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Australia: un essere minuscolo salvato dai volontari

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(Facebook)

L’Australia Zoo Wildlife Warriors, un santuario nel Queensland, ha avuto in cura uno dei suoi pazienti più piccoli di sempre. Si tratta di una vicenda di qualche tempo fa. L’animaletto è un minuscolo Acrobata pigmeo, un marsupiale dell’ordine dei Diprotodonti e della famiglia Acrobatidae. Quando si sviluppa, ha le dimensioni di un piccolo topolino: la lunghezza del corpo può variare tra 65 e 80 mm, il peso tra 10 e 14 g. Invece Boop, così lo hanno ribattezzato, pesava meno di un grammo e misurava meno di un pollice di una mano.

Si tratta di un animale dalle abitudini notturne, che si nutre di insetti, larve, nettare e polline. Su Facebook, i volontari che lo hanno salvato hanno scritto: “Con un peso inferiore a 1 grammo, Boop è uno dei pazienti più piccoli dell’Australia Zoo Wildlife Hospital! Dopo essere caduto dalla borsa di sua madre, Boop è sfuggito per fortuna a qualsiasi infortunio. Ora riceverà assistenza 24 ore su 24 da una badante specializzata in fauna selvatica finché non sarà pronto a tornare in libertà. Non è davvero meraviglioso?”. L’immagine postata sul profilo social è divenuta virale con oltre 3mila reazioni e centinaia di condivisioni.

L’amore per un cucciolo di 4 grammi

Come noto, l’Australia non è solo terra di canguri, ma anche di altri marsupiali, piccoli e rari. Come il petauro dello zucchero che una ragazza ha trovato qualche tempo fa, peraltro non sapendo cosa fosse. Ne abbiamo parlato circa un mese fa. La ragazza non aveva idea di che razza di animale avesse tra le mani.

Quando l’animaletto è stato rinvenuto, era minuscolo ma comunque quattro volte più grande di Boop: “Ho trovato questo minuscolo esserino in fin di vita qualche mese fa” -aveva raccontato la giovane – “Accanto a una moneta era circa il doppio, pesava solo 4 grammi. Non avevo la più pallida idea di cosa fosse, così sono andata dal veterinario. Nemmeno lui è stato in grado di riconoscerlo, mi disse che era troppo piccolo e mi diede dei piccoli consigli per nutrirlo e crescerlo”.

Col passare del tempo, il piccolo petauro dello zucchero assomiglia sempre più a uno scoiattolo: “Ero quasi convinta che lo fosse, ma mi sbagliavo. Ripenso sempre al momento in cui l’ho trovato. Se non fossi passata di lì, se non l’avessi raccolto”. Qualche tempo dopo, infine, la ragazza scopre l’identità dell’animaletto.

GM