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Censimento obbligatorio degli animali domestici: per proteggere loro e noi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:14
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Il censimento obbligatorio degli animali domestici è uno strumento utile per proteggere loro da diversi pericoli e anche noi: come funziona e prime multe.

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Censimento obbligatorio per animali domestici, che cos’è e a cosa serve: scattano le prime multe (Foto Getty Images e Pixabay)

Il censimento degli animali è uno strumento utile per identificare quanti animali domestici sono presenti in un determinato territorio, che a livello locale è il Comune mentre a livello nazionale è l’intero Paese.

I principali destinatari del censimento sono i gatti e i cani, che sono gli animali domestici che escono, da soli con i loro proprietari, per le strade della zona in cui vivono. Il censimento serve non solo a conoscere quanti animali sono presenti ma è uno strumento utile per sapere come vengono trattati e quindi per ridurre i casi di maltrattamento sugli animali.

Censimento obbligatorio degli animali domestici: i pericoli per animali e umani e le prime multe

censimento obbligatorio cani e gatti
Censimento obbligatorio per cani e gatti: come protegge noi e loro (Foto Pixabay)

 

Molti animali accedono, con pericolo per loro e per i residenti, in zone in cui non dovrebbero. Alcune persone poi detengono animali illegalmente senza prendere le misure necessarie per la propria sicurezza e per quella degli altri, come nel caso dei serpenti.

I cani devono essere iscritti all’anagrafe canina ed avere impiantato il microchip mentre per i gatti l’obbligo del microchip è per ora presente solo in Lombardia. Tuttavia il microchip serve a gatti e furetti per viaggiare e non solo, come spieghiamo nell’articolo Bonus economici: serve il pet passport o passaporto per animali domestici.

Un’operazione di censimento degli animali è stata effettuata dalla Polizia Locale di Arona. Gli agenti hanno fatto 146 interventi e in 20 casi hanno dovuto fare una multa ai proprietari di animali domestici. Le trasgressioni principali sono state la mancata registrazione dell’animale all’anagrafe canina, la mancata vaccinazione e non aver messo la museruola ai cani potenzialmente pericolosi in uno spazio pubblico.

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Teresa Franco