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Angelo, le Iene di nuovo a Sangineto: parlano due ragazzi che hanno partecipato alla tortura

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Il caso di Angelo, il povero cane bianco ucciso da quattro ragazzi a Sangineto torna sotto i riflettori dopo la polemica esplosa all’indomani del servizio di Nina Palmieri per le Iene, nella puntata andata in onda domenica 24 ottobre su Italia Uno. Il servizio aveva mostrato il volto di una comunità omertosa che si era stretta attorno ai quattro giovani accusati di reato di crudeltà verso animali e che non contenti dell’orrore avevano condiviso il video delle sevizie sui social. In tutta risposta, il Sindaco e una folta rappresentanza di cittadini avevano replicato ai microfoni del Tg3, respingendo le accuse e ricordando di aver fin dall’inizio condannato quel gesto ed episodio definit “gravissimo”, puntando il dito contro la Palmieri che avrebbe dato un’immagine distorta della comunità.

E così, le Iene sono tornate sul posto con un nuovo servizio dell’inviata intitolato “L’animale più crudele è sempre l’uomo”, andato in onda domenica 30 ottobre.

In questo caso, molti cittadini anziché cacciare l’inviata hanno deciso di parlare e prendendo le distanze da quanto emerso nel precedente servizio hanno condannato quanto è stato fatto contro il povero cane. Tuttavia, anche  in questo caso sono state ribadite le critiche contro chi ha messo ala gogna mediatica la località. Ma questa volta la condanna è stata forte contro i quattro giovani che dovranno attendere il processo e scontare la pena per quello che hanno fatto: “Non è mai successo un fatto così grave e nessuno di noi è stato bravo a comunicarlo all’esterno”, ha commentato un cittadino, mentre un altro ha dichiarato che “ognuno di noi ha preso una posizione e ne abbiamo parlato tra di noi”, “forse non l’abbiamo fatto alle telecamere”, aggiunge una ragazza.

Al contempo nel servizio, la Palmieri è finalmente riuscita a confrontarsi con due dei quattro ragazzi, cosa che non era riuscita a fare la scorsa settimana. Luca e Francesco che si sono rifiutati di parlare la scorsa settimana e dai video ritenuti gli esecutori materiali dell’uccione non hanno parlato. Ma Nicholas e Giuseppe hanno chiesto di parlare all’inviata.

Uno dei ragazzi ammette di svegliarsi tutti i giorni pensando allo sbaglio commesso: “Eravamo tutti insiemi poi siamo andati a fare un giro in macchina e andando a raccogliere i pomodori abbiamo incontrato quel cane per strada”, raccontano i due giovani.
Francesco, secondo le testimonianze, avrebbe aizzato i ragazzi dicendo che Angelo infastidiva le pecore e così Luca ha preso il cane e lo ha portato dietro una siepe e hanno fatto quello che è stato filmato, per vendetta.
I due giovani intervistati respingono che sia stato fatto per divertimento. Il fatto che sorprende è perché averlo torturato in quel modo. Il cane scodinzolava mentre era appeso alla corda e nonostante abbiano pensato che era buono, nessuno ha fermato i due uccisori. Luca ha filmato tutta la scena e nessuno si spiega perché lo abbia fatto.
I due ragazzi raccontano che il cane era stato visto la sera prima nel paese e loro stessi hanno interragito con lui, scoprendo che era dolce. Dichiarazioni sconvolgenti che lasciano senza parole, considerando che all’indomani lo hanno ucciso violentemente. Uno dei due ha avuto il coraggio di ammettere di essere stato incuriosito dalla tortura, sottolineando che era “una cosa alla quale non aveva mai assitito”. Raccapricciante affermazione che ci spiega alcune dinamiche psicolgiche che si possono scatenare in situazioni simili.
L’appello finale è un invito a chi fa male agli animali a riflettere sul gesto compiuto e sul fatto che secondo delle ricerche potrebbero farlo anche contro gli umani.

Ecco il link per rivedere la puntata delle Iene del 30 ottobre