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Storia del drago: animali leggendari e dove trovarli

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La storia del drago è una vera e propria enciclopedia densa di misticismo e mitologia, che percorre tutte le epoche dell’umanità, dalla preistoria ad oggi.

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Storia del drago: una creatura mitologica dalle grandi proporzioni (Foto Unsplash)

Una delle creature mitologiche che ogni amante del genere fantasy vorrebbe fosse un animale realmente esistente (e non è ancora del tutto attestato che non lo sia) è sicuramente il drago. La storia del drago ha vissuto sempre a braccetto con quella dell’uomo, dall’era preistorica fino ai giorni nostri. Esso è pressoché costantemente presente nella letteratura, nel cinema, nell’arte (persino quella molto antica), nelle favole e in tutti i racconti leggendari ed eroici.

I resti di molte culture sono arrivati a noi tramite frammenti e in molti di essi i draghi sono presenti. Abbiamo la storia del drago di Beowulf, ad esempio, con la quale a tutti gli effetti comincia la nostra conoscenza dell’arcaica civiltà che generò, secoli e secoli dopo, l’attuale cultura anglosassone.

I draghi sono rappresentati come creature davvero straordinarie: a volte sono incredibilmente malvagi, ma per la maggior parte, in realtà, racchiudono in loro le migliori caratteristiche dell’essere umano (saggezza, comprensione emotiva, lungimiranza e sentimenti buoni) insieme a delle dimensioni incredibili, una forza bruta, poteri magici e la capacità di vivere quasi in eterno.

In pratica, il drago spesso e volentieri rappresenta il nostro ideale, ma non è sempre stato così. Anzi, nel passato il drago simboleggiava tutto ciò che di male c’è al mondo. La storia del drago, infatti, ha subito dei cambiamenti, oscillando da una concezione negativa a una smaccatamente positiva, di secolo in secolo, di genere in genere, di religione in religione, di cultura in cultura, da un occhio a un altro.

Per la cultura cinese il drago è una bestia magica potente, ma tradizionalmente positiva; per la cultura cristiana, il drago è una delle rappresentazioni del demonio, e questo perché in una traduzione medievale del “Libro della Rivelazione di Giovanni”, il drago è un elemento decisivo per la distruzione dell’umanità durante l’Apocalisse.

Il drago può essere, alla fine dei conti, qualsiasi cosa desideriamo, soprattutto se siamo degli aspiranti autori di letteratura fantasy e ci vogliamo servire delle antiche creature leggendarie per arricchire il nostro bestiario. Ma sappiate che dietro alla storia del drago si nascondono verità e immaginazioni ben più grandi e profonde. Vale la pena scoprire i suoi misteri.

Storia del drago: breve storia di questa mitologica bestia dal respiro infocato

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Storia del drago: questa bestia ha abitato gli incubi di molte popolazioni (Foto Unsplash)

I draghi sono tra le creature mitologiche più popolari e durature del mondo.

I racconti dei draghi sono noti in molte culture, dalle Americhe all’Europa e dall’India alla Cina. Hanno una storia lunga e ricca in molte forme e continuano a popolare i nostri libri, film e programmi televisivi.

Non è chiaro quando o dove siano emerse per la prima volta storie sui draghi, ma gli enormi serpenti volanti sono stati descritti almeno fin dall’età degli antichi Greci e Sumeri. Per gran parte della storia i draghi erano considerati come qualsiasi altro animale mitico: a volte utili e protettivi, altre volte dannosi e pericolosi.

Ciò cambiò quando il cristianesimo si diffuse in tutto il mondo; i draghi assunsero un’interpretazione decisamente sinistra e arrivarono a rappresentare Satana. In epoca medievale, la maggior parte delle persone che avevano sentito parlare dei draghi li conosceva dalla Bibbia, ed è probabile che la maggior parte dei cristiani all’epoca credesse nell’esistenza letterale dei draghi. Dopotutto, anche Leviathan (l’enorme mostro descritto nel dettaglio nel “Libro di Giobbe”, capitolo 41) assomiglia molto a un drago: descrive il dorso della creatura come coperto da degli scudi sigillati; il respiro emette lampi di luce (molto probabilmente si tratta di fiamme); il fuoco esce dalla sua bocca; dalle narici rivoli di fumo si espandono nell’aria.

La credenza nei draghi era basata non solo sulla leggenda, ma anche su prove concrete, o almeno è quello che la gente pensava molto tempo fa. Per millenni nessuno sapeva cosa pensare riguardo alle ossa giganti che venivano occasionalmente rinvenute in tutto il mondo e i draghi sembravano una scelta logica per le persone che non avevano conoscenza dei dinosauri.

