Home News Abbandonata alla fine di una fiera del bestiame: l’orrore dell’indifferenza

Abbandonata alla fine di una fiera del bestiame: l’orrore dell’indifferenza

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:36
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l214

Amarezza, sconcerto, rabbia espressi dall’associazione animalista francese L214, nota per le sue inchieste sugli allevamenti d’Oltralpe.

L’associazione ha diramato una fotografia di una povera mucca da latte, stramazzata a terra e abbandonata dagli allevatori e commercianti al termine di una fiera del bestiame che si è svolta domenica scorsa a Rethel, nel dipartimento delle Ardenne, nella parte nord-est del paese.

Il povero esemplare aveva i muscoli e i tendini dei posteriore strappati e non poteva reggersi in piedi. All’indomani della fiera un testimone ha scoperto il povero animale segnalando il caso alle autorità e facendo scoppiare lo scandalo. Per la mucca non c’è stato nulla da fare ed è stata soppressa dopo due giorni dalla fiera.

L214 ha reso noto di aver presentato una denuncia alla Procura di Charleville-Mézières sottolineando che la storia di questa mucca, abbandonata, sofferente nell’indifferenza “riempie di tristezza e di collera”: “Pensiamo a lei, alla solitudine degli ultimi istanti di vita e all’ingiustizia di una società che acconsente a barattare la sua vita in cambio di un pezzo di carne”, scrive l’associazione.

I vertici della L214 hanno poi aggiunto che al di là del decorso che vi sarà per ottenere giustizia in tribunale, la speranza  è quella di arrivare ad un cambiamento nella società affinché apra gli occhi sugli animali.

Profonda indignazione anche per quanto riguarda l’organizzazione stessa della fiera: non solo il commerciante o l’allevatore è responsabile di questa crudeltà, ma la stessa organizzazione che gestisce gli spazi concessi per la manifestazione e gli altri espositori che andando via non si sono accorti della mucca abbandonata a terra o volutamente hanno fatto finta di nulla. Bastava solo segnalare il caso ed evitare 48 ore di sofferenza ad un povero animale già di per sé sfruttato e stressato per gli spostamenti e l’esposizione al mercato, il cui benessere ancora volta non è stato garantito.

Ci si chiede come sia possibile che questo tipo di cose accadano in una società “civile” .