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Botti di Capodanno: cosa fare per tutelare i nostri animali

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Ogni anno fanno discutere le ordinanze comunali con i divieti per limitare l’utilizzo di petardi, dei botti e fuochi di artificio per festeggiare il Capodanno. In realtà, come sempre, sono ben poche le amministrazioni che vigilano sulle violazioni e per questo, le associazioni animaliste a ridosso dell’evento, moltiplicano le campagne di sensibilizzazione sul tema, invitando ad usare strumenti alternativi per i festeggiamenti, per tutelare i nostri compagni a 4zampe.

Dopo il decalogo della Lega Nazionale per la difesa del cane che ha avviato a metà dicembre la campagna “Butta i botti”, con un vademecum per proteggere i nostri pelosi e metterli in sicurezza la sera di Capodanno, anche l’Oipa Italia Onlus, diffonde un piccolo promemoria, ricordando le 10 regole d’oro per limitare i pericoli di fuga, ridurre il rischio di attacchi di panico e il terrore.

1 – Teniamo gli animali il più lontano possibile dai festeggiamenti e dai luoghi in cui i petardi vengono esplosi.

2 – Non lasciamoli soli. Gli animali fobici potrebbero avere reazioni incontrollate e ferirsi, quindi è necessario stare loro vicino, senza esagerare con coccole e carezze. E’ necessario mostrarsi tranquilli e felici, cercando di distrarli, se possibile, con giochi e bocconcini, mostrando che non c’è nulla di cui preoccuparsi.

3 – Non lasciamoli in giardino. Tenere in casa o in un luogo protetto e rassicurante anche gli animali che abitualmente vivono fuori in modo da scongiurare il pericolo di fuga.

4 – Teniamo alto il volume di radio o televisione in modo che venga attutito il rumore dei botti proveniente dall’esterno, chiudendo le finestre e abbassando persiane.

5 – Lasciamo che si rifugi dove preferisce, anche se si tratta di un luogo che normalmente gli è vietato.

6 – Durante le passeggiate teniamoli al guinzaglio, evitando anche di liberarli nelle aree per gli animali per evitare fughe dettate dalla paura. E’ fondamentale non portarli fuori a mezzanotte o nelle ore immediatamente precedenti perché spesso gli scoppi iniziano con anticipo.

7 – Nei mesi precedenti facciamo visitare l’animale da un veterinario comportamentalista che prescriverà la terapia da seguire, sia comportamentale che, nel caso si necessario, farmacologica.

8 – Evitiamo soluzioni fai-da-te somministrando tranquillanti, alcuni sono addirittura controindicati e fanno aumentare lo stato fobico.

9 – Rivolgiamoci ad un veterinario comportamentalista per un processo graduale di desensibilizzazione, esponendo l’animale allo stimolo ad un’intensità progressivamente aumentata quando si trova in uno stato di rilassamento emozionale.

10 – Sensibilizziamo l’opinione pubblica, e soprattutto i bambini, su quanto questi inutili rumori possano essere dannosi per i quattro zampe.

Video emozionale! Prendiamoci cura di loro!