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Abbattimento lupi e cani randagi: la smentita del ministero che conferma strategia di contenimento

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Prosegue la polemica animalista contro il  Piano di conservazione e gestione del lupo messo a punto dal Ministero dell’Ambiente che risponde alle feroci critiche espresse dalle associazioni di tutela animali e ambiente.  Lo stesso Ente di protezione ambiente e animali (Enpa) ha lanciato un’iniziativa sui social, con tanto di allarme per tutelare i cani randagi e i lupi (clicca qui).

Come emerso da una denuncia della Lav, non solo nessun associazione di rilevanza è stata interpellata al tavolo tecnico, ma in una prima bozza del  piano emergeva la possibilità dell’abbattimento selettivo dei lupi per il contenimento della popolazione e quella dei randagi o ibridi cani-lupo.

Il ministero ha replicato, assicurando che nel piano non si fa nessun riferimento all’abbattimento di cani-lupo e randagie e che non vi è una quota fissata a priori quanto invece, precisa nella nota, il numero dei lupi sarà fissato “piuttosto con criteri scientifici una precisa autolimitazione al prelievo, un confine massimo invalicabile di 60 lupi calcolato dagli esperti per garantire una soglia di assoluta sicurezza rispetto all’impatto sulla popolazione”.

“In nessun punto nel Piano d’azione si fa riferimento all’abbattimento di cani-lupo e cani randagi, né all’interno delle aree protette né al di fuori”, ha poi aggiunto il ministero.

Tuttavia, come evidenziato dalle associazioni restano in sospeso alcuni punti. In primis quello collegato al termine “autolimitazione” per cui il Ministero potrà autorizzare deroghe al divieto di prelievo, secondo quanto già previsto dalla Direttiva Habitat e dal decreto 357 del 1997.  In ogni caso viene assicurato che “le eventuali deroghe da valutare e autorizzare caso per caso sulla base di analisi e dati oggettivi, hanno l’obiettivo di mitigare il conflitto sociale, connesso alla coesistenza uomo-lupo: conflitto che in questi anni si è manifestato in molteplici ambiti geografici e che ha concorso all’aumento di episodi di bracconaggio, pur in presenza di un consistente e costante impegno di Amministrazioni pubbliche, associazioni ambientaliste e progetti finanziati dalla Comunità europea per promuovere la conservazione”.

La polemica però non sembra essere superata e dalla Lav, all’Enpa, passando per Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell’ambiente, il Movimento 5 Stelle e alcuni parlamentari del Pd, resta ferma la condanna alla strage dei lupi.

“Gli abbattimenti del lupo controllati, o meglio non a priori, rischiano di essere come le bombe intelligenti in guerra, fatte passare come innocue con un artificio semantico e poi invece, allo stato dei fatti, piombate sugli ospedali”, hanno sostenuto i deputati del M5S in una interrogazione al ministero dell’Ambiente chiedendo l’eliminazione della deroga, definita “senza senso”.

Oggi si svolge l’incontro tra il Ministero dell’ambiente, la Conferenza delle Regioni e il Comitato paritetico per la biodiversità.