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Cani da quartiere: così un paese del Sud Italia combatte il randagismo

Un comune del Sud Italia ha fatto nascere i “cani da quartiere”: un progetto che vuole andare a combattere il randagismo a 360°.

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Il progetto Cani da quartiere per proteggerli dal randagismo (Fonte Facebook)

Molto spesso è vero che la politica compie delle promesse che poi, una volta magari strappata la vittoria, non mantiene. Ovviamente non tutta la politica e non ci vorremo mai legare ai luoghi comuni che vedono ogni politico come un farabutto. Non è così, perché ci sono ancora tanti grandi esempi di amministrazione anche in giro per l’Italia. Esempi che dovrebbero essere seguiti senza se e senza ma.

Esempi che non volgono solo nell’interesse dell’essere umano, ma anche dei nostri amici a quattro zampe che devono avere tutele, cure e persone che pensino anche al loro stato di salute e di vita in generale. Per far ciò, però, le istituzioni si devono impegnare nelle loro promesse elettorali, le stesse che narravamo in precedenza.

Qualcuno, però, le ha rispettate in pieno. Non lo rispettate, ma messe addirittura in atto prima del previsto. O meglio: prima di fine mandato, quando tutti sembrano volere accaparrarsi dei voti per essere rieletti. Parliamo di un piccolo comune del Sud Italia, che per combattere il fenomeno del randagismo ha instituito un progetto che si va a rifare ai “cani da quartiere”. Così che tutti possano vivere in armonia con l’ambiente circostante, in tutto e per tutto.

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Il randagismo si combatte con i cani da quartiere: il sindaco di Giffoni Sei Casali mantiene la promessa

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Il sindaco Francesco Munno, che ha voluto in prima persona realizzare il progetto (Fonte Facebook)

Proteggere i nostri amici a quattro zampe e farli sentire al sicuro è un atto, non solo di rispetto nei loro confronti, ma verso la dignità dell’essere umano stesso e del quieto vivere. Vuol dire entrare in empatia con ciò che non conosciamo ma che, comunque, ci sta a cuore.

E oggi parliamo di un grandissimo progetto messo a punto da Francesco Munno, primo cittadino di Giffoni Sei Casali, piccolo comune in provincia di Salerno, esattamente in Campania. Arriva quindi dal Sud Italia il progetto che vede annullare, completamente, il randagismo per favorire l’inserimento dei cani da quartiere.

I cani sono senza padrone, questo è ovvio. Ma sono anche di “quartiere”. Un ambulatorio concesso in comodato d’uso gratuito proprio dal sindaco. A parlare è Gerardo Pareggio, direttore del distretto 68 dell’Als: “Avere una struttura di questo genere, gratuita, ci permette di rintracciare tantissimi cani, per poi mettere in pratica le due misure più richieste: microchip e sterilizzazione, che fermano il fenomeno del randagismo più di quanto si possa pensare. Un fenomeno che porta a tantissime complicanze”.

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A parlare, anche se in modo schivo, per la tanta generosità e umiltà messa in campo, è stato anche il sindaco stesso. Quest’ultimo ha dichiarato: “Siamo fieri di aver dato ai cittadini e ai nostri amici a quattro zampe una soluzione al randagismo, con un presidio, ufficiale, rivolto alla cura, al benessere e un’eventuale adozione di cani e gatti bisognosi soprattutto d’affetto, da una vita in mezzo alla strada”.

Insomma, un progetto che prende piede e si sviluppa grazie al concetto di collaborazione gli uni con gli altri. Le istituzioni assieme ai cittadini, come dovrebbe essere, sempre, in una società che funziona e che punta al raggiungimento del bene dell’intera comunità, composta da umani e animali.

Davide Garritano