi (di solito la madre è quella che è disponibile) per scoprire se hanno dei temperamenti gradevoli con cui ti senti a tuo agio. Incontrare fratelli o altri parenti dei cuccioli può, come abbiamo detto anche prima, essere molto utile per capire cose sul suo conto.

La cosa migliore sarebbe quella di farlo giocare fin da subito con altri animali domestici, non per forze tuoi e non per forza cani. Il Mastino deve semplicemente abituarsi ad avere a che fare con altri esseri viventi per imparare fin da subito cos’è il rispetto e come si devono trattare le persone, quando queste, anche solo inavvertitamente, si avvicinano a lui. Un’esperienza all’asilo nido dei cani sarebbe la cosa ideale.

Cane Corso italiano

Persone che odiano i cani: il Cane Corso italiano (Foto Unsplash)

La storia del Corso lo descrive come un cane dal temperamento vigoroso, pronto ad affrontare qualsiasi sfida. Quel tipo di temperamento può essere un’arma a doppio taglio. Con un proprietario fiducioso e coerente che fornisce una buona leadership e impedisce al cane di vagare, il Corso può essere un eccellente cane di famiglia che non è mai eccessivamente aggressivo, ma nelle mani sbagliate può diventare aggressivo ed essere un pericolo per il pubblico. Il Corso è spesso il personaggio di una notizia di cronaca dai risvolti cruenti. Questo dipende però da come viene educato.

Il Corso ideale è docile e affettuoso verso la sua famiglia, compresi i bambini. Per arrivare a quel punto richiede socializzazione e formazione fin dalla tenera età. Questo cane non andrà bene in una casa con chiunque abbia paura o non ami i cani o non sia in grado di gestire un cane di grossa taglia.

Il Corso è altamente intelligente. Combinalo con la sua natura prepotente ed è facile vedere come potrebbe arrivare a dominare la famiglia senza una solida leadership e dei confini ben tratteggiati. Ti metterà alla prova per vedere fino a che punto può andare. È importante fargli sapere fin dall’inizio quali sono le regole e assicurarsi che anche tutti i membri della famiglia comprendano le regole. Istituisci una politica “niente nella vita è gratis” richiedendogli di eseguire un comando come “Siediti” o “Giù” prima di premiarlo con un pasto, dolcetti o un giocattolo.

Una leadership ferma non significa mai colpire il cane, mai. Ciò non solo invia un messaggio sbagliato, ma può anche essere pericoloso con un cane grande e potente. Il sensibile Corso comprende il tono della voce e risponde bene agli elogi e ai premi quando ha fatto qualcosa che ti piace, nonché alle correzioni rapide e ferme e all’applicazione coerente delle regole quando non ti piace quello che sta facendo. Essere calmo, calmo e sicuro di te ti porterà molto più lontano con questo cane piuttosto che un attimo di arrabbiatura. La coerenza gli consentirà di rilassarsi e sapere che sei tu che gestisci la situazione.

Aiuta il giovane Corso a sviluppare la fiducia lasciandogli trascorrere del tempo da solo. Questo tempo può essere trascorso all’aperto in un’area ristretta come un cortile o in un canile o nella sua cuccia mentre sei impegnato in casa e non puoi supervisionare. Stare da solo per periodi diversi gli insegna che da solo non gli succede niente e che comunque tu torni sempre.

Come ogni cane, il Corso ha bisogno di socializzazione precoce, idealmente prima che compia quattro mesi. La socializzazione aiuta a garantire che il cucciolo di Corso cresca fino a diventare un cane a tutto tondo, senza paura per gli estranei, i bambini, gli altri animali o di essere lasciato solo quando necessario. Senza molta esperienza del mondo, può facilmente diventare spaventoso o aggressivo. Più lo socializzi, più sarà in grado di determinare quali sono i comportamenti normali e quali azioni gli richiedono di rispondere in modo protettivo.

Secondo lo standard di razza italiano, il Corso dovrebbe essere indifferente quando viene avvicinato e dovrebbe reagire solo quando è presente una vera minaccia. Il Corso è una razza da lavoro ed è capace di fare il suo dovere anche in condizioni di stress elevato. Un Corso che non riesce a mantenere il suo temperamento dettato in situazioni stressanti è uno con un temperamento errato e sicuramente strani per questa razza.

