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Combattimenti illegali: il nuovo numero per segnalare i soprusi

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Il fenomeno dei combattimenti illegali tra cani è una piaga che colpisce l’intera penisola e nello specifico le regione del Sud, tra cui la Sicilia dove è maggiormente presente perché collegato ad organizzazione mafiose, dove cui vi è un importante giro d’affari di scommesse.

Per contrastare questo fenomeno, la Lega Anti Vivisezione (Lav) ha lanciato una nuova iniziativa e un numero utile “Sos Combattimenti” a livello nazionale al quale rivolgersi per segnalare lotte clandestine.

In una nota diramata dalla Lav e dall’Osservatorio Nazionale Zoomafia, SOS Combattimenti non è un numero di emergenza ma bensì un servizio che permetterà di raccogliere segnalazioni di combattimenti tra animali, tracciare una mappa dettagliata del fenomeno e favorire l’attivazione di inchieste giudiziarie e sequestri di animali come prevede la legge.
Il numero SOS Combattimenti 06.4461206 è attivo dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 17.00.

“Scopo del Servizio – continua Troiano -, è quello di raccogliere le segnalazioni sui combattimenti, anche in forma anonima, per mappare il fenomeno a livello nazionale e, laddove ci sono presupposti, dare d’impulso alle attività giudiziarie. Non è un numero di emergenza né di pronto intervento poiché non si tratta di un organo di polizia, pertanto non raccoglie denunce né organizza controlli. L’obiettivo è quello di svolgere una preziosa attività di raccordo tra i cittadini e le Forze dell’Ordine favorendo così l’avvio di inchieste e di sequestri degli animali coinvolti”.

La Lav ricorda che “il numero SOS Combattimenti (tel. 06.4461206), attivato dalla LAV per la prima volta nel 1999 fino al 2004, ha consentito di organizzare diverse operazioni di polizia con decine di sequestri di animali.”

Tuttavia, come sottolinea Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV  “purtroppo i combattimenti tra animali negli ultimi tempi sono aumentati in modo molto preoccupante. A indicare l’aggravarsi del fenomeno sono l’aumento delle segnalazioni, il numero di persone denunciate, i molti ritrovamenti di cani feriti o morti a seguito delle lotte e lo spopolare nel web di pagine che esaltano i combattimenti”.

In questo contesto “sono aumentati anche i furti e i rapimenti di cani di razze abitualmente usate nei combattimenti”, ha poi aggiunto Troiano.

Da un punto di vista del nuovo articolo 544-quinquies del Codice Penale, i combattimenti tra animali sono puniti “con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 50.000 a 160.000 euro chi promuove, organizza o dirige combattimenti”.

Un fenomeno complesso che come emerge da un’indagine condotta dalla Forestale di Urbino,coinvolge non solo animali domestici ma anche la fauna selvatica, con combattimenti tra cani e animali selvatici come orsi, lupi, volpi o cinghiali. Recentemente, sono