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Alghe killer in Florida, migliaia di pesci morti infestano le spiagge – FOTO

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Le alghe killer stanno provocando un disastro ambientale senza precedenti in Florida: hanno già ucciso migliaia e migliaia di animali marini di ogni specie.

La crescita selvaggia di alghe dal colore rossastro sta causando una vera e propria ecatombe lungo le coste della Florida. A morire per via della crescita incontrollata di questi organismi marini sono in migliaia, tra cefali, pesce gatto, lucci di mare, trote, pesci palla, cernie giganti dell’Atlantico e molte altre specie ancora. Anche tartarughe, delfini, granchi, anguille e non solo stanno finendo con il rimanere uccisi dai danni provocati dalle alghe. La cui crescita incontrollata sta portando gravissimi squilibri all’ecosistema locale. Ed il vento e le correnti portano sulla riva migliaia di carcasse.

Colpevole è la specie d’alga ‘Kerenia brevis’, che ha l’aspetto di una pianta ma che secerne delle letali tossine. I pesci sono indotti ad ingoiarle e muoiono per via delle complicazioni neurologiche ed intestinali susseguenti. Gli esperti hanno stimato che un vero e proprio muro d’alghe subacqueo si estende per più di 160 km al largo della Florida. In particolare è la zona sud-occidentale ad essere martoriata in questo modo. Non si sa quanto centri l’azione dell’uomo, che ha sempre dei risultati nefasti sull’ambiente in genere. Sotto accusa ci sono diversi fattori, come l’aumento demografico ed il conseguente utilizzo di scarti agricoli ed industriali.

Alghe killer, c’entra l’uomo come sempre

Il fatto è che della crescita di queste alghe si parlava già nel 1500, stando ai rapporti degli esploratori spagnoli mandati ad esplorare la regione. Ma da ottobre 2017 si assiste ad una crescita mai vista prima, del tutto incontrollata. Dalla misura standard di mille cellule per litro si è arrivati a ben 10 mln a litro, con in alcuni casi anche a 150 mln. Altrove invece sta crescendo un’alga verde, dovuta ad un altro tipo di batterio.

In questo caso è accertato che la colpa è dell’uomo, a causa degli scarti degli allevamenti, che vengono scaricati in mare sotto forma di liquami. A livello burocratico si assiste in pratica ad un immobilismo forzato, per il timore che le attività economiche vengano ulteriormente danneggiate. Ma bisogna rendersi conto che ora l’ambiente sta venendo sistematicamente distrutto di ora in ora, e non si può più aspettare. Già in passato altre emergenze hanno messo a repentaglio flora e fauna in tutto il mondo.