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Cani malnutriti e non curati: la Cassazione applica una sentenza choc

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:16
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Le autorità hanno accertato che i cani detenuti da due uomini erano malnutriti e non curati: ecco cosa ha deciso la Cassazione per loro.

Cani malnutriti non curati
La sentenza della Cassazione per due uomini i cui cani erano malnutriti e non curati. (Foto Torange)

Per due uomini era stata decisa la condanna alla pena di due mesi di reclusione ciascuno per aver compiuto il reato di abbandono degli animali, indicato nell’art. 727 del codice penale. I due uomini si sono resi colpevoli di aver detenuto 14 pitbull in gabbie prive di riparo, spesso senza nutrirli o fornire loro dell’acqua.

Cani malnutriti e non curati: la motivazione alla sentenza della Cassazione

Pitbull malnutriti e non curati: ecco cosa ha deciso la Cassazione per i loro proprietari (Foto Pixabay).

I due uomini erano ricorsi in Cassazione lamentandosi del giudizio della Corte di Appello. I due sostenevano infatti la mancata valutazione delle prove a loro discolpa, affermando che gli agenti avrebbero verificato le condizioni degli animali con superficialità, fino ad aver identificato in modo erroneo il sesso di uno dei cani.

La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile con l’ordinanza n. 14608/2020. Secondo i giudici infatti la difesa avrebbe tralasciato totalmente i rilievi del Collegio distrettuale che evidenziavano i comportamenti lesivi nei confronti dei cani.

I cani erano legati a catene corte non scorrevoli e le gabbie, esposte al caldo e al freddo, erano anche fatte di una lamiera sporgente che ha provocato tagli agli animali, che non erano in una condizione igienica adeguata. Ad alcuni di essi non era stata fornita la ciotola per il cibo mentre altri cani avevano patologie come il prolasso dell’ano o la mastite.

Per questi motivi la Cassazione ha confermato il giudizio della Corte d’Appello, configurando il reato come abbandono di animali (e non come maltrattamento sugli animali) poiché quella degli imputati è stata ritenuta unacondotta che incide sulla sensibilità delle bestie, tanto più se detenute in condizioni di cattività, provocando loro dolore e sofferenza”.

Gli animali erano stati immediatamente sequestrati e affidati al canile sanitario che, dopo le cure, ha trovato per loro delle famiglie disposte ad adottarli.

Fonte Responsabilecivile.it

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Teresa Franco