Home News Chi è la bestia? Storie di crudeltà verso gli animali: la nascita...

Chi è la bestia? Storie di crudeltà verso gli animali: la nascita di killer seriali

CONDIVIDI

maltrattamenti

In un’intervista rilasciata a greenews.it, l’inviato di Repubblica Pietro del Re, autore di “Fratello orso, sorella aquila. Storie di animali e di chi li protegge”, ha presentato il suo ultimo libro, definito un “bestiario della crudeltà umana verso gli animali”, intitolato “Cose viste. Storie di uomini e altri animali”, edito Edizioni Laterza, uscito quest’anno nelle librerie. Nell’ambito della sua carriera, del Re ha girato il mondo e visto gli orrori non solo nei confronti degli umani ma anche degli animali. Nella sua pubblicazione Del Re passa in rassegna una serie di eventi ai quali ha assistito personalmente: dai cani randagi crudelmente soppressi in Romania, al massacro degli elefanti in Africa, quello delle balene in Norvegia fino alla violenza sull’ambiente. Scene di ordinaria follia, di indifferenza nei riguardi della vita di una creatura vivente.

VIOLENZA INCONCEPIBILE – Del Re spiega di aver assistito ad un fatto raccapricciante, a Gerusalemme, che lo ha portato a farsi la domanda su chi è la bestia e chi l’uomo: “In un ristorante dove un gattino di pochi mesi elemosinava briciole di cibo tra i tavoli. Uno dei camerieri non ha gradito la sua presenza e gli ha dato un calcio, scaraventandolo contro un muro e uccidendolo… Una forma di violenza esagerata, inconcepibile”, commenta il giornalista, denunciando il modo in cui, anche in Italia, nelle campagne e nei luoghi isolati, gli animali vengono maltrattati, considerati come oggetti e gettati quando non sono più utili. Questo fenomeno diffuso dovrebbe essere combattuto attraverso l’informazione e l’educazione a partire dalle scuole: “Il ruolo della scuola è essenziale, l’individuo ecologicamente corretto lo devi formare da piccolo e l’ecologia deve diventare una politica individuale rispettosa dell’ambiente e anche dei nostri consimili”.

Un rispetto che si riflette sugli esseri viventi, tra persone: ovvero chi ama gli animali nella maggior parte dei casi è una persona più educata e sensibile verso l’altro.

PARERI DEGLI ESPERTI Sociologi, psichiatri, psicologi, scienziati e ricercatori concordano tutti quanti sul fatto che chi maltratta un animale è pericoloso per la società. Come lo abbiamo ripetuto più volte anche per i casi recenti di Angelo, il cane ucciso brutalmente a Sangineto nel quale c’è stato una violenza di gruppo o Pilù a Pescialo stesso Fbi considera i maltrattamenti e l’uccisione di animali crimini efferati. In base alle statistiche è emersa una correlazione tra chi fin dall’infanzia ha una fascinazione nel far del male ad un animale e killer seriali o persone con disturbi di personalità. Non a caso, proprio nell’intervista che ha ottenuto l’inviata delle Iene, Nina Palmieri, uno dei quattro ragazzi che hanno ucciso il cane Angelo, ammette ad un certo punto di essere stato incuriosito dalla tortura: “Una cosa alla quale non aveva mai assistito”,dichiara il ragazzo, quasi ammettendo una specie di malvagia e maligna attrazione per la crudeltà commessa.

Il fondatore dell’Unità delle Scienze del comportamento del FBI, Robert Ressler, nel 2010, ha dichiarato che dagli esami psichiatrici condotti su killer seriali e criminali senza scrupoli emerge che sono persone che “da bambini non hanno mai imparato che era male strappare gli occhi ad un cane. I killer iniziano per uccidere e torturare gli animali nell’infanzia”. E’ stato accertato che nella maggior parte dei casi chi maltratta gli animali passa allo stadio successivo ovvero sugli umani: violenze minori, abusi su donne, violenza domestica nei confronti dei bambini fino agli omicidi. Ma non solo. Il paragone non si ferma qui. Infatti, l’Fbi ha constatato che chi ha abusato di un animale si rivela essere tra i criminali più aggressivi e violenti rispetto ad altri criminali considerati non aggressivi.

L’associazione americana dei genitori e insegnanti PTA nell’ambito di un congresso nel 1993 aveva messo agli atti che “i bambini che crescono con nozioni di giustizia, compassione per gli animali, diventano più giusti, migliori, buoni e sono apprezzati nell’ambiente che frequentano. Mantenerli su questa linea porterà ad indirizzare il loro carattere verso gli altri, ad essere più umani e rispettosi”.

GRUPPI- Questo tipo di profilo psicologico è stato accertato anche nelle baby gang o nelle violenze di gruppo. “C’è un elemento comune alle ultime stragi che si sono registrate nelle scuole. C’è un bambino che ha sintomi di aggressività nei riguardi degli altri bambini, è interessato alle armi, è crudele verso gli animali, vive in isolamento sociale”, aveva dichiarato Harold S. Koplewicz, direttore del Centro studi sull’infanzia all’Università di New York, commentando la moda delle stragi nelle scuole ad opera di più studenti che si sono verificate alla fine degli anni Novanta.

Storie che ci fanno interrogare sul tipo di società che abbiamo costruito e sulla necessità di educare e sensibilizzare l’opinione pubblica che non deve restare indifferente, contribuendo a salvare non solo la vita di una “bestia” ma anche di un essere umano.

ECCO UNA SELEZIONE DI KILLER SERIALI MALTRATTATORI DI ANIMALI clicca successiva