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Cane sopravvive alle torture di un gruppo di narcos messicani

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perro
Pay de limónè

Il connubio criminalità e violenza sugli animali è all’ordine del giorno tra bande organizzate che organizzano combattimenti illegali di vario tipo, alle giro di scommesse illegali nelle corse dei cavalli, per non parlare di una moltitudine di casi che restano sconosciuti.

Un tenero cane di nome Pay de limónè stato trovato in condizioni disperate nell’agosto del 2012 dopo aver subito le peggiori torture da un gruppo di narcos appartenenti ad un cartello messicano. All’epoca era solo un cucciolo di 10 mesi che aveva solo visto gli orrori.

L’animale è sopravvissuto miracolosamente alle ferite inflitte e grazie ad una segnalazione anonima è stato accolto in un rifugio di Città del Messico dove gli operatori hanno fatto il tutto per tutto per salvarlo e regalargli una vita migliore.

Il cane a distanza di diversi anni ha finalmente ritrovato la vita grazie ad un paio di protesti realizzate appositamente per le sue zampe anteriori che gli erano state amputate dai criminali. Secondo le indagini, i criminali avevano inflitto al cane le torture che avrebbe fatto alle persone, ovvero una sorta di addestramento per i novelli che volevano entrare a far parte del cartello. Si tratta di costumi piuttosto diffusi e anche nel resto del mondo, spesso gli animali sono vittime di rituali iniziatici per bande criminali con i quali si testa la crudeltà di un membro.

Per curare Pay de limónè è stato necessario trasferirlo presso un centro di Washington, specializzato nelle costruzione di protesi per animali in modo che l’esemplare potesse tornare a camminare. Ci sono voluti diversi mesi per abituare il cane alle protesi e insegnarli a camminare di nuovo.

La storia di Pay de limónè è diventata un simbolo della lotta ai cartelli messicani e recentemente, questo dolcissimo esemplare è stato accolto alla Camera dei Deputati del Messico nell’ambito della presentazione dell’Animal Welfare Act, ovvero la nuova legge sul benessere degli animali, promossa attraverso una serie di iniziative di cittadini, stanchi della violenza contro gli animali.

Il Messico è un dei paesi dove si registra il più alto tasso di abbandoni e di conseguenza di randagi, arrivando fino a 16milioni di cani vaganti. La nuova legge prevede la sterilizzazione obbligatoria dei randagi, la creazione di un’anagrafe canina nazionale e un ente di protezione degli animali che provveda a monitorare dei centri operativi per il controllo di epidemie come la rabbia e a realizzare centri di riabilitazione per gli animali.

Inoltre, la nuova legge introduce pene più severe per “gli abusi e crudeltà sugli animali” e “vieta dissezione animale nelle scuole, l’uso di animali negli intrattenimenti o come attrattiva per le strade urbane”.