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Brambilla: porta un maialino a Montecitorio per svelare gli orrori negli allevamenti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:40
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Michela Brambilla porta il maialino Dior per proporre una legge contro le mutilazioni e altri orrori negli allevamenti intensivi.

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Michela Vittoria Brambilla e il maialino Dior davanti a Montecitorio Foto Instagram

Gli orrori ai quali sono sottoposti gli animali negli allevamenti dovrebbero fare indignare non solo vegetariani e vegani ma anche gli stessi onnivori. Infatti è totalmente incomprensibile come si possa accettare di introdurre nel proprio stomaco della carne di animali che hanno subito violenze fisiche e psicologiche senza pensare che questo non si ripercuota in modo indiretto anche sulla sulla salute di chi la consuma.

Alcuni degli orrori a cui sono sottoposti i maialini sono stati svelati oggi dall’ex ministro Michela Brambilla, che ha presentato anche in Parlamento una proposta di legge. La fondatrice della Lega Italiana Difesa Ambiente Animali (Lida) si scaglia contro i maltrattamenti negli allevamenti e propone una legge più severa e la presenza di videosorveglianza.

Brambilla: porta un maialino a Montecitorio per svelare gli orrori negli allevamenti intensivi

allevamenti in gabbia
Allevamenti di maiali

La Brambilla ha raccontato infatti che grazie a degli infiltrati negli allevamenti intensivi sono stati scoperti i trattamenti a cui sono stati sottoposti questi animali come ad esempio il taglio degli incisivi e della coda senza alcuna anestesia. Anche la castrazione è stata effettuata senza alcuna anestesia. Inoltre questi animali, come le scrofe in allattamento, vivono sempre reclusi in gabbie in cui non hanno possibilità di movimento.

Nessuno di quelli che lavorano in questi posti si mobilita per denunciare questi orrori. Per sensibilizzare e attirare i giornalisti presenti la fondatrice della Lidaa si è presentata davanti al palazzo di Montecitorio con il maialino Dior, La Brambilla ha tenuto a sottolineare che stiamo parlando di creature viventi, che comunque hanno bisogno di rispetto, e non di oggetti.

Si è rivolta poi a tutti i proprietari di animali domestici, come cani e gatti, sempre pronti a battersi per i diritti esclusivamente degli animali che conoscono molto da vicino, perché vivono a stretto contatto con loro. Allo stesso modo queste persone dovrebbero acquistare sensibilità verso tutte le altre creature viventi.

Quello nella maggior parte degli allevamenti intensivi non è solo un problema etico, ma anche un problema igienico. 1,6 milioni di cittadini hanno già firmato per abolire le gabbie negli allevamenti dei suini, che sono più del 90% di tipo intensivo in Italia.

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T.F.

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