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La plastica nei mari: eliminare gli effetti devastanti degli imballaggi “usa e getta”

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E’ online la petizione di Greenpeace contro i rifiuti che finiscono in mare. In base ai dati circa 8 milioni di tonnellate di plastica, pari all’80% dell’inquinamento, finiscono in mare provocando un disastro ambientale spesso dimenticato, se non a ridosso della stagione estiva. Un materiale che si rivela una trappola mortale per gli animali.  Immagini scioccanti hanno raccontato l’orrore e la sofferenza  di migliaia di animali appartenenti a specie marine che ogni giorno restano vittime dei rifiuti.

Un vero e proprio disastro che, ricorda Greenpeace, può essere fermato: “L’UE sta rivedendo le Direttive sui rifiuti: è una occasione da non perdere”, scrive la nota organizzazione ambientalista che accende i riflettori sulla plastica usa e getta, denunciando che “riciclarla non basta”.

Una problematica che riguarda molto da vicino la realtà europea in quanto nel Mediterraneo, residui di plastica sono stati trovati nello stomaco di pesci, uccelli marini, tartarughe e cetacei. Una devastazione provocata da microplastiche che distruggono anche i fondali marini e la flora. Per l’organizzazione ambientalista si rivela pertanto necessario un cambio di rotta. Greenpeace Italia ha così avviato una petizione con la quale viene chiesto al Ministro italiano dell’ambiente, Gianluca Galletti “di schierarsi contro l’invasione della plastica, eliminando gli imballaggi usa-e-getta e adottando misure che risolvano il problema della plastica alla fonte”.

Nella petizione, attraverso Galletti, viene pertanto che il governo italiano s’impegni a garantire “la revisione delle norme UE consenta agli Stati Membri di ridurre al minimo la produzione di plastica” ma anche di adottare “tutte le misure utili a ridurre la produzione di plastica e imballaggi usa-e-getta e di incoraggiare le buone pratiche e l’innovazione”.

Sempre Greenpeace ha avviato una petizione contro Cococola , denunciando che la multinazionale “110 miliardi di bottiglie di plastica all’anno”, molte delle quali finiscono in mare.

Proprio quest’anno, è rimbalzata in rete ed è diventata virale l’immagine di un cavalluccio marino con un cotton fioc, finalista all’edizione 2017 del  Wildlife Photographer of the Year award.

C.D.

Per firmare la petizione clicca qui