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Autista dell’autobus investe un cane: la rivolta dei passeggeri

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Ha sollevato una rivolta tra i passeggeri, indignati. Un autista di linea nella città di Mar del Plata in Argentina ha investito involontariamente un cane provocando tuttavia un’aspra discussione.

L’uomo si è giustificato, affermando di non aver visto il cane. Anche se, dalle immagini condivise in rete, tra le quali un video in cui si sentono i passeggeri che attaccano l’autista, i passeggeri non sembrano del tutto d’accordo con la ricostruzione dell’autista: “Usi i freni, deve frenare”, si sente gridare una donna aggiungendo che “ci sarebbe potuto essere un bambino al posto del cane”. Alcuni passeggeri hanno però cercato di difendere l’uomo sostenendo che una frenata improvvisa avrebbe potuto creare dei problemi all’interno del mezzo e magari ferire alcune persone. Un tesi controversa in quanto la zona in cui stava transitando l’autobus era centrale, nei pressi di una scuola e una piazza dove il mezzo doveva rallentare a prescindere dall’animale.

Una discussione animata alla quale hanno preso parte tutti i passeggeri, chi pro e chi contro l’autista. Preoccupati per la sorte del cane, i viaggiatori hanno fatto fermare a tutti i costi il mezzo, per andare a controllare le condizioni dell’animale. Purtroppo, per il cane non vi era più nulla da fare. L’impatto con il mezzo è stato mortale.

Durante la lite, alcuni passeggeri infervorati hanno addirittura minacciato di denunciare l’autista. Mentre altri, piuttosto infastiditi dalla perdita del tempo hanno richiamato all’ordine, ricordando che c’era chi sarebbe arrivato in ritardo a causa del contrattempo.

Le immagini condivise in rete sono diventate virali sui social sudamericani e hanno provocato indignazione. L’unica cosa che emerge è l’umanità che in molte persone è assente. L’indifferenza per una creatura, una delle tante che muoiono nel silenzio, a riflettori spenti, come se la loro vita non avesse importanza.

Ed è quello che alcuni passeggeri hanno cercato di spiegare durante la lite: “Si è una creatura!”.

 

C.D.