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Brambilla e il ruolo degli interessi economici sugli animali nella pandemia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:28
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Gli interessi economici sugli animali hanno avuto un peso nella pandemia da covid 19 nel 2020 e continueranno ad averlo, come prova la vicenda della legge proposta dall’on Brambilla.

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Brambilla e il ruolo degli interessi economici sugli animali nella pandemia (foto di repertorio da @Porta a Porta)

Il modo in cui trattiamo gli animali ha avuto un peso determinante nella pandemia da Covid 19 in questo 2020.

Il primo focolaio a Wuhan sembra essere partito da un mercato dell’umido, dove gli animali vengono venduti vivi o macellati al momento per assenza di abbattitori. Nei mercati dell’umido specie diverse vengono a contatto e un virus può spostarsi più facilmente da un ospite all’altro: già da tempo era stato segnalato dagli scienziati il pericolo di una pandemia, rappresentato anche nel film Contagion.

I mercati dell’umido sono sia poco igienici sia crudeli dato che gli animali vengono lasciati al caldo per ore, in gabbie piccole e nei loro stessi escrementi. Anche il nuovo focolaio di Covid 19 a Pechino sembra essersi originato in un mercato. Non crediamo però che il problema della diffusione del coronavirus legato agli animali sia esclusivamente cinese.

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Gli interessi economici sugli animali dietro la bocciatura della legge dell’on Brambilla legata alla pandemia di Covid 19

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Maria Vittoria Brambilla sugli allevamenti dei visoni e l’epidemia (Foto Pxhere)

Di recente è stato scoperto un nuovo focolaio in un’azienda che macella gli animali a Gütersloh, in Germania, dove ad oggi 19 giugno tra gli operai e i cittadini venuti in contatto con loro i contagiati sono 740.

Nei Paesi Bassi è stato trovato un focolaio tra i visioni di un allevamento anche se non è chiaro se siano stati due operai infetti ad infettare gli animali o viceversa. Questo è costato la vita ai visoni, che già erano destinati a una fine atroce, ed è stato un danno economico per i Paesi Bassi che hanno risarcito gli allevatori. Un caso simile è stato riscontrato in Danimarca.

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Questi casi dovrebbero far ripensare al nostro consumo di carne e soprattutto ad eliminare gli allevamenti di animali utilizzati per pelli e pellicce, come già è avvenuto in altri Paesi. In Olanda c’è già una legge dal 2013 che vieta l’allevamento di animali “da pelliccia” ma con 11 anni di tempo per gli allevatori per dismettere gli allevamenti. Se a questa legge fosse stata data una proroga più breve avremmo evitato il focolaio tra i visoni.

Michela Vittoria Brambilla, una deputata molto attenta ai diritti degli animali e presidente della Leidaa, ha proposto di introdurre nel Decreto Rilancio con l’emendamento numero 23.013 un provvedimento simile a quello olandese. L’emendamento è stato bocciato e la cosa non ci stupisce, data la poca attenzione nel nostro Paese ai diritti degli animali, anche quando sono connessi alla salute umana.

Non si sono voluti turbare “gli interessi costituiti di un’industria non solo non etica, non solo in declino, ma anche potenzialmente pericolosa per la collettività”, è stato il commento della deputata.

Fonte: Ohga!

Teresa Franco