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Cani randagi, in Thailandia fanno da ‘sorveglianti’ contro il crimine

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Cani randagi muniti di telecamere per facilitare la sorveglianza delle città più esposte al crimine: l’idea sperimentata in Thailandia.

Non è mai un buon momento quando sei un cane da strada. E questo è particolarmente vero in Thailandia, dove gli animali sparsi nel contesto urbano sono spesso visti come una piaga da debellare. Con più di 70.000 cani randagi nati per le strade ogni anno, molte città del paese asiatico ricorrono a misure drastiche per far si che questo numero venga ridotto. E spesso si tratta di metodi cruenti come l’avvelenamento od altri efferati atti di crudeltà. Ma in Thailandia c’è da fare i conti anche con un altro grosso problema sociale, in particolare in centri di grossa attrattiva per i turisti come Bangkok, Pattaya e Phuket. Si tratta della criminalità. Per cui si è pensato bene di usare un problema per risolverne un altro.

È infatti allo studio un progetto attraverso il quale munire i cani randagi con telecamere di piccolissime dimensioni. Questo servirà a sorvegliare le strade, coprendo ogni angolo del contesto urbano. Il piano ha preso ufficialmente il via a marzo 2017 ed è stato sviluppato dall’agenzia di pubblicità Cheil, una filiale della nota azienda sudcoreana Samsung. Da allora, il gruppo ha munito molti cani randagi con giubbotti speciali dotati di minuscole telecamere nascoste, collaborando anche con un’organizzazione di soccorso per cani di strada chiamata Soi Dog Foundation.

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“Questi animali non sono diversi da quelli che ospitiamo nelle nostre case”, ha detto alla Reuters Pakornkrit Khantaprap, un membro del team che ha avuto l’idea. “Volevamo creare uno strumento in grado di mostrare l’aspetto positivo che i cani randagi possono comportare. Questi animali possono essere degli ottimi guardiani notturni, quindi è da lì che è nata l’idea di apportare un notevole beneficio alla comunità”. Le telecamere comunque non sono in funzione 24 ore su 24.

Si attivano solo quando il cane in questione abbaia con una certa insistenza. A volte si tratta soltanto di un semplice battibecco tra simili. Ma è capitato in altre occasioni che un quattrozampe riprendesse delle immagini di una rapina o di un omicidio. Ad ogni modo, questa trovata si sta dimostrando più efficace nel salvare la vita di questi animali. Specialmente in una società come quella asiatica in generale che ritiene i cani randagi dei parassiti. Anche in Italia il randagismo è considerato un problema. E per il quale molte volte non c’è la volontà di volerlo affrontare.

A.P.