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Animali, orso polare ucciso in Norvegia: il turismo insostenibile

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uccisione animali
Orso polare ucciso in Norvegia

Aveva aggredito una guida turistica per questo lo hanno ucciso

E’ una specie in via d’estinzione e il suo habitat è minacciato. Nonostante ciò, gli interessi economici prevalgono sulla loro vita.

Le isole Svalbard, in Norvegia, sono diventate una delle meta del turismo artico, aumentato negli ultimi anni. Nel periodo estivo, di altra stagione decine di navi a settimana,  approdano al porto di Longyearbyen, vicino alle isole Svalbard.

Una situazione che sta diventando insostenibile per cui è inevitabile che si verificano incidenti o incontri indesiderati con la fauna selvatica locale.

A rimetterci ovviamente, sono gli animali. Dall’inquinamento ambientale a quello sonoro oltre che all’invasione del proprio territorio fino all’uccisione.

E’ quanto accaduto la scorsa settimana, dove un orso polare è stato abbattuto da un addetto della sicurezza che era a bordo su una nave da crociera MS Bremen.

Strage fauna selvatica

Secondo quanto viene ricostruito, l’esemplare sarebbe stato abbattuto dopo aver aggredito un altro membro della sicurezza che stava scortando un gruppo di turisti, sbarcati sull’isola più a nord dell’arcipelago.

La compagnia tedesca Hapag Lloyd Cruises, che gestisce la MS Bremen, ha riferito che i due addetti erano in servizio a difesa dei turisti. L’orso polare sarebbe stato ucciso dopo aver attaccato uno dei due uomini, ferendolo alla testa.

L’animale è stato pertanto abbattuto per “autodifesa”. E’ quanto ha sottolineato la portavoce della compagnia navale, Negar Etminan. L’addetto della sicurezza gravemente ferito è stato trasportato d’urgenza in elicottero presso l’ospedale di Longyearbyen, sull’isola di Spitsbergen.

L’uomo non sarebbe in pericolo di vita.

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Turismo dannoso per ecosistema

Ovviamente, il caso ha sollevato l’indignazione in rete. Molti utenti hanno aspramente condannato l’uccisione dell’animale. La compagnia navale, in un’intervista al New York Times si è infatti scusata per quanto accaduto.

“L’azienda è consapevole della sua responsabilità quando viaggia in aree ecologicamente sensibili e rispetta tutti natura e fauna selvatica”, ha dichiarato il portavoce.

Tuttavia, questo caso, dimostrerebbe proprio il contrario. E’ quanto denuncia Jeff Corwin, naturalista ed esperto in conservazione della fauna selvatica.

“Quando sei in questo ecosistema come turista, esploratore o scienziato, hai la responsabilità di seguire i protocolli per assicurarti di essere al sicuro e di non interferire con il comportamento selvaggio degli orsi polari”. Ha sostenuto Corwin.

Evidentemente, i protocolli non sono stati seguiti. In questo caso, perché non armare gli addetti con proiettili a salve o narcotizzanti?

 Tourism…again proving itself to be harmful to wildlife https://t.co/1ebeLpx7x7

C.D.