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Colletta per il Circo di Vienna a Cesena, gli animalisti insorgono: “Hanno già soldi dallo Stato”

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circo

Ha generato polemiche e discussioni l’iniziativa preposta alla raccolta di fondi da devolvere in favore degli animali del Circo di Vienna, che fino al 15 gennaio sarà di stanza a Cesena. La colletta dovrebbe compensare un mancato introito dovuto allo stop andato in scena durante le festività per il Natale. Ma le associazioni animaliste, in particolare ‘Protezione Animali Ambienti’, si dimostra contraria a tutto ciò, ed esprime pieno dissenso per bocca della sua presidentessa, Maria Angela Baiardi. “La raccolta di denaro che avrebbe come scopo quello di acquistare cibo per gli animali ci ha lasciati decisamente perplessi. E questo perché non bisogna dimenticare che i circhi godono di alcuni sussidi statali e ricevono dei fondi pubblici dallo Stato. In base a ciò, secondo la legge dovrebbero fornire precise garanzie circa lo stato di buona salute degli animali dei quali fanno uso. I titolari di un circo devono attuare delle precise normative per mantenere sempre alto il benessere dei suddetti animali. E sembra strano, alla luce di questo, che restare chiusi per una decina di giorni possa avere avuto delle ripercussioni sugli animali ed anche sui lavoratori del Circo di Vienna, al punto tale da indurli a chiedere denaro con delle offerte”.

Altre polemiche sul circo

In virtù di ciò, secondo la Baiardi, questa struttura non meriterebbe alcuna offerta: “La prima cosa che i responsabili del Circo di Vienna dovrebbero fare sarebbe non chiedere soldi ai cittadini e fare tanta pubblicità alla cosa, ma pensare di tutelare questi esseri magari trasferendoli in luoghi più adatti ad accoglierli, dandosi da fare in maniera attiva e seria con ogni mezzo possibile. E gli stessi responsabili dovrebbero anche sollecitare i loro colleghi a fare lo stesso e ad anteporre il bene degli animali al di sopra di ogni cosa, per impedire qualsiasi episodio di sfruttamento. Intanto, poco meno di un mese fa, una tigre era fuggita da un circo di Parigi scatenando immediatamente il panico. E purtroppo alla fine si è scelto per la soluzione più drastica, anche se da quanto emerso, l’animale non rappresentava un pericolo immediato. Ed anche qui le proteste degli animalisti sono state tante e giustificate.

A.P.