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Cane cacciato dalla chiesa, il vescovo approva e lancia una provocazione

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A Cesena un parroco ha cacciato un cane dalla chiesa mentre stava celebrando la messa: in suo sostegno non solo il vescovo.

In Italia, dove gli animali domestici sono tanto numerosi quanto gli umani, stabilire chiaramente se possano entrare in chiesa o meno e in quale circostanze è diventata una questione importante.

cane chiesa
Fonte foto Pxhere Foto a scopo illustrativo

Lo dimostra un episodio accaduto a Cesena. Il parroco della chiesa dell’osservanza, Don Fabrizio Ricci, durante una funzione religiosa ha invitato per ben due volte un uomo a far uscire il suo cane ma l’uomo si è rifiutato, in maniera maleducata da quanto riportato dai presenti.

Cane cacciato dalla chiesa, il vescovo approva il gesto e lancia una provocazione

Chiesa Foto a scopo illustrativo

Il vescovo, Douglas Regattieri, si è schierato in favore del parroco affermando provocatoriamente che nessuno porterebbe un cane a teatro quindi allo stesso modo non è il caso di portarlo in una chiesa perché il cane può provocare scompiglio.

Dello stesso parere è il parroco del Duomo, don Giordano Amati, che ha detto che se si tratta di stare per pochi secondi in chiesa, tenendo il proprio cane in braccio, va bene ma è diverso che un cane rimanga per tutta la messa, magari senza guinzaglio, con una mancanza di rispetto ed igiene per gli altri parrocchiali.

La soluzione secondo don Amati non è neanche quella di mettere dei cartelli che esprimono chiaramente se il cane può entrare in chiesa ma bisognerebbe affidarsi al buon senso della gente. Una visione forse troppo ottimistica quella del parroco in un Paese nel quale anche di fronte a dei chiari divieti i cittadini tendono ad agire di testa propria.

Quindi affidarsi esclusivamente al buon senso e all’educazione non è la migliore delle strategie. Quello che servirebbe invece sono due cose: da un lato una chiara normativa e dall’altro una questione che il nostro sito appoggia da tempo cioè quello di un patentino per il possesso dei cani.

Con il patentino infatti si porterebbe i proprietari dei cani ad abituare il loro animale a dei comportamenti adeguati in nuovo pubblico come non sporcare, non non abbaiare e non importunare altri umani e animali. Questo potrebbe permettere tranquillamente la convivenza tra umani e animali, tranne in dei casi eccezionali in cui ci sia la presenza di soggetti allergici ai cani.

Intanto che aspettiamo questa normativa, che forse data la lentezza del nostro Paese su alcuni argomenti, non arriverà mai, dovrebbe essere la Chiesa a prendere una decisione uguale per tutti. Attualmente tocca al parroco stabilire se il cane possa entrare o meno in chiesa e dovrebbe segnalarlo idealmente con un apposito cartello.

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T. F.

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