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Centopercentoanimalisti, ancora una assoluzione per i manifestanti anti-visone

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Foto: centopercentoanimalisti
Foto: Facebook, Centopercentoanimalisti

Sono state tutte assolte le cinque persone riconducibili al noto movimento ‘Centopercentoanimalisti’ che avevano ricevuto delle contestazioni per aver commesso i reati di minacce aggravate, ingiuria e danneggiamento. I fatti risalivano al 2011, e dopo cinque anni il procedimento a loro carico si è chiuso per mancanza di prove, in relazione alle minacce, e per depenalizzazione con conseguente non doversi procedere stabilito dal giudice per gli altri eventi.

Lo rende noto la stessa ‘Centopercentoanimalisti’ in una nota, il cui leader Paolo Mocavero ha dovuto affrontare ben sette processi nel corso di tutto il 2016, uscendone però sempre con una piena assoluzione. In particolare hanno dell’eclatante le sentenze a lui favorevole che lo vedevano contrapposto a due cacciatori, oltre ad altre due scaturite dalle proteste della sua associazione per esprimere dissenso nei confronti degli allevatori di visoni da pelliccia a Padova.

Mocavero, in relazione a quest’ultima sentenza che lo vedeva contro chi gestisce i visoni in cattività, fa sapere: “Mi avevano chiesto una lettera di scuse per chiudere la faccenda in maniera amichevole. E naturalmente io non ho accettato. Avrei preferito finire in carcere ma mantenendo la mia dignità e portando avanti gli ideali in cui credo, che mi portano ad affermare a gran voce quanto gli animali abbiano pari diritti degli uomini. Non avrei mai e poi mai potuto chiedere scusa a degli aguzzini. La lotta mia e dei militanti di ‘Centopercentoanimalisti’ prosegue e va avanti con più forza di prima”.

‘Centopercentoanimalisti’ fa spesso parlare di se per la veemenza delle manifestazioni di protesta che mette in scena contro chi perpetra violenza a danno degli animali. Recentemente a Trento l’associazione animalista si è fatta sentire contro la santa messa allestita per onorare la memoria dei cacciatori defunti. A novembre aveva invece avuto luogo il sit-in contro la pratica abominevole delle pellicce a Padova.