Grande Danese

Persone che odiano i cani: il Grande Danese (Foto Unsplash)

Un Grande Danese ben educato è uno dei cani più bonari in circolazione. Sono animali domestici gentili, dolci e affettuosi che amano giocare e sono rilassati con i bambini. Hanno un grande desiderio di piacere, il che li rende facili da addestrare. In pratica è un GGG, un grande gigante gentile. Il grande danese vuole essere dove si trova la famiglia. Gli piacciono molto le persone, compresi gli estranei e i bambini, e accolgono i visitatori felici, a meno che non pensino che tu abbia bisogno di difenderti. Quindi possono essere ferocemente protettivi nei tuoi confronti.

Alcuni Danesi sognano di essere (o credono davvero di esserlo) dei cani da pastore, e continueranno a cercare di comportarsi in questa maniera, anche se tu e il tuo giro continuerete a muovervi misteriosamente. Benché siano di buona natura, i Grandi Danesi hanno sicuramente bisogno di una socializzazione precoce, ovviamente già da quando sono giovani. La socializzazione aiuta a far crescere il tuo grande e grosso cucciolo fino a diventare un cane gestibile e accomodante.

Devi fargli fare più passeggiate possibili, non farti spaventare dalla sua grande taglia: non farà mai del male a nessuno. Piuttosto il contrario. Realmente non potresti trovare un cane più buono, anzi: spesso succede che più un cane è grande fisicamente, più il suo animo si rivela docile (un dato di fatto). Fidati di lui almeno quanto lui si fida di te.

Carlino

Persone che odiano i cani: il Carlino (Foto Unsplash)

Non si capisce il perché, eppure è tanto tenero, con chiunque abbia a che fare. Se chiederai a una persona qualsiasi quale sia il cane che meno rappresenta la specie canina, la maggior parte ti risponderà Il Carlino. Un esserino più dolce, affettuoso e giocoso non esiste al mondo: si tratta di una vera e propria bambolina, adattissima anche alla compagnia dei bambini, perché si fa fare davvero qualsiasi cosa. Molti infatti lo scambiano per una specie di Barbie e lo travestono nei modi più assurdi. Non è giusto approfittarsi così di un essere vivente. Questo genere di molestie possono essere paragonate a dei veri e propri maltrattamenti e dovrebbero essere denunciate. Sta di fatto che lui, in qualsiasi caso, non si lamenta, anzi resta sempre lì al tuo fianco per il piacere di trascorrere del tempo in tua compagnia. Non può che ispirare amore un cagnetto del genere. Eppure chi non apprezza i cani apprezza ancora di meno questo e persino chi è amante degli animali non vorrebbe avere a che fare con un Carlino.

Chihuahua

Persone che odiano i cani: il Chihuahua (Foto Unsplash)

Questo è davvero un cane antipatico, va bene. Per chi non lo conoscesse in prima persona, non stiamo affatto offendendo ingiustamente questa razza, anzi: sono gli stessi proprietari di Chihuahua a dichiarare che caratteraccio alle volte insopportabile abbiano questi cuccioli microscopici. Ringhiano a chiunque, sono molto permalosi, vogliono comandare su tutto e su tutti, credono certamente (ma si sbagliano) di essere le belve più grosse e pericolose del mondo, sebbene un loro morso ben assestato potrebbe riuscire a staccarti un dito dalla mano (stai molto attento a come ti rivolgi al tuo cane). In pratica, loro da soli riescono a gettare ombra su tutta la specie canina. C’è però un fatto: anche loro si affezionano molto ai loro padroni. Magari non li vedranno mai realmente come genitori umani, però vorranno loro molto bene, quando si saranno abituati alla loro presenza. Vedranno gli umani che vivono in casa loro come dei fedeli seguaci, né più né meno, ma sarà sufficiente. Per loro questo è amore e, in quanto esseri viventi, anche i Chihuahua hanno il diritto di essere amati (giusto un pochino).

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Simona Strani

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