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Cacciatrice uccise la giraffa, ora spiega: “La sua carne è deliziosa”

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Si torna a parlare di Tess Thompson Talley, la cacciatrice che uccise una giraffa e si fece fotografare, ora spiega: “La sua carne è deliziosa”.

cacciatrice giraffa
(Facebook)

Aveva sollevato un’ondata d’indignazione l’immagine di una donna pubblicata in rete. La donna, Tess Thompson Talley, è una cacciatrice americana. Durante un viaggio in Sud Africa si è così divertita a prendere parte ad una battuta di caccia grossa, uccidendo una grande giraffa. L’accaduto risale al 2017, ma anche nei mesi successivi quella foto aveva fatto molto discutere. Anche oggi si torna a parlare di lei a causa di un’intervista nel corso della quale, di fatto, non solo non ha preso le distanze da quello scatto, ma lo ha rivendicato.

Parla la cacciatrice che uccise la giraffa

La donna è apparsa su “CBS This Morning” e ha spiegato nel corso del programma che “assolutamente” continuerà a cacciare. Le sue parole hanno provocato molto sdegno: “Sono orgogliosa di essere una cacciatrice, e sono orgogliosa di cacciare, e sono orgogliosa di aver ucciso quella giraffa”. Ha quindi sottolineato che per lei quello della caccia è un “hobby” e che ama quello che fa. La Talley, che vive a Odessa, in Texas, ha detto di aver realizzato cuscini decorativi e una custodia per armi da fuoco dalla pelle della giraffa dopo aver mangiato la sua carne “deliziosa”.

Dopo che le sue foto scioccanti su Facebook sono diventate virali, la Talley ha ricevuto numerose minacce di morte. Qualcuno si sarebbe presentato anche sul suo posto di lavoro, accusandola e minacciandola per quello che aveva fatto. Purtroppo la sua non è una passione che non riscuote successo: dati alla mano, negli ultimi 15 anni, la popolazione delle giraffe è diminuita del 40 percento. Una giraffa al giorno viene uccisa e la maggior parte sono trofei di caccia. Fortunatamente, sono stati compiuti progressi per dichiarare le giraffe come parte della legge sulle specie minacciate di estinzione per proteggerle dai cacciatori, dai bracconieri e dalla privazione degli habitat naturali. Ma evidentemente c’è ancora molto da fare da questo punto di vista.

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