Home News Boff abbandonato un anno fa, i responsabili sono ancora impuniti

Boff abbandonato un anno fa, i responsabili sono ancora impuniti

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Il cane Boff aveva dato origine ad una vera e propria sollevazione popolare. Questo tenero cucciolo era stato abbandonato un anno fa dai suoi insensibili ex padroni. E gli utenti sul web che erano venuti a conoscenza della sua storia non hanno avuto dubbi nel condannare questo comportamento. Visto alla stregua di un tradimento vero e proprio. Boff è uno Spinone, trattato come se fosse un oggetto rotto o peggio ancora, un sacchetto dell’immondizia. Scaricato nel parcheggio del cimitero di Boffalora, nel Ticinese, ai primi di agosto del 2016, durante tutto questo tempo la sua storia era stata accompagnata da tanti attestati di affetto. Tutti si auspicavano che le forze dell’ordine trovassero il modo di rintracciare i responsabili per poter fare giustizia. E grazie alle telecamere del circuito chiuso di sicurezza installate nella zona era partita già dodici mesi fa la caccia ad una Smart blu. Si era pure giunti alla perquisizione di un intero condominio a Milano. E tutto è stato spinto pure dal tam tam mediatico su internet. Perché evidentemente la gente ne ha fin sopra ai capelli di leggere tristi notizie relative ad abbandoni. E vedere episodi come questo in cui un cane insegue l’auto del mostro che lo ha tradito è insopportabile.

Il cane Boff adottato, ma dopo un anno chi lo ha abbandonato è ancora libero

Intanto a distanza di un anno il sindaco di Boffalora, Curzio Trezzani, dice che i colpevoli sono ancora senza un volto. Pur avendo fatto tutto il possibile per punire queste persone “che a mio avviso hanno computo un vero e proprio crimine, non abbiamo traccia di loro. Ci siamo avvalsi di 21 segnalazioni, studiandole tutte con attenzione. Purtroppo non siamo riusciti ad identificare la targa della vettura, ma se pure è passato tutto questo tempo, noi non ci arrendiamo e proseguiremo con le nostre indagini”. I vigili urbani di Boffalora hanno chiesto anche la collaborazione dei loro omologhi di città più grandi come Torino, Bologna e Verona. Intanto Boff è stato affidato prima all’associazione animalista ‘G3A’ e poi ad una famiglia che lo ha adottato. Ma tanti altri sono i quattrozampe che vivono la stessa situazione di Boff, e per alcuni di loro purtroppo il finale non è bello.

A.P.