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Arezzo, maxi-operazione contro polpette avvelenate

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Quello di disseminare di bocconi avvelenati luoghi pubblici e spazi aperti in generale spesso frequentati da animali è una triste consuetudine che purtroppo risulta essere parecchio diffusa, nonostante le tante campagne di sensibilizzazione per cercare di arginare una simile, crudele abitudine. L’ultima battaglia che si prefigge lo scopo di limitare l’ignobile atto da parte dei soliti ignoti di lasciare in maniera strategica le classiche  polpette avvelenate giunge da Arezzo, dove i Carabinieri Forestali sono impegnati in una poderosa battuta volta a scovare i pericolosi manicaretti.

E lo fanno avvalendosi di Titan e Puma, due cani antiveleno da poco in dotazione alle forze dell’ordine. Alcune zone particolarmente soggette al fenomeno e molto frequentate da persone con animali domestici al seguito sono state passate al setaccio: si tratta del Prato, del Parco Giotto e dell’area antistante le scuole Vasari in via Emilia, oltre alla zona verde di Antria, dopo alcune segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine locali. A farne le spese non sono soltanto i consueti cani e gatti, le vittime abituali di questa becera usanza: infatti anche un volatile ci ha lasciato letteralmente le penne, in prossimità di una trappola per topi. La sua carcassa è stata prelevata e data in consegna allIstituto Zooprofilattico Sperimentale, per impedire possibili intossicazioni.

Ed in questo senso il lavoro svolto da Titan e Puma sta risultando veramente prezioso: i due addestratissimi quattrozampe hanno permesso alle forze alle quali sono stati dati in dotazione di individuare già alcuni bocconi avvelenati: i due sono rispettivamente un Labrador maschi ed una femmina di Pastore belga di Malines, entrambi di età molto giovane e con un addestramento ancora da ultimare. Ma a quanto pare, per fortuna va benissimo così.

Un episodio del genere era avvenuto il mese scorso nelle Marche, e precisamente ad Ancona, ma non mancano i precedenti nel resto d’Italia.