Home News Angeli dei 4 Zampe Bradley Cooper: premiato da Peta per il suo cane Charlie

Bradley Cooper: premiato da Peta per il suo cane Charlie

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L’organizzazione internazionale Peta ha reso omaggio a Bradley Cooper per il suo messaggio animalista

attori amanti dei cani
Bradley Cooper e Lady Gaga con Charlie, nel film “A star is born”

Ogni anno, Peta promuove gli Oscat Awards, gli “oscar” degli animalisti, premiando gli attori e le star del cinema che si sono prodigati a favore degli animali nelle loro azioni o nelle loro opere.

Quest’anno, è toccato all’attore americano Bradley Cooper che ha voluto inserire il proprio cane, Charlie, nel film “A Star i Born”, anziché utilizzare un esemplare addestrato e sfruttato per il cinema o ai fini di qualsiasi altro tipo d’intrattenimento.

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Peta, già nell’ottobre del 2018, commentando l’uscita del film, aveva sottolineato che “se l’adorabile cane di Cooper, amato e felice, irrompe sullo schermo e conquista il cuore degli spettatori, è perché è felice di stare essere con il suo padrone nella vita reale”. Inoltre, Peta ha anche voluto premiare Cooper con l’Oscat per il migliore realizzatore, una categoria alla quale è stato rifiutato per negli Oscar a Los Angeles.

Il simpatico Charlie, un esemplare di razza labradoodle, gioca un ruolo importante nella vita di coppia dei due protagonisti incarnati da Cooper e Lady Gaga.

“Non c’era nepotismo, volevo questo rapporto con il cane. Due protagonisti non hanno un figlio, ma hanno un cane e volevo che facesse parte della loro storia”, ha dichiarato Cooper in un’intervista, precisando di amare i cani.

Il tema dello sfruttamento degli animali ai fini dell’intrattenimento è molto attuale non solo nei circhi, negli zoo, zoomarine, acquari o per il turismo. In passato, Peta ebbe un aspro confronto con i produttori del film “Qua la zampa”, quando fu diffuso in rete un video denuncia riguardo al pericolo al quale fu esposto un cane durante le riprese.

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La storia degli animali sfruttati sui set cinematografici è fatta d’innumerevoli crudeltà e nonostante sia stata regolamentata negli Quaranta del Novecento, fino ad oggi non sono mancati film in cui gli animali sono stati esposti a grossi rischi.

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C.D.
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