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Abbandoni: quegli appelli ricorrenti sui social che ci ricordano la crudeltà delle persone

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Lui è Giotto non lo vogliono più…
E’ stata abbandonata con i suoi cuccioli, adesso gli stiamo dando da mangiare per strada, ma è pericoloso per loro, facciamo qualcosa.
Siamo disperati non abbiamo più posto dove ospitare i cani.
Abbiamo bisogno di aiuto per stallare i cuccioli.
E’ stato trovato per strada, qualcuno lo riconosce?
Smarrito o abbandonato?
Lo abbiamo portato dal veterinario, non ha il microchip, finirà in canile se nessuno lo adotta.
E’ stato investito, per fortuna se la caverà. Abbiamo bisogno di aiuto per le cure
Cuccioli cercano casa!
Il suo padrone è morto, una vicina se ne sta prendendo cura, ha bisogno di amore
Ha passato la sua vita nel box.
Lo hanno riportato in canile dopo tre giorni dalla sua adozione. Pensava di aver finalmente trovato una famiglia che lo avrebbe amato…
Troppo vecchio, non hanno più tempo da dedicargli, lo hanno portato in canile…
Ma perché le persone non sterilizzano!
Non sopporto più la gente ipocrita.

Appelli su appelli, richieste disperate, volontari e amanti degli animali esasperati. Seguire il mondo degli animali, non è sempre rosa e fiori e tra quei tanti cuccioli regalati a Natale, molti, alla prima difficoltà saranno lasciati soli al loro destino. Frasi, storie, post, fotografie che scorrono ogni giorno, nelle bacheche social di migliaia di persone, con la speranza di donare una nuova vita a piccole creature vittime dell’indifferenza.
Cani maltrattati, sequestrati, abbandonati, cucciolate e randagi: storie che si ripetono senza sosta, come un circolo infinito che non avrà mai fine. Cani trascinati in canile, spaventati e terrorizzati oppure compagni fedeli lasciati legati ad un albero o fatti di scendere di fretta e furia dall’automobile. Motivi futili con i quali ci si libera della responsabilità, di un “problema” come i peli in casa.
Gli animali sono la prova che la crudeltà dell’uomo non ha limiti. La loro innocenza è come uno specchio della sua anima. Eppure, nonostante il lato più criticato dell’animalista estremista, in cerca perenne di giustizia  questi casi invitano sempre ad una riflessione. Tuttavia, in pochi sono disposti a rimettersi in discussione, a dare qualcosa in più per loro.

Adottare o accogliere un animale domestico è un gesto di responsabilità

Prima di prendere un animale domestico in molti paesi come la Svizzera hanno introdotto un “patentino” per i proprietari, per limitare il fenomeno dell’abbandono o come in California dove recentemente è stata  la vendvietataita di animali nei negozi. Troppe volte, sulla scia della commozione o del desiderio c’è chi accoglie un cane, lo regala sotto l’albero di natale con un bel fiocco rosso. Ma c’è chi non aveva fatto i conti con l’impegno da dedicare all’animale e soprattutto con il desiderio superfluo tipico del consumismo di poter utilizzare a proprio piacere, “usa e getta” anche un essere vivente.

In vista della stagione Natalizia, quella invernale in cui tutto tace e sembra essere tornato nella norma dopo l’euforia estiva e ci si raccoglie intorno alla famiglia molte persone stanno pensando ad accogliere un animale. Quello che non sanno è che devono ponderare la scelta. Che sia un cucciolo di razza o un cane adottato, si tratta sempre di un essere vivente che al pari dell’uomo vive di sentimenti, legami e d’amore.

Ci sono numerose pagine e gruppi in rete e sui social network dove addirittura è possibile trovare anche cani in adozione di razza.  Appelli che richiamano le persone alla propria coscienza. In realtà basta poco per cambiare le cose, è sufficiente aprire il cuore e sentire quell’affetto che ci donano e che in parte potrà aiutare a superare ogni ostacolo, con umiltà e rispetto.

C.D