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Brigitte Bardot: “Scoraggiata dall’indifferenza nei riguardi della sofferenza degli animali”

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Ha dedicato la vita alla loro difesa, tutela e salvaguardia, creando una fondazione per continuare a proteggerli e a salvarli, diventando un simbolo in tutto il mondo. La nota attrice Brigitte Bardot da sempre impegnata nella causa per gli la difesa degli animali, presidente della Fondation 30milions d’amis che opera in Francia e nel mondo, ha ammesso di essere scoraggiata dall’indifferenza nei riguardi della sofferenza degli animali.

Dopo oltre quarant’anni di lotta, BB è arrivata ad una triste e amara consolazione dichiarando di aver almeno “fatto di tutto nella vita per tentare l’impossibile”.

 

“Si, sono scoraggiata, perché sto assistendo al declino di un mondo, ma mi consolo dicendomi che ho tentato l’impossibile. Non ci sono leggi che denotano un progresso in tema di protezione degli animali. Tutte le leggi  li sottomettono allo sfruttamento disumano, sempre più costrittive e mortali. Il governo è cieco e sordo, indifferente”, ha dichiarato l’attrice in un’intervista rilasciata alla rivista Animaux Bonheur, riferendosi alle diverse lettere inviate al governo sulle condizioni degli animali negli allevamenti.

“Mi chiedo si i politici hanno ancora un cuore”, ha proseguito la Bardot, prendendo atto al contrario di come la mentalità del popolo si stia invece evolvendo e sensibilizzando nei riguardi della causa animale: “Il fatto che molte persone comuni siano indignate di fronte alla sofferenza degli animali e diventano vegetariani o vegani, è un bellissimo esempio”.

Per l’attrice simbolo degli anni Sessanta, nel futuro non vi sarà spazio per gli animali: “Vedo il mondo del futuro totalmente robotizzato, cementificato, inquinato popolato da esseri che non avranno più nulla a che fare con gli umani dove l’animale sarà totalmente scomparso. L’uomo è l’unico essere nocivo su questo pianeta, distrugge tutto, si appropria di tutto, impiega la sua forza e la sua intelligenza al servizio del disequilibrio della biodiversità che è la nostra sopravvivenza. Affonda la sua forza nella sofferenza degli animali, nel loro sfruttamento. Siamo molto meno civilizzati rispetto a quarant’anni fa, in tutti i settori”.