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Allevava migliaia di animali che destinava al mercato illegale per cavie da laboratorio

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Orrore in provincia di Lecce dove la Guardia di Finanza, a seguito di una segnalazione e nel corso di un accertamento per un “deposito abusivo e un allaccio abusivo all’Enel”, ha effettuato un controllo in un casolare nella zona di Torre Rinalda dove si è trovata dinanzi ad una realtà scioccante: un migliaio di animali, tra topi, galline e conigli, detenuti in pessime condizioni, alcuni trovati congelati nelle celle frigo.

I primi sospetti dei finanzieri ricaderebbero sulla possibilità che questi animali fossero destinati al mercato nero delle cavie da laboratorio. Il proprietario del luogo, un uomo di 60 anni, è stato denunciato per maltrattamento e crudeltà sugli animali ma anche per lo stato di abusività della struttura. Tuttavia, le autorità preposte stanno proseguendo le indagini per capire se non vi siano gli estremi con i quali accertare il traffico illecito di cavie da laboratorio in quanto l’uomo arrestato non risulta affatto avere problemi mentali e nella struttura vi erano soprattutto topi, i più utilizzati nei laboratori. Un settore redditizio tanto più se gli esemplari sono giovani tanto che le forze dell’ordine sospettano che gli animali trovati morti nel frigorifero siano stati uccisi, in quanto troppo anziani e non utili alla vendita.

Gli animali sono stati sottoposti a sequestro e trasferiti in strutture adeguate per tutelarli da ritorsioni o possibile vendita in attesa degli sviluppi delle indagini.

Un fatto di cronaca piuttosto raccapricciante che ci mostra una realtà nascosta, lucrativa, di cui sono vittime esseri viventi. Non a caso, proprio dopo il caso di Green hill, l’allevamento di beagle a Montechiari, era stato delineato all’interno di un nuovo Decreto legge nel 2014, il divieto allevamento di animali da laboratorio in Italia.