Tutte le diverse razze di creature sputa-fuoco conosciute

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Storia del drago: diverse razze abitano, secondo il mito, su questo pianeta (Foto Unsplash)

Sebbene la maggior parte delle persone possa facilmente immaginare un drago, le idee e le descrizioni dei draghi, a seconda della località e del periodo storico, variano notevolmente. Alcuni draghi hanno le ali; altri no. Alcuni draghi possono parlare o sputare il fuoco dalle loro cavità nasali (o dalla loro bocca); mentre altri non possono. Alcuni sono lunghi solo pochi metri (o qualche centimetro, nel caso di Mushu); altri si estendono per miglia. Alcuni draghi vivono in palazzi sotto l’oceano, mentre altri possono essere trovati solo nelle grotte e all’interno delle montagne (come il terribile e cattivissimo Smaug). Alcuni hanno soltanto la capacità di vivere molto a lungo; mentre altri sono eterni e hanno altri poteri magici, come ad esempio quello di realizzare i desideri (pensiamo al Drago Shenron)

Come afferma l’esperta di usi e costumi folkloristici Carol Rose nel suo libro “Giganti, mostri e draghi: un’enciclopedia di folklore, leggenda e mito”, i draghi hanno caratteristiche prese in prestito da molte altre bestie, come la testa di un elefante in India, quella di un leone o di un rapace in Medio Oriente, o numerose teste di rettili come i serpenti. Il colore del loro corpo può variare da verde, rosso o nero a un più raro e insolito giallo, blu o bianco.

Lo zoologo Karl Shuker descrive una grande varietà di draghi nel suo libro “Dragons: A Natural History”, tra cui serpenti giganti, idre, doccioni e divinità dei draghi, e le varianti più oscure come basilischi, viverne e coccatrici. Alla radice, è un camaleonte: le sue caratteristiche si adattano alle aspettative culturali e letterarie di ogni epoca e regione in cui esso fa la sua apparizione.

Al giorno d’oggi, la figura del drago è divenuta semplicemente una leggenda, che si tramanda attraverso i racconti della letteratura di fantasia, i film di genere epico-eroico e, in particolar modo la costruzione storica delle ambientazioni larp (gioco di ruolo dal vivo), che prendono spunto dal manuale di “Dangeons and Dragons”.

Le origini del drago

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Storia del drago: le origini della leggenda (Foto Unsplash)

La parola “drago” deriva dall’antico termine greco “draconta”, che significa “guardare”, suggerendo che queste bestie avevano il compito di custodire tesori, come montagne di monete d’oro o gemme. Ma questo non ha davvero senso perché una creatura potente come un drago sicuramente non ha bisogno di metalli e pietre preziose per vivere. Probabilmente, l’idea di un drago a guardia di un tesoro è un’immagine soprattutto simbolica: come per incoraggiare i cavalieri a sconfiggere le forze del male, perché in cambio ne avrebbero avuto una ricompensa, sia materiale che spirituale.

I draghi sono uno dei pochi mostri lanciati nella mitologia principalmente come un potente e temibile avversario da uccidere. Non esistono semplicemente per se stessi; esistono in gran parte come un bersaglio per impavidi condottieri o un monito per audaci avventurieri. Altre bestie mitiche come troll, elfi e fate interagiscono con le persone (a volte maliziosamente, a volte in modo servile), ma il loro ruolo principale non è di combattente.

La chiesa cristiana ha creato leggende di santi e giusti che combattono e sconfiggono Satana sotto forma di un drago. Il più celebre di questi fu San Giorgio l’assassino di draghi, che nella leggenda si imbatte in una città minacciata da una terribile bestia. Salva una bella fanciulla, si protegge con il segno della croce e uccide la creatura. I cittadini della città, colpiti dall’impresa di fede e coraggio di San Giorgio, si convertono immediatamente al cristianesimo.

Vincere un drago non era solo un’importante opportunità di carriera per ogni santo, cavaliere o hobbit ambizioso, ma secondo la leggenda era anche un modo per sollevare eserciti. Come notano Michael Page e Robert Ingpen nella loro “Encyclopedia of Things That Never Were”: L’uso dei denti di drago fornisce un metodo semplice per espandere le forze armate di qualsiasi paese. Fu praticato per la prima volta da Cadmus, Re di Tebe. Per prima cosa, decidi dove vuoi che il tuo piano venga realizzato. Ti serve una radura poco attraversata. Lì incidi con degli attrezzi delle impronte che, all’apparenza, potrebbero essere state lasciate da un drago. Diabolico, ma efficace.

Gli studiosi ritengono che la capacità sputa-fuoco dei draghi provenisse da rappresentazioni medievali della bocca dell’inferno; per esempio, dai quadri del pittore olandese Hieronymus Bosch, tra gli altri. L’ingresso all’inferno era spesso raffigurato letteralmente come la bocca di un mostro, con le fiamme e il fumo caratteristici dell’Ade che spuntavano dalle sue cavità. Considerando che all’epoca si credeva non solo all’esistenza letterale dell’inferno, ma anche all’esistenza letterale dei draghi come rappresentazioni sataniche, l’associazione è abbastanza logica.

I draghi esistono realmente?

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Storia del drago: esistono realmente? (Foto Unsplash)

Teologia medievale a parte, poche persone oggi credono nell’esistenza letterale dei draghi, nello stesso modo in cui possono credere nell’esistenza di Bigfoot o del mostro di Loch Ness, per esempio. Il drago (o almeno la versione del drago più familiare agli occidentali) è semplicemente troppo grande e troppo fantastico per essere preso sul serio o in maniera letterale. Nell’era moderna delle immagini satellitari, delle foto e dei video realizzati con lo smartphone, è semplicemente non plausibile l’esistenza di giganti creature alate e sputa-fuoco che abitano le regioni della Terra o cieli invisibili.

Tuttavia, solo pochi secoli fa le voci sui draghi sembravano essere state confermate dai resoconti di testimoni oculari, come quei marinai di ritorno dall’Indonesia che riferivano di aver incontrato mostri marini (i draghi di Komodo, un tipo di lucertola monitor) che possono essere aggressivi, mortali e raggiungere i dieci piedi di lunghezza. In un possibile parallelo ai draghi, in precedenza si credeva che il morso di un drago di Komodo fosse particolarmente mortale a causa di batteri tossici nella sua bocca, anche se quel mito è stato sfatato nel 2013 da un team di ricercatori dell’Università del Queensland che hanno scoperto che le bocche del drago di Komodo non sono più sporche di quelle di altri carnivori. Gli scienziati occidentali hanno verificato l’esistenza del drago di Komodo solo intorno al 1910, ma voci e storie di queste temibili bestie circolavano già da molto prima.

I draghi, in una forma o nell’altra, sono in circolazione da millenni. Attraverso i racconti di narrativa fantasy epica di J.R.R. Tolkien e altri autori famosi, i draghi hanno continuato a eccitare la nostra immaginazione collettiva e, a differenza dei dinosauri che hanno contribuito a ispirare storie su di loro, non mostrano alcun segno di estinzione.

Storia del drago: la sua costante presenza dalle leggende alla cultura popolare

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Storia del drago: dalla mitologia alla nostra cultura popolare di massa (Foto Unsplash)

Il drago è principalmente una delle creature magiche più amate del genere fantasy, qualsiasi sia il suo contenitore. Se per fantasy intendiamo storie non attinenti con la realtà e in cui spesso appaiono personaggi e creature neppure lontanamente verosimili, allora possiamo far rientrare in questo insieme anche le antiche leggende, pervenuteci grazie a degli scritti o a dei racconti orali che nei secoli, giustamente, hanno subito delle importanti modifiche.

Oggi, invece, il genere fantasy ha una struttura ben precisa: si identifica con un modo di narrare dei fatti inventati utilizzando dei topoi classici e arbitrariamente condivisi. Questi topoi possono essere trasmessi in storie raccontate sotto forma di libri, di show televisivi o cinematografici, di videogiochi o di giochi di ruolo (dal vivo o da tavolo). Possono essere comics o seguire un modello di letteratura più classico. Possono anche trovarsi in versi cantati, come quelli che compongono le antiche ballate, o far parte di luoghi comuni che vivono semplicemente nell’immaginazione e nel pensiero collettivo, come idee astratte.

La storia dei draghi, come abbiamo detto comincia qualche millennio fa e abbiamo le prove materiali, come il poema epico di “Beowulf” ancora perfettamente conservato nella Libreria Britannica, che testimoniano la loro presenza nella letteratura arcaica.

Vediamo qualche esempio della caratterizzazione del drago nell’odierna cultura popolare.

Storia del drago nella letteratura

 

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I racconti di Terramare

Il ciclo scritto da Ursula K. Le Guin è ambientato in un mondo dove i draghi non sono altro che una diversa mutazione genetica della stessa specie alla quale apparteneva anche l’uomo. Esseri umani ed esseri draconici non sono altro che due facce della stessa medaglia, ugualmente senzienti e ugualmente inclini sia al bene sia al male.

Lo Hobbit

In questo libro, scritto dallo stesso autore de “Il Signore degli Anelli”, J.R.R. Tolkien, incontriamo lo stereotipo classico del drago nella sua accezione medievale: enorme, potente, senziente ma crudele, mangiatore di uomini, a guardia di tesori, dormiente se non disturbato in quello che è il suo habitat, ossia l’oscurità delle caverne. La creatura in questione è Smaug, che darà del filo da torcere ai nani dei cui tesori si è impossessato.

Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco

I draghi di George R. Martin sono bestie e nient’altro. Anzi, per la precisione sono animali magici già ormai estinti da secoli, che per puro caso ritornano nel mondo, accuditi dalla loro madre adottiva, Daenerys Targaryen, erede di una stirpe anch’essa in via d’estinzione e nella quale scorre (secondo la leggenda) sangue di drago.

Storia del drago nel Cinema

Dragon Heart

Una delle storie più emozionanti di tutto il Cinema di genere fantasy. In questo film il drago è una creatura senziente positiva, che non possiede molte capacità soprannaturali, se non quella di vivere molto a lungo e di essere incredibilmente saggia. Quest’opera fantastica dimostra come, al contrario delle aspettative, spesso la creatura possieda un vero senso di umanità, mentre l’uomo si rivela essere la vera bestia.

Alice in Wonderland

Vi ricordate il ciciarampa? In realtà, il terribile drago inserito nel film di Tim Burton, non era altro che il soggetto di una strana poesia (più che altro una filastrocca) inserita da Lewis Carroll nel suo romanzo per bambini.

Il regno del fuoco

Questo film non tanto famoso del 2002, in cui recitano Christian Bale e Matthew McConaughey, rappresenta i draghi come bestie malvagie e che devono essere abbattute, poiché non fanno altro che seminare morte e distruzione tra le popolazioni degli esseri umani. Una specie di lotta tra la ragione dell’umanità e la natura selvaggia.

Storia del drago nelle serie animate

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Storia del drago: Mushu (gif da Facebook)

Dragon ball

In questo anime, che prima di tutto nasce come manga (fumetto giapponese), il drago è una figura leggendaria. Nessuno crede alla sua esistenza, fino a quando un gruppo di ragazzini dimostra che esso è reale. Secondo un antico mito, esistono sette sfere sparse sul pianeta: su ciascuna di queste sfere è rappresentato un serto numero di stelle, da una a sette. Chi le trova tutte e sette può evocare il grande Drago Shenron, che ha il potere di far realizzare un desiderio. Questa immagine del drago è quella né positiva né negativa tipica della cultura orientale. In pratica, il drago è il loro jin.

La bella addormentata nel bosco

Il film d’animazione della Walt Disney divenne subito un grande classico, poiché già era tratto da una celebre favola per bambini. In questo racconto è la temibile strega Malefica a prendere le sembianze di un drago viola, che sputa fiamme verdi dalla bocca e viene poi ucciso dal principe, che riesce a mettere così la sua bella in salvo.

Mulan

Il drago di Mulan è Mushu, lo spirito che rappresenta il volere degli avi della famiglia Fa, e che accompagna la ragazza nella sua missione, per riuscire a portarle un po’ di fortuna. Infatti, i draghi nell’antica Cina erano animali considerati simboli di buon auspicio.

Storia del drago nei giochi

Dangeons and Dragons

Esistono moltissime razze di draghi nell’universo di D&D e dei giochi di ruolo in generale. Essi sono tutti creature che interagiscono con i giocatori, ma che non vengono generalmente interpretati. Appaiono, ma non definiscono il funzionamento narrativo della storia. Sono inseriti, in genere, come ostacoli sul cammino dei giocatori o delle prove di forza e di coraggio da superare.

Skyrim

Anche in questo gioco, i draghi possono essere incontrati all’interno di una quest (sfida) come ostacoli da combattere e vincere, utilizzando forza e magia, ma anche ingegno e coraggio. Alcuni draghi stanno proprio di fronte alla porta che custodisce lo scopo della nostra missione.

The Witcher

I draghi che il protagonista Geralt Di Rivia incontra lungo il suo cammino sono creature come altre, che vivono per conto loro e cercano di avere meno rapporti possibili con gli esseri umani, che sono i loro bracconieri principali. Anzi, i draghi rappresentano addirittura una specie in via d’estinzione; ed è per questa ragione che Geralt, lo strigo, si rifiuta categoricamente di ucciderli, nonostante sia pagato per farlo.

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Simona Strani