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Animalista colpito con un’anatra: è polemica in Spagna

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anatra

Paesi che vai, usanza che trovi. Sfortunatamente, spesso e volentieri, molte tradizioni sono collegate a maltrattamenti animali, come le corride in Spagna, la mattanza dei delfini nelle Isole Faroe (clicca qui), fino ai pali con le corse dei cavalli in Italia.

Sempre in Spagna, nel piccolo comune catalano di Roses, nel nord del paese, vi è la tradizione della corsa all’anatra, nell’ambito della quale,  una cinquantina di anatre vengono lanciate in mare e i bagnanti devo sfidarsi a chi si accaparra per primo della povera bestiola. Si tratta di una tradizione che risale al 1918 e che si svolge ogni estate, una domenica di agosto.

Quest’anno, la ricorrenza è stata però aspramente criticata e lo scorso 14 agosto è stata avviata una raccolta firme per bandire la manifestazione. Nell’ambito dell’evento folkloristico vi è stato un confronto piuttosto accesso tra animalisti e partecipanti all’evento: un attivista stava filmando la scena quando, ad un tratto, una bagnante che era riuscita ad acchiappare un’anatra si è avvicinata all’attivista e l’ha poi colpito in testa con l’anatra che reggeva per le zampe.

Il gesto di questa donna è stato ovviamente filmato e condiviso sul web. Nello sfondo si sente il commento dell’uomo che dice “continua a maltrattarla, tanto sto filmando tutto! Un po’ d’empatia per gli animali, anche loro hanno una vita come i tuoi figli e la tua famiglia”. Sulla spiaggia erano presenti altri attivisti che urlavano: “Non lo faresti mai al tuo cane!”.

Il filmato ha raccolto oltre centomila visualizzazioni mentre l’associazione animalista Animal Rescue Espana ha ricordato che il lancio delle anatre provoca “stress, paure, dolore e sofferenza all’animale che riporta anche delle emorragie interne“. Ecco prché in vista del centenario della sua nascita, le associazioni sperano che sia bandita dal piccolo comune di Roses alla frontiera con la Francia, così come la corsa dei tori in Spagna.

Firma anche tu la petizione su Change.org: clicca qui.