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I gatti capiscono quando stiamo male: lo rivelano i risultati di uno studio scientifico

I gatti capiscono quando stiamo male. Parola di gattara? No, a rivelarlo uno studio scientifico, che ha dimostrato questa ulteriore capacità dei piccoli felini.

I gatti capiscono quando stiamo male
(Foto Adobe Stock)

Con i nostri piccoli amici a quattro zampe è possibile instaurare un rapporto affettivo molto intenso; i sacrifici che vengono fatti per assicurare loro il meglio vengono ampiamente ripagati dal loro affetto. Ma da oggi potremmo dire, egoisticamente parlando, che c’è un motivo in più per dividere con loro lo stesso tetto: i gatti capiscono quando stiamo male.

Questione di chimica

I nostri amici a quattro zampe sembrano avere un sesto senso in relazione a molte cose, tra cui la nostra salute.

malattie comuni pixie bob
(Foto Adobe Stock)

Non è molto frequente, ma nemmeno così raro, che un cane allarmi il suo proprietario, facendogli scoprire un male pericoloso che lo affligge (sull’argomento può interessare la lettura di Scopre di avere un tumore grazie al suo cane).

E i gatti? A quanto pare anche i felini hanno questi poteri magici, riuscendo a comprendere se c’è qualcosa che non va. É forse l’eccessiva suggestione di qualche amante degli animali? Non proprio; o meglio, non si può escludere che gli autori dell’affermazione non lo siano, ma si tratta comunque di un pulpito autorevole: sono le evidenze di uno studio scientifico.

I gatti capiscono quando stiamo male. Questo è il responso dell’esperimento, con dati ben precisi a suffragare la tesi. E non si tratta certo di sesto senso, aurea magica del gatto o quant’altro; la questione è molto più semplice e banale di così: è semplice chimica.

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I gatti capiscono quando stiamo male: i dati dello studio

Lo studio è stato pubblicato dal New England Journal of Medicine, una delle riviste scientifiche più autorevoli dell’intero panorama internazionale: parola di un geriatra del Rhode Island Hospital, uno dei più importanti ospedali statunitensi.

Il gatto nell'anagrafe degli animali d'affezione in Veneto
(Foto Adobe Stock)

E, come detto, si tratta di pura chimica. Lo strumento di rilevazione della malattia è l’olfatto del gatto, che avverte il cambiamento dell’odore nella persona che sta male.

Non è il primo studio a rivelare la grande capacità del felino. I gatti (così come anche i cani) riuscivano a fiutare nei pazienti di un ospedale il tumore alla vescica grazie all’odore dell’urina dei malati. Nella quasi totalità dei casi gli animali avevano azzeccato la diagnosi.

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Non solo olfatto tuttavia: cani e gatti, ad esempio, riuscivano a capire l’imminenza di un attacco epilettico nei pazienti, riuscendo a percepire i movimenti impercettibili del loro corpo. Insomma, i gatti (ed i cani) capiscono quando stiamo male.

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A. S.