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Arriva PAWS, l’intelligenza artificiale per combattere il bracconaggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:48
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Un gruppo di ricercatori dell’università di Harvard ha creato una intelligenza artificiale per aiutare i ranger a fermare il bracconaggio.

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Il ricercatore Milind Tambe con un ranger in una riserva naturale in Cambogia Foto della Università di Harvard

I bracconieri mettono a rischio la sopravvivenza di numerosi animali ovunque sul pianeta. Vi abbiamo parlato di recente qui degli animali in via d’estinzione, che vedono spesso ridursi il loro numero perché i bracconieri li uccidono illegalmente per usare parti del loro corpo nel mercato cinese clandestino.

Abbiamo cercato di capire come la tecnologia possa venire in aiuto degli animali, nella nostra vita di tutti i giorni ma anche nel tutelare le specie in via d’estinzione. Uno di questi usi, sani della tecnologia, è quello fatto dai ricercatori della Facoltà di Ingegneria e Scienze Applicate John A. Paulson di Harvard per venire in aiuto dei ranger.

Il dispositivo sviluppato ad Harvard è il Protection Assistant for Wildlife Security, un’intelligenza artificiale che calcola il rischio di bracconaggio. Questo aiuta i ranger in una riserva naturale a fare i giri di pattuglia nella maniera più efficace possibile.

PAWS, secondo il docente di informatica Gordon McKay, utilizza i dati sul precedente operato dei bracconieri unito a fattori ambientali come la presenza di alberi, il numero degli animali, la topografia e la distanza da sbocchi stradali. Questo serve a prevedere dove i criminali agiranno in futuro, aiutando così i ranger a non disperdere le energie. Il rischio, prima del PAWS, era di pattugliare più aree o aree diverse da quelle effettivamente minacciate.

L’idea del Paws è del 2013 ed è di Milind Tambe che è riuscito a sviluppare questo prototipo che potrà essere utilizzato nelle riserve naturali di tutto il pianeta. Lo strumento verrà usato insieme allo SMART che è uno strumento di monitoraggio e reportistica spaziale, già in dotazione al WWF e alla Wildlife Conservation Society per collezionare i dati sul cattivo operato dei bracconieri. Smart è quindi un raccoglitore di qualcosa già accaduto mentre PAWS serve a prevedere il futuro.

Come funziona PAWS, l’intelligenza artificiale che combatte il bracconaggio

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Pattugliamento di Tambe in Malesia con l’ex studente Fei Fang Foto della Università di Harvard

Lo strumento ideato da Tambe segmenta un’aria a rischio in piccole parti e, basandosi su algoritmi, classifica ogni parte in a basso, medio e alto rischio. Il ricercatore ha sperimentato il dispositivo in origine nel 2016 in Uganda. Lo strumento aveva trovato una zona ad alto rischio che i ranger non erano riusciti a identificare e giunti lì avevano trovato un elefante a cui le zanne erano già state tagliate. Negli esperimenti successivi il PAWS è riuscito a aiutare i rangers nell’eliminare dieci trappole per antilopi piazzate dai bracconieri, salvando così gli animali.

Ora a collaborare con Tambe e i suoi ragazzi c’è Microsoft AI con la quale stanno preparando una versione ancora più efficace dello strumento, che sarà testata inizialmente in circa dieci / venti parchi.

Questo ancora non basta al team di ricerca, che sta lavorando sull’impiego di pattuglie per procurare dei dati ancora più efficienti allo strumento, al quale saranno affiancati anche altri moderni dispositivi come satelliti, droni e telecamere. Il sogno di Tambe è quello di poter applicare PAWS anche a riserve marine e foreste.

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T.F.

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