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Conad dice no agli allevamenti in gabbia: per “un mondo più giusto e sostenibilie”

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allevamenti gabbie
Galline in gabbia

Conad dice basta alle galline allevate in gabbia

“Una notizia davvero importante per il benessere degli animali e per un progresso verso un mondo più giusto e sostenibilie”. Scrive in una nota Chiara Caprio, responsabile ufficio stampa di Animal Equality.

Sempre più catene di grande distribuzione stanno andando incontro al benessere animale, premiando allevamenti sostenibili e senza gabbie.

Anche Conad ha deciso di eliminare l’assortimento di uova da galline allevate in gabbia. “Con questa decisione, le cinque più grandi insegne della GDO italiana sono cage-free”, sottolinea l’organizzazione internazionale Animal Equality.

“Entro il 1° luglio 2019 Conad eliminerà da tutto il suo assortimento le uova da galline allevate in gabbia”. Con questo impegno, che giunge a seguito del lavoro di Animal Equality e altre organizzazioni operanti sul territorio, le cinque maggiori insegne della grande distribuzione in Italia hanno detto basta alla crudeltà delle gabbie per le galline. Questa decisione di Conad da sola cambierà le condizioni di vita di oltre un milione di galline allevate per le loro uova”.

In un comunicato l’organizzazione animalista ricorda come “l’allevamento in gabbia provoca enormi sofferenze agli animali. Le galline infatti sono costrette a passare la vita intera in condizioni che compromettono i loro bisogni naturali e non permettono loro di esprimere comportamenti come stendere completamente le ali o beccare il terreno”.

Condizioni più volte denunciate dagli animalisti con indagini sottocopertura per mostrare gli orrori ai quali sono sottoposti gli animali da reddito.

“La politica appena rilasciata da Conad giunge a seguito della pubblicazione di un impegno parziale, che includeva solo le uova commercializzate nei propri punti vendita a marchio dell’insegna. Ora invece la scelta di Conad comprende tutte le uova vendute nei punti vendita dell’azienda, ed è questo tipo di impegni che dà un vero e chiaro segnale ai produttori”. E’ quanto dichiara Matteo Cupi, Direttore Esecutivo di Animal Equality Italia, auspicando che altre insegne come MD e Despar “seguano al più presto al trend del settore, che si dimostra ormai inarrestabile”.

Animali allevati in gabbia

Eliminare le gabbie non significa eliminare la sofferenza, conclude Animal Equality, “ma si tratta di un grande primo passo verso la riduzione della sofferenza degli animali”.

Viene pertanto ricordata la campagna internazionale End the Cage Age,  promossa da 100 organizzazioni animaliste per chiedere alla Commissione europea di porre fine all’uso delle gabbie negli allevamenti.

Questo riguarda anche molte altre specie destinate alla catena alimentare, come maiali, mucche o vitelli, come emerso da un’inchiesta straziante sui vitelli allevati in gabbia.

Se non hai ancora firmato la petizione, clicca Firma contro gabbie

 

C.D.