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Carol Adams: “Così la società ha legalizzato l’oppressione degli animali”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:15
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L’attivista Carol Adams, autrice di Carne da macello – La politica sessuale della carne, svela come la società ha legalizzato l’oppressione degli animali.

allevamenti in gabbia
Allevamenti di maiali

In Italia è finalmente disponibile un testo fondamentale sui diritti degli animali, che spiega come siamo condizionati dalla società a pensare agli animali come esseri di serie B. Il libro è Carne da Macello, di Carol Adams.

Pubblicato per la prima volta nel 1990, The Sexual Politics of Meat (il titolo originale del libro, che tradotto significa La politica sessuale della carne) è un testo di riferimento nei dibattiti in corso sui diritti degli animali. Nei due decenni successivi, il libro ha ispirato polemiche e un acceso dibattito.

Viviamo in una cultura che ha istituzionalizzato l’oppressione degli animali attraverso la nostra lingua” ha dichiarato Carol Adams al Corriere della Sera. Una prova? Mangiamo carne di animali morti, quindi di cadaveri. Se parliamo del nutrimento degli avvoltoi, usiamo l’espressione “mangiano cadaveri” o “carcasse” ma per riferirci al nostro usiamo l’espressione “consumo di carne“, quasi per nobilitare il gesto e per non nominare l’animale ucciso, alleggerendoci la coscienza.

Carol Adams, Carne da macello – La politica sessuale della carne: “Così la cultura machista ha legalizzato l’oppressione degli animali”

allevamento intensivo
Un fattore dentro il suo allevamento intensivo di polli Foto dal web

La Politica sessuale della carne sostiene che ciò che, o più precisamente chi mangiamo, è determinato dalla politica patriarcale della nostra cultura e che “i messaggi visivi e verbali nella cultura popolare e nella nostra società”, tra cui gli spot pubblicitari, “associano il mangiar carne e il machismo“.

Viviamo in un mondo in cui gli uomini hanno ancora un notevole potere sulle donne, sia in pubblico che in privato. Carol Adams sostiene che la politica di genere è indissolubilmente legata al modo in cui vediamo gli animali, in particolare gli animali che vengono consumati.

Sempre al Corriere della Sera l’autrice ha dichiarato: “Per quanto riguarda le femministe,  le invito a scoprire come funziona la coscienza femminista, che ci aiuta ad affrontare il problema del consumo di cibo proveniente da animali femmine viventi“. Non solo c’è un problema etico nel separare un vitello da una mucca affinché il suo latte sia destinato a noi umani, ma anche come vengono trattate le mucche (e i vitelli).

L’attivista sostiene che il vegetarismo e la lotta per i diritti degli animali si adattano perfettamente al lavoro per migliorare la vita delle persone senza diritti e sofferenti, sotto l’ampio ombrello dell’attivismo compassionevole. La Adams non fa parte di quella cerchia che ha a cuore solo il destino degli animali, ma tutte le specie viventi compresa quella umana. Combatte da anni contro la violenza domestica e il razzismo, temi più che mai attuali, e in favore dei senzatetto.

In occasione del 20° anniversario è stata stampata una nuova edizione che include una nuova prefazione dell’autrice che discute dei nuovi sviluppi nel settore e risponde ad alcuni dei suoi critici.

Il notevole ritardo con cui Carne da macello è stato tradotto e stampato in Italia è simbolico del ritardo della sensibilità su temi come il vegetarianismo e il veganesimo nel nostro Paese ma anche un segno positivo che qualcosa sta finalmente cambiando.

Dovremmo cambiare stile alimentare solo per motivi etici? No. Diversi studi hanno dimostrato che le proteine vegetali sono migliori di quelle animali e che una dieta vegana, anzi meglio vegetariana, aiuta a tutelare l’ambiente.

Fonti: Corriere della Sera e Bloomsbury