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Clonazione di cane e gatto: come funziona e quanto costa

Forse non sapevate che è possibile la clonazione di animali come cane e gatto: come funziona, dove si può fare, quanto costa e cosa accade dopo.

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cane e gatto (Foto da Pixabay)

Da quando si parla di clonazione, l’idea di avere per sempre a fianco a noi i nostri amati amici animali non è poi così distante. Soprattutto, non lo è da quando qualcuno lo ha già fatto, come Barbra Streisand. L’attrice ha svelato che le sue cagnoline Miss Scarlett e Miss Violet sono dei cloni del suo defunto cane Samantha.

C’è chi crede che in un’altra vita rivedremo i nostri animali domestici ma c’è anche chi non vuole attendere così tanto, come la Streisand. Ma clonare gli animali è qualcosa che solo un Vip può fare? No.

Clonazione cane e gatto: costo e dove farla

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Ci sono due strutture che clonano cani e gatti. Una si trova nella Corea del Sud ed è l’unica attualmente ad avere il brevetto, l’altra è invece negli Stati Uniti. La cifra che chiedono non è per pochi eletti, ma neanche alla portata di tutti: infatti la clonazione di un gatto costa 25000 euro mentre un cane il doppio, 50000 euro.

La Streisand, oltre ai due cani clonati, ne ha anche un terzo, Miss Penny, che è una parente lontana sempre della sua amata Samantha.

L’attrice statunitense ha però dichiarato che i suoi cuccioli hanno una personalità differente da quella del cane da cui sono stati clonati e che lei spera che invecchiando dimostreranno la serietà che tanto amava nella sua Samantha.

Sono passati più di vent’anni da quando nel 1996 è stato clonato il primo animale, la pecora Dolly. Il progetto è stato accantonato per una decina di anni perché considerato contro natura, pericoloso e neanche conclusosi con i risultati sperati. Nel 2005 in Corea del Sud l’esperimento è stato ripetuto con un cane da caccia afgano chiamato Snuppy.

Per dieci anni, il Paese ha mantenuto l’esclusività nella clonazione dei cani. Dal 2006 nella struttura coreana Sooam Biotech Research Foundation sono stati clonati seicento cani, al prezzo di 100 mila dollari ciascuno.

Dieci anni dopo, i texani della ViaGen hanno clonato il Jack Russell Terrier Nubia. Da lì in soli due anni sono stati clonati più di un centinaio tra cani e gatti. La ViaGen è l’unica azienda degli Stati Uniti che compie questa pratica sugli animali domestici e da poco ha cominciato anche sui cavalli.

Oltre alle due aziende citate, vi sono diverse strutture a cui le operazioni vengono subappaltate. A causa dei concorrenti degli Stati Uniti la Corea del Nord ha abbassato i prezzi.

Clonazione cani e gatti: come funziona e perché non è etico farla

Come si deve fare per effettuare la clonazione del proprio cane o del proprio gatto? Il prelievo delle cellule è effettuato quando ancora il cane o il gatto è vivo, al prezzo di 1600 dollari, anche se in realtà potrebbero essere estratte fino a quattro giorni dal momento del decesso dell’animale. .

Un veterinario preleva dei tessuti del nostro amico a quattro zampe, ne estrae le cellule, che vengono conservate e dalle quali vengono estratte le informazioni genetiche. Possiamo decidere di clonare il nostro animale domestico in qualsiasi momento successivamente.

La clonazione non è un processo semplice. Serve un animale che doni un ovocita, e i cani vanno in calore solo due volte in anno mentre i gatti in maniera occasionale e questo spiega in parte il prezzo elevato del processo.

All’interno dell’ovocita viene inserita la cellula da clonare. Successivamente, a quello che è divenuto un embrione viene data una scossa elettrica per cominciare il processo di divisione. Gli embrioni ormai modificati sono inseriti in modo invasivo in un animale genitore.

Quando il procedimento riesce, viene al mondo un gemello genetico dell’animale domestico, scelto tra cane e gatto. Prima che nasca devono passare sei mesi e dopo la nascita va tenuto in osservazione per due mesi prima di essere dato al suo proprietario. In caso di procedimento non riuscito le aziende restituiscono i soldi spesi al compratore, tranne i 1600 dollari della conservazione cellulare.

La clonazione è davvero, come si è chiesto anche Forbes, un procedimento che attua chi ama gli animali? Non proprio. L’embrione viene messo invasivamente in un altro animale, che viene allevato in laboratorio per essere adatto all’intervento e docile per non creare problemi.

I veri amanti degli animali, che si battono addirittura per non testare farmaci vitali sugli animali, non possono accettare che un animale sia creato in laboratorio per dare vita artificialmente a qualcuno che non è il nostro amico domestico, ma una copia, senza che questo lo riporti in vita dalla morte.

Non è chiaro cosa facciano in questi laboratori quando i cani e gatti allevati non possono essere inseminati o ai cloni che nascono prima del tempo o con delle deformazioni, che quindi non sono più graditi ai clienti che hanno speso una cifra enorme per avere un animale perfetto. La risposta immagino sia ovvia e non è certamente qualcosa che è un vero amante degli animali vorrebbe.

Attualmente non ci sono delle leggi che regolamentano che tutti i passaggi siano svolti in modo etico. Come è capitato a Barbra Streisand inoltre, l’animale nato può essere difforme da quello originale, poiché il suo carattere, ma anche alcune sue caratteristiche fisiche, sono state influenzate da diversi fattori ambientali. Le caratteristiche differenti, come ad esempio un diverso colore, non vengono rimborsati.

Infine, ma non meno importante, con la clonazione il DNA è già vecchio, quindi potremmo mettere al mondo un animale destinato a vivere davvero poco e a contrarre numerose malattie. Come ha ammesso la stessa attrice, lei ha riavuto indietro solo in apparenza il suo cane, perché non ne ha avuto indietro la sua anima.

A questo punto la cosa migliore da fare è intraprendere un percorso per affrontare nel modo migliore la scomparsa del nostro unico e irripetibile amico a quattro zampe e cercare invece di donare il nostro amore a qualche altro trovatello che nel mondo sta aspettando proprio noi.

Mettere al mondo una copia che vivrà una vita breve e non dignitosa e creare dolore e morte di altri animali non rende onore né al nostro amore per gli animali, né al nostro amico defunto.

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T. F.

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