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Approda alla Camera il convegno sul patentino per cani

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Patentino per cani anche in Italia per prevenire il randagismo e gli abbandoni

patentino per cani
Cane a spasso

Da diversi anni, il tema degli animali domestici è diventato centrale. Il settore è in crescita nonostante la crisi e gli animali stanno rivestendo un ruolo sempre più importante nelle famiglie e nella società.

Un fenomeno accompagnato da molte problematiche alle quali le istituzioni devono adeguarsi e disporre delle norme per la tutela degli animali che per la sicurezza dei cittadini.

Nonostante sia aumentata la sensibilità per gli animali, nello specifico per i cani, il randagismo e gli abbandoni di animali d’affezione è una realtà persistente in quasi tutto il territorio italiano.

A questo si aggiunge il fenomeno delle aggressioni di cani appartenenti a razze che oggigiorno sono di moda e di tendenza. Razze che hanno una potenza mascellare distruttiva ed estremamente pericolosa per l’uomo. In numerosi paesi, queste razze sono state definite “pericolose” e vietate.

In molti paesi, come la Svizzera o in alcune città come Berlino sono state introdotte delle norme per prevenire sia l’abbandono e di conseguenza il randagismo che le aggressioni tramite un patentino per cani.

Leggi–> Aggressione cani: patentino per “razze pericolose” anche in Italia

Contro l’abbandono e il randagismo, le campagne di sterilizzazioni e di microchip sono state un disincentivo ma non è sufficiente per monitorare e contenere il fenomeno.

“Fatta la legge trovato l’inganno” è un proverbio sempre valido. Non tutti microchippano il cane, non tutti sterilizzano e in alcuni casi, addirittura il microchip viene rimosso dall’animale prima dell’abbandono, provocandole delle ferite. Situazioni di maltrattamento e abusi, casi di negligenza e di totale indifferenza sulle necessità degli animali, lasciati sui balconi, in automobile oppure abbandonati a loro stessi.

Di fronte a questo scenario, diverse associazioni a partire dall’Ordine dei veterinari hanno evidenziato la necessità di introdurre un patentino per cani, ad esempio di altri paesi, in modo da rendere i padroni dei cani più responsabili, informati sulle esigenze degli animali e in modo da controllare la riproduzione incontrollata attraverso la sterilizzazione obbligatoria/tassa sul cane fertile.

E’ quanto sarà presentato alla Camera dei Deputati con la partecipazione dell’On. Margherita Del Sesto – Membro XIII Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati e del Sen. Gianluca Perilli.

Tra i relatori, prenderanno parte, Paola Stollavagli – educatore – istruttore Cinofilo SIUA-Scuola Interazione Uomo Animale, Liliana Carta – referente Gaia Animali & Ambiente Roma , Pierpaolo Cirillo – presidente Animal Aid Italia, Mariangela Corrieri – presidente associazione Gabbie Vuote e Nicola Chiarappa – presidente associazione Leon’s Garden.

Patentino per cani

Potrebbe sembrare una limitazione delle libertà degli individui. Tuttavia, il patentino, così come emerge nella proposta di patentino, intende in realtà essere uno strumento per responsabilizzare il possessore di un animale.

Il tema principale del convegno alla Camera è incentrato sulla modifica dell’ordinanza del pubblicata sulla gazzetta ufficiale n.209 del 06-09-2013 “, Ordinanza contingibile ed urgente concernente la tutela dell’incolumita’ pubblica dall’aggressione dei cani” in materia di ordine pubblico.

Il progetto intende formare le persone che scelgono di accogliere un animale domestico, migliorare la gestione dell’animale e il rapporto uomo/animale.

Uno strumento che contribuirebbe a contrastare i maltrattamenti, abbandoni, incidenti di vario tipo come le aggressioni, a contrastare il commercio illegale, i combattimenti, a sradicare gli allevamenti illegali, nonché a migliorare il controllo anagrafico canino.

Non solo. La modifica intende introdurre l’obbligo di sterilizzazione per chi non svolge l’attività di allevatore. Qualora non siano sterilizzati che sia prevista un’imposta regionale da destinare alle Regioni per combattere il randagismo.

Nella proposta viene inserito un corso formativo obbligatorio in modo da conoscere l’animale domestico, le sue esigenze e responsabilizzare i padroni. Migliorando la comunicazione uomo/animale.

E’ ovvio che si tratta una bozza, di una proposta sulla quale avviare una riflessione da parte delle istituzioni e degli esperti del settore. Che non sian limitante per i cittadini ma che vada incontro sia alla tutela degli animali che anche alla spontaneità di chi desidera prendere un animale d’affezione.

Troppe regole per gli animali

Un tema delicato che deve essere discusso e ponderato evitando gli eccessi. Vi è sempre il rischio di una deriva in tal senso e imponendo delle tasse, si potrebbe ricadere nella classificazione degli animali come bene di lusso, togliendo l’opportunità all’individuo di godere dei benefici di un animale.

Ad oggi è già predisposto un corso formativo per i proprietari dei cani che dovrebbe essere attivato dalle Asl Veterinarie in casi di cani aggressivi o di proprietari inesperti.

Da un punto di vista delle norme attuali, vi sono molti strumenti a disposizione dai quali si dovrebbe partire affinché siano resi efficaci. Il monitoraggio da parte delle istituzioni preposte che non viene effettuato o che non viene applicato in molte realtà dove, ad esempio nei piccoli comuni le persone si conoscono e viene spesso chiuso un occhio sui cani vaganti.

C.D.

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