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Cani aggressivi: bisogna fare attenzione ai parchi per animali

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Cani aggressivi: bisogna fare attenzione ai parchi per animali. Le parole dell’esperto. La socializzazione è qualcosa di complesso, spiega. Il dibattito nelle città.

cani aggressivi
(Pixabay)

Dall’Australia, arriva l’opinione di un esperto canino rispetto ai comportamenti degli amici a quattro zampe che sicuramente susciterà polemiche. Steve Austin sostiene infatti che i cani senza guinzagli lasciati liberi nei parchi mettano a rischio gli australiani vulnerabili e i nostri animali domestici. I loro comportamenti, dice infatti l’esperto, sono imprevedibili. Sa che la sua opinione risulta impopolare, tuttavia, crede che sia necessario promuovere il cambiamento dopo che alcuni mastini hanno lasciato due bambini gravemente feriti e uno morto in quattro giorni. In Italia, il dibattito sulla pericolosità dei cani è riesploso dopo la tragedia di Flero.

“Qualcosa non è giusto e dobbiamo tornare indietro e guardare a quello che stiamo facendo con i nostri cani”, ha detto Austin. L’esperto di addestramento canino ritiene che una parte fondamentale di questo riesame delle nostre relazioni con i cani sia la “socializzazione” – ovvero l’addestramento dei cani a comportarsi e comprendere il mondo che li circonda. Argomenta meglio l’addestratore: “Un grosso problema con i parchi per cani, ora che sono così popolari, è che i proprietari credono che portare il loro cane in una zona dove può essere liberato dal guinzaglio e lasciarlo correre dappertutto è un’adeguata socializzazione”. E ricorda: “Ma portare il tuo cane al parco rappresenta solo circa il 5% della formazione e socializzazione”.

Cani aggressivi: la loro socializzazione è un processo complesso

Austin si spiega meglio: “La socializzazione è in realtà un processo onnicomprensivo, di cui il 95 per cento riguarda il permettere al tuo cane di sperimentare le normali cose di tutti i giorni come autobus, bambini, affollati centri commerciali all’aperto, giri in macchina e così via”. L’addestratore ritiene anche che i parchi siano pericolosi anche per i bambini e per i cani ben educati: “Molte persone sono responsabili, ma non puoi controllare quali sono gli altri proprietari. Le persone spesso non prestano attenzione a ciò che il loro cane sta facendo”. Austin ritiene che la soluzione sia l’introduzione di semplici test comportamentali, gestiti da consigli comunali o volontari della comunità, che consentano al cucciolo di svolgere compiti semplici.

Ha detto che idee simili sono state sperimentate per proteggere la fauna nei parchi nazionali australiani con grande successo. “Dieci anni fa, lasciavamo andare i cani ovunque e a nessuno importava”, spiega Austin. Ma ora i tempi sono decisamente cambiati. Qualche ora fa, ad esempio, un bambino di tre anni ha avuto una parte del suo orecchio strappata da un alano. Oppure Kamillah Jones, un bambino di un anno, era in un passeggino nella città di Inverell, nel New South Wales, quando un rottweiler l’ha attaccata. Fu portata di corsa all’ospedale distrettuale di Inverell in un’ambulanza, ma le sue ferite furono così gravi da non poter essere salvata.

Parchi per cani: il dibattito nelle città

A Sidney, ci sono delle forme di stretto controllo nei parchi per fare in modo che i proprietari tengano sotto controllo i loro cani. Ha evidenziato: “L’esercizio all’aperto giova anche ai proprietari, con i parchi per cani che riuniscono persone e comunità”. Poi ha aggiunto: “Avere accesso a spazi adatti ai cani è importante per i proprietari di animali domestici, in particolare nelle zone del centro città con abitazioni ad alta densità dove i cani non hanno molto spazio per girare liberi”. Se è vero questo, comunque altrettanto seriamente vanno presi gli attacchi di cani, come spiega una portavoce della città di Melbourne.

